Visualizzazione post con etichetta benefici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta benefici. Mostra tutti i post

sabato 23 luglio 2016

I BENEFICI DEI FANGHI



La fangoterapia è una terapia termale che viene effettuata impiegando fango termale rimasto in infusione in speciali contenitori per circa 50-60 giorni.

Il fango maturo è alla base della fangoterapia che si compone di quattro passaggi:
l'applicazione del fango,
il bagno in acqua termale,
la reazione sudorale,
il massaggio tonificante.
Il fango viene applicato direttamente sulla pelle ad una temperatura tra i 37 °C e i 38 °C per un periodo che varia dai 15 ai 20 minuti. Al termine dell'applicazione, il paziente, dopo essere stato sottoposto ad una doccia calda, si immerge nel bagno termale alla temperatura di 37-38 °C per circa 8 minuti. Infine, viene asciugato con panni caldi.

La fangoterapia è efficace nelle forme infiammatorie croniche dell'apparato locomotore quali artrosi articolari, tendiniti, dolori e infiammazioni muscolari.

La fangoterapia è considerata un trattamento estetico e curativo a base di fango, utilizzato per eliminare i liquidi in eccesso, trattenuti soprattutto nei tessuti di gambe, addome e fianchi.

I fanghi sono una melma costituita dalla mescolanza di una componente solida con una componente liquida (acqua minerale o termale) e utilizzati sotto forma di "impacco". La componente solida ha una base inorganica, costituita principalmente da argilla, e una organica che comprende microflora (batteri, alghe, diatomee, protozoi, etc.), microfauna, humus, composti humo-minerali e vegetali di diversa natura, derivanti principalmente dalla fase di maturazione dei fanghi stessi o dal loro precedente utilizzo (detriti cellulari, secrezioni, etc.).

Nella componente liquida distinguiamo l'acqua contenuta nel fango vergine, che impregna il fango nel giacimento di origine, dall'acqua minerale nel quale viene fatto "maturare" il fango. Infatti, prima di poter essere utilizzato, il fango grezzo deve essere sottoposto ad un particolare processo di "maturazione".

Quello proveniente dalla sorgente, è sottoposto a macerazione per lungo tempo nell’acqua minerale, in modo che i granelli di argilla subiscano una trasformazione caricandosi di proprietà chimiche e chimico-fisiche dell’acqua in cui sono posti a macerare. Le acque minerali, oltre che a mineralizzare i fanghi, contribuiscono al processo di maturazione anche attraverso l'apporto di microorganismi e alghe.

Dalle proprietà fisiche dei fanghi deriva la loro consistenza, la concentrazione di sostanze attive in essi contenuta e il tipo di trattamento terapeutico per cui cui verranno applicati. Le proprietà del fango sono: la capacità calorica, cioè il potere di accumulo o di dispersione del calore, quando vengono a contatto con la pelle. La plasticità, cioè il grado di malleabilità del fango e quindi la capacità di aderire alla superficie corporea.

Questa proprietà è in relazione con il numero e le dimensioni delle particelle della componente solida: un'argilla è tanto più plastica quanto maggiore è il numero delle particelle che la compongono e quanto minore è la loro dimensione. Il potere di assorbimento e di scambio ionico dovuto al processo di osmosi in virtù del quale le sostanze minerali entrano attraverso la pelle ed escono particelle di acqua e di grasso.

L'osmosi è un processo fisico spontaneo di scambio, vale a dire senza apporto esterno di energia, che tende a diluire, in presenza di due soluzioni separate da una parete semipermeabile, come può essere la pelle, quella più concentrata, allo scopo di ridurre la differenza di concentrazione. Questo processo è un fenomeno importante in biologia, che interviene in alcuni processi di trasporto passivo attraverso membrane biologiche.

In Italia la fangoterapia è una pratica legata alle scienze e cure naturali, quindi non esiste ufficialmente la figura del fangoterapeuta. Si tratta di medici specializzati o persone esperte di terapie naturali che offrono la loro conoscenza riguardo questa cura.

Il Sistema Sanitario Nazionale copre l’erogazione delle cure termali per i pazienti colpiti da malattie: reumatiche, delle vie respiratorie, dermatologiche, ginecologiche, otorinolaringoiatriche, dell’apparato urinario, vascolari, dell’apparato gastroenterico. Per accedere alle cure, è necessaria la prescrizione del medico di base.

