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sabato 2 aprile 2016

I PANTALONI A CAVALLO BASSO



Già da diverso tempo le passerelle hanno mostrato un nuovo trend che, in breve tempo, è riuscito a conquistare il cuore delle amanti della moda più attente alle ultime tendenze. Si tratta dei pantaloni con cavallo basso, scelti non solo dalle donne che amano la comodità, ma anche dagli uomini che vogliono arricchire il loro guardaroba con qualcosa di unico.

A cavallo basso, harem, alla turca o sarouel. Il motivo di tanti nomi è dovuto al taglio del cavallo e a diverse traduzioni che però vanno ad identificare lo stesso tipo di pantaloni. In generale, i pantaloni con cavallo basso hanno appunto il cavallo medio-basso, sono ampi sulle gambe e caratterizzati da una cinta a vita alta. Possono essere lunghi o corti e sono generalmente più stretti alla caviglia o al polpaccio.

Alcuni modelli si differenziano per il cavallo che arriva a metà coscia fino a toccare terra. Si tratta in generale di un modello davvero particolare, che si differenzia