Ticket e spese di soggiorno sono a carico dell’assistito, che può scegliere lo stabilimento termale che preferisce tra quelli accreditati per il determinato ciclo di trattamento.

Depurano la pelle, spengono le infiammazioni e drenano i ristagni di liquidi. I fanghi, morbido impasto di argille miscelate sapientemente con acqua e ingredienti specifici, sono quanto di più indicato per risolvere gli inestetismi più comuni, come la cellulite, l’acne, la forfora.

Composti da una parte solida, a base di materiale organico e inorganico, e una liquida, cioè le acque minerali, i fanghi utilizzati per scopi estetici di solito contengono materiale terroso molto fine che restando a contatto per lungo tempo con acque termali, ne assorbe i principi attivi, come lo zolfo, le vitamine, gli oligoelementi. Spesso, la formulazione dei fanghi è arricchita da altre sostanze dall’azione specifica (fitoestratti, acido salicilico, oli essenziali, derivati marini) che ne modificano e aumentano l’efficacia.

La loro azione è dovuta in gran parte al cosiddetto effetto osmotico: applicando i fanghi sul corpo, si crea uno strato isolante che aumenta la temperatura della pelle, e di conseguenza i pori si aprono favorendo la penetrazione dei principi attivi contenuti nella miscela, con risultati che dipendono dalle zone del corpo dove avviene l’applicazione e dalle sostanze utilizzate: ricorrendo ai fanghi si può contribuire a eliminare il sebo in eccesso oppure contrastare la formazione di brufoli e impurità, rendere la pelle  levigata e morbida o ridurre i ristagni di liquidi, rivitalizzare i capelli regolarizzando anche la produzione di forfora o più semplicemente ridare un bel colorito al viso. Chi ama le fragranze, può trovare in commercio fanghi profumati: contro la cellulite per esempio ne esistono alcuni di colore bianco perché a base di caolino (sostanza che viene utilizzata al posto dell’argilla), e profumati alla cannella, oppure alla menta, o ancora all’anice stellato.



Supersicuri, i fanghi sono controindicati solo durante la gravidanza e l’allattamento (ma è possibile applicarli se il medico dà l’ok). In ogni caso, tenete presente che un leggero rossore o un pizzicore sono reazioni normali, dovute all’aumento della microcircolazione della cute, e di solito scompaiono a distanza di mezz’ora o di un’ora dal risciacquo. Attenzione però: se nel corso dell’applicazione queste sensazioni sono molto forti, è bene ridurre i tempi di posa. Non esponetevi ai raggi solari subito dopo il trattamento: durante i mesi estivi, è meglio applicarli di sera e aspettare fino al mattino prima di sdraiarsi al sole.

Chi soffre di cellulite non lascia niente di intentato pur di contrastarla, ben sapendo di avere a che fare con un “nemico” subdolo e insidioso:  e tra i vari rimedi contro la cellulite ci sono anche i fanghi, drenanti e stimolanti per la circolazione.

Efficacissimi sono quelli a base di alghe, che a questo scopo vengono raccolte, lasciate essiccare e lavorate in modo tale da non alterarne il contenuto in minerali, vitamine, glucidi, protidi, grassi e altre sostanze benefiche. Grazie agli estratti marini e vegetali, hanno un’azione drenante, ovvero  contribuiscono a eliminare il ristagno di liquidi e tossine tipico della cellulite, oltre a stimolare la circolazione. Si applicano sulla pelle ben pulita, avvolgendosi poi con una pellicola da cucina. Si tengono in posa per venti-trenta minuti, poi si sciacqua. Per ottimizzarne l’effetto del fango, si può applicare una crema coordinata, a base di estratti tonificanti e rinfrescanti. Potete acquistarli già pronti in qualsiasi erboristeria e in molte farmacie con settore naturale.

Anche i capelli possono giovarsi dell’applicazione di fanghi specifici. In commercio esistono formulazioni studiate per chiome secche, grasse o normali, opportunamente arricchite con alghe, oli vegetali, argilla ventilata e oli essenziali, per riequilibrare la produzione di sebo, nutrire i capelli contrastando la formazione delle doppie punte e renderli più morbidi e setosi. Gli impacchi si applicano di solito una o due volte alla settimana, sui capelli bagnati e con un leggero massaggio, lasciandoli in posa in alcuni minuti prima di sciacquare.

I fanghi termali sono molto utili nel combattere lo stress attraverso la fase di rilassamento muscolare che inducono naturalmente, inoltre purificano e disintossicano la pelle che appare subito più levigata e morbida al tatto. Anche la circolazione sanguigna trae notevoli benefici dalla fangoterapia con un effetto drenante e anticellulite.

Non ultimo l’effetto benefico sulle infiammazioni e sui dolori articolari. Esistono poi degli speciali fanghi termali salso-bromo idrici e di estratti di quillaja saponaria, trigonella, kigelia e luppolo che donano un effetto tonificante al decoltè.

Per eseguire nella maniera ottimale la fangoterapia occorre tenere a mente delle regole precise e affidarsi alla professionalità di centri specializzati. La temperatura del fango deve essere di circa 50 °C, con una media di 47 °C. La durata dell’applicazione non dovrebbe mai oltrepassare i 15-20 minuti con una sola applicazione giornaliera. Dopo l’applicazione, rimosso il fango, si effettua un bagno in acqua normale o minerale alla temperatura di 37-38 °C. Ogni quattro giorni è essenziale un giorno di riposo e tutto il ciclo di cura non deve superare dodici o quindici applicazioni.


Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

martedì 17 maggio 2016

LE LAMPADE ABBRONZANTI




Con lo sviluppo delle lampade UV, a partire dagli anni ’70, alcune aziende hanno sfruttato questa tecnologia per immettere sul mercato i primi macchinari abbronzanti, finalizzati ad uso estetico e non più solo medico.
I primi “lettini” solari dunque, chiamati così poiché l’utilizzatore finale si ci sdraiava dentro, fecero il loro ingresso integrati come trattamento negli istituti di bellezza.
Negli anni ’80 ci fu una ulteriore diffusione e si cominciò a parlare molto delle cosiddette lampade UVA, chiamate così per la totale assenza di UVB nel loro spettro.
Ma è a partire dagli anni ’90 che si ha un vero e proprio boom della abbronzatura artificiale: con il miglioramento della tecnologia delle lampade UVA che cominciano ad emettere anche una contenuta percentuale di raggi UVB, allungando la durata della abbronzatura e migliorando la risposta della pelle, l’abbronzatura diventa sempre più una moda. Cominciano anche ad aprire i primi centri dedicati esclusivamente all’abbronzatura artificiale, con decine di macchine e prezzi sempre più bassi, all’attacco di fasce di popolazione giovane per la quale è importante l’aspetto fisico e che prima non potevano permettersi costose sedute in centri benessere. C’è una diffusione capillare dei solarium soprattutto nelle grandi città distanti dal mare (Milano su tutte) dove le persone con poco tempo possono abbronzarsi anche nelle pause pranzo. Vengono anche immesse sul mercato le prime “docce” solari, ovvero macchine abbronzanti che si fanno in piedi, favorite dai tempi di esposizione sempre più brevi, che permettono maggiore igiene e tempi di utilizzo più breve. Queste ultime rafforzano l’abbronzatura “express” ovvero l’abbronzatura veloce e poco costosa, l’abbronzatura di massa.
Dal 2000 in poi l’abbronzatura con lampade abbronzanti, diventata conosciuta e praticata, si è arricchita di servizi aggiuntivi, raffinandosi e diventando una parte integrante del costume dei paesi industrializzati.

Esistono lampade dette a “bassa pressione” e lampade ad “Alta pressione”.
Entrambe sono “lampade a scarica” in cui un gas viene eccitato ed emette fotoni. La differenza sostanziale sta nella pressione del gas utilizzato.

La tecnologia alla base della bassa pressione è immediatamente distinguibile per l’utilizzo dei tubi.
All’interno di questi troviamo il gas neon ad un pressione nell’ordine di pochi Pascal, mercurio e un fosforo. Le caratteristiche generiche delle lampade a bassa pressione sono:

Temperatura del gas all’interno del tubo di scarica relativamente bassa
Radiazione emessa quasi interamente nel campo del visibile e dell’ultravioletto con scarsa emissione nell’infrarosso.
Diagramma spettrale a righe con piccole quantità di energia irradiata al di fuori delle righe spettrali (emissione fortemente caratterizzata dal punto di vista cromatico)
Basso flusso luminoso emesso per unità di lunghezza del tubo di scarica.

Nelle lampade a fluorescenza gli atomi di mercurio eccitati emettono una radiazione UV che investe il fosforo di radiazioni causando la sua fluorescenza e la luce visibile. Per questo vengono chiamate anche lampade a fluorescenza. Parte della luce viene riflessa da uno strato di ossidi metallici posto sulla parte posteriore del tubo.
Ovviamente la quantità di fosfori (sostanze fluorescenti) presenti nelle lampade da illuminazione è molto più elevata che nelle lampade usate per l’abbronzatura nelle quali una buona parte della radiazione UV emessa dal mercurio viene emessa dal tubo e modulata solo in piccola parte dai fosfori.

Normalmente Il circuito è formato da un alimentatore (elettromagnetico), detto anche reattore, uno starter e il tubo ai cui estremi troviamo gli elettrodi.

La radiazione emessa dalle lampade a bassa pressione per l’abbronzatura ha un spettro con una buona presenza di raggi UVB, soprattutto rispetto all’altra tecnologia ad alta pressione. 
La tecnologia a bassa pressione è quindi più aggressiva sulla pelle e provoca più facilmente eritemi solari.

La tecnologia ad alta pressione è quella che fa uso di bulbi per emettere la luce. I bulbi ad alta pressione contengono vapori al neon e mercurio, oltre che alogenuri metallici (sodio, tallio e iodio).
Anche in questo caso la luce è emessa dalla ionizzazione del mercurio avviata da due elettrodi. Gli alogenuri metallici mantengono continuo lo spettro di emissione con un sensibile aumento dell’efficienza luminosa.

L’impulso deve essere dato anche in questo caso da un componente separato, l’accenditore. Come nel caso dello starter, l’accenditore provvede a fornire alla lampadina un voltaggio molto elevato che avvia il processo di ionizzazione.
A differenza delle lampade a bassa pressione, le lampadine ad alogenuri metallici emettono luce anche nello spettro degli UVC. Questo comporta l’utilizzo di particolari filtri per la luce, che evitano le radiazioni nocive all’utilizzatore finale della lampada abbronzante. 

La lampada ad alta pressione inoltre lavora a temperature molto più elevate dei tubi a bassa pressione. Passiamo infatti dai 40-50 C° di questi ultimi, agli oltre 600 della prima. Questo comporta l’inclusione nella macchina di un sistema di raffreddamento esclusivo per il complesso lampadina filtro (se raggiungesse temperature troppo elevate quest’ultimo si potrebbe spaccare). E’ ovvio che i costi totali di una macchina di questo tipo sono molto più elevati. In compenso lo spettro emesso ha una percentuale molto più elevata di UVA e consente un controllo molto mirato attraverso l’uso dei filtri.

Il decreto ministeriale 12 maggio 2011, n° 110, ha provveduto ad aggiornare la normativa italiana riguardante le lampade abbronzanti, vietando la sottoposizione a questo trattamento a: soggetti con patologie dermatologiche che possono essere aggravate dall’esposizione UV, minori di 18 anni, donne incinte, soggetti che soffrono o hanno sofferto di neoplasie della cute, soggetti con fototipo I e II che si scottano facilmente. Si tratta di un decreto rivolto a operatrici e operatori che lavorano nei centri estetici, un richiamo alla sicurezza, passando dall’informazione e dalla consapevolezza dei rischi connessi all’esposizione indiscriminata alle radiazioni UV. L’effetto acuto più conosciuto dell’eccessiva esposizione ai raggi UV è l’eritema, il tipico arrossamento della pelle, denominato anche scottatura. La sintesi di melanina stimolata dai raggi UV produce, nella maggior parte delle persone, l’abbronzatura della pelle, che avviene entro pochi giorni dall’esposizione. Un altro effetto di adattamento meno evidente è l’ispessimento degli strati superficiali della pelle, che attenua la penetrazione dei raggi UV negli strati più profondi. Entrambe le risposte sono un segno evidente di danno alla pelle. Le lampade abbronzanti possono provocare tumori alla pelle non melanocitici, che comprendono: il carcinoma basocellulare o basalioma e il carcinoma squamoso o spinocellulare.



Si tratta di tumori raramente letali, ma il trattamento chirurgico può risultare deturpante. Il carcinoma della pelle si manifesta più frequentemente sulle parti del corpo solitamente esposte al sole (orecchie, viso, collo e avambracci) e il principale fattore causale è l’esposizione, ripetuta e di lungo periodo, alla radiazione UV. Il melanoma maligno, invece, seppur meno diffuso del carcinoma, è la causa più frequente di morte per cancro della pelle. E’ più comune tra le persone con carnagione e occhi chiari e capelli rossi o biondi. Nell’occhio, gli effetti dell’esposizione acuta alle radiazioni UV comprendono la fotocheratite e la fotocongiuntivite; reazioni infiammatorie che normalmente appaiono poche ore dopo l’esposizione, sono analoghe all’eritema, ma si manifestano sui tessuti epiteliali molto sensibili (es. quelli del bulbo oculare e delle palpebre). L’esposizione al sole, in particolare alle radiazioni UVB , sembra essere il principale fattore di rischio per lo sviluppo della cataratta.

E’ stato dimostrato anche che l’abbronzatura artificiale, soggettivamente e socialmente apprezzata, tende a dare assuefazione, spingendo a eccedere nel desiderio di un colorito sempre più accentuato. La protezione è pertanto indispensabile, attraverso filtri solari, in funzione del proprio fototipo, delle caratteristiche di maggiore o minore secchezza cutanea e dell’età. I tempi e l’intensità delle sedute abbronzanti devono essere pianificati con attenzione e ridotti il più possibile, mentre prima di ogni seduta è necessario applicare antisolari con filtri UVA + UVB con Skin protection factor elevato, almeno 30-50, anche se si ha un fototipo scuro. Se si ha una pelle tendenzialmente grassa o acneica, vanno utilizzate formulazioni antisolari molto idratanti, mentre se la cute è già in partenza normale-secca o l’età è avanzata, bisogna orientarsi verso formulazioni antisolari più consistenti e ricche di composti lipidici. Subito dopo l’esposizione, invece, è necessario applicare creme e fluidi idratanti ed emollienti che aiutano a mantenere la pelle elastica, riducendone lo sfaldamento e favorendo una ricostituzione rapida del microfilm idrolipidico, capace di proteggerla dagli agenti esterni.

I raggi UV non sono tutti uguali. Si caratterizzano infatti per le diverse lunghezza d’onda. I raggi UV si suddividono in tre categorie denominati UVA, UVB ed UVC:
UVA: Sono i raggi ultravioletti caratterizzati dalla lunghezza d’onda più alta (400-315 nm (nanometri)). Questi raggi hanno una elevata capacità di penetrazione del derma ma scarsa energia (sembra un controsenso ma è così). Il loro potere abbronzante è molto alto ma, grazie alla loro bassa energia, è molto difficile scottarsi con essi.
I raggi UVB hanno lunghezza d’onda intermedia (315-280 nm). Hanno una media penetrazione nel derma e media energia. Questi raggi sono più aggressivi rispetto ai raggi UVA e tendono a provocare più facilmente eritemi e danni alla pelle
UVC: Sono i raggi con la lunghezza d’onda più corta (280-10 nm). Questi raggi non penetrano nel derma ma rimangono a livello superficiale nonostante la loro energia sia molto elevata. Non abbronzano ma bruciano soltanto. 

Si sono inoltre riscontrati altri effetti collegati all’esposizione dei raggi ultravioletti ovvero un miglioramento generale del tono dell’umore a causa di una diminuzione della melatonina a favore della serotonina e un riequilibramento dei ritmi circadiani. In particolare in presenza di Jet-Lag. Ovviamente la cosa si ritorce contro in caso di esposizione ai raggi UV prima di dormire (rischio d’insonnia).

I raggi UV inoltre vengono spesso utilizzati nelle prevenzione verso alcune malattie.
L’osteoporosi per esempio ha come fattore aggravante le poche ore passate alla luce del sole. Questa malattia, che consiste in un’abbassamento costante della massa ossea e della microarchitettura di questa, provoca un aumento del rischio di frattura. Nella terapia curativa vengono usate anche lampade abbronzanti per l’integrazione dei raggi UV.

Altra malattia cronica è la psoriasi, grave infiammazione della pelle le cui cause sono ancora sconosciute. E’ una malattia, che, seppur non rappresenti rischi per la salute e non sia infettiva, crea gravi disagi a chi ne è affetto. La psoriasi infatti causa arrossamenti della pelle e prurito nella prima fase, mentre quando si aggrava, porta addirittura alla desquamazione della pelle, con conseguente trauma psicologico per chi la vive. Oltre al trattamento farmacologico anche qui viene utilizzata la cosiddetta “PUVA” terapia, ovvero l’utilizzo di lampade UVA il cui effetto viene potenziato da farmaci foto sensibilizzanti (denominati psoraleni da P-UVA). Esistono anche nuove terapie che fanno uso esclusivamente dei raggi UVB “a banda stretta” ovvero UVB con frequenza d’onda pari a 311 nm. Gli UVB infatti si rivelano molto più efficaci degli UVA nel trattamento della psoriasi (per raggiungere gli stessi effetti si deve ricorrere talvolta a quantità di 1000 volte superiori di raggi UVA) ma hanno la controindicazione di causare più facilmente eritemi. L’azione di questi quindi deve essere bilanciata fra azione curativa ed azione erimatogena.

Malattia legata alla assenza di melanina è la vitiligine. Questa malattia si presenta con chiazze chiare distribuite su tutto il corpo. Infatti in queste zone non viene prodotta melanina nonostante la presenza e l’attività metabolica dei melanociti. Si può rozzamente considerare come un albinismo a chiazze. Le cause precise di questa malattia sono ancora sconosciute ma si presume abbia un’origine autoimmune. Ovviamente non è contagiosa ma la contrazione di questa malattia può portare ad isolamento volontario a causa del trauma psicologico di cui è responsabile (proprio come la psoriasi). Come per la psoriasi sopra illustrata l’unica cura è (insieme a farmaci immunomodulanti) una terapia a base di raggi UVB a banda stretta.

Tra le malattie che vengono curate tramite raggi ultravioletti troviamo anche il rachitismo, una forma di deformità ossea. Questa malattia rimane in realtà strettamente legata alla mancanza di vitamina D. Nell’organismo umano questa vitamina è prodotta perlopiù dalla cute (il 90% circa) mentre attraverso la dieta se ne assume in quantità troppo piccole. In assenza di tale vitamina non è possibile l’assimilazione del calcio da parte delle ossa. Da ciò deriva la malformazione ossea (osservata soprattutto in soggetti di età molto giovane) che si presenta in chi non si espone in nessun modo ai raggi solari. La cura per questa malattia è l’assunzione di vitamina D per via orale, l’esposizione a lampade agli ultravioletti o la semplice esposizione al Sole. 
Nota curiosa è che, in Siberia, dove gli inverni sono lunghi e l’esposizione al Sole molto ridotta, il governo ha previsto, sin dagli anni ’80, periodiche esposizioni a lampade UV per i bambini al fine di ridurre l’incidenza del rachitismo. Da ricordare inoltre che Giacomo Leopardi era affetto da rachitismo.

Fra i diversi sistemi che si usano per determinare gli effetti della radiazione solare sulla pelle, si usa il MED, ovvero la Minima Dose Erimatogena. La MED è misurata su una scala numerica che va da 0 ad infinito e nella quale la dose minima di raggi UV con i quali si ha un arrossamento è fissata a 1. E’ quindi una scala che varia da persona a persona: per un fototipo 2 la MED è molto bassa, mentre si alza enormemente per un fototipo 4 o 5. Solitamente si tende a considerare che fino a 1 MED non esistono effetti collaterali all’esposizione agli UV, mentre oltre si comincia a verificare, oltre all’arrossamento, anche l’invecchiamento cutaneo, il danneggiamento degli occhi se non adeguatamente protetti e le possibili reazioni foto allergiche o fototossiche. Ma come si ci può proteggere? La soluzione sta nei filtri solari. Queste particolari creme infatti creano uno strato protettivo che consente di stare al sole senza danni.

Molti si convincono che chi si abbronza prima delle vacanze con i raggi UVA delle lampade riesce a evitare il rischio di ustione. Va ricordato però che questo tipo di radiazione è meno efficace nel produrre l'arrossamento della pelle e nel favorire l'abbronzatura. E che la pigmentazione ottenuta con le lampade UV-A non fornisce alla pelle lo stesso grado di fotoprotezione di quella ottenuta con la radiazione UV-B. La radiazione UVA infatti non fa aumentare lo spessore della pelle e quindi viene meno il fattore di protezione naturale. “Pertanto – continua l’esperta dell’Idi – è meglio prepararsi all’estate assumendo betacarotene per via orale, così si ottiene una maggiore concentrazione di melanina.

Il rischio per gli occhi non protetti da occhiali adeguati è molto elevato. Molti per evitare l’effetto Panda pensano che sia sufficiente chiudere le palpebre. “Sulla congiuntiva e la cornea la radiazione UV però – sostengono gli esperti dell’Iss – può produrre irritazione e infiammazione (fotocheratocongiuntivite), fenomeni acuti molto fastidiosi, come la sensazione di sabbia negli occhi, che di solito regrediscono dopo qualche giorno. Il danno al cristallino e alla retina è invece più subdolo, poiché non si manifesta con reazioni acute”.



Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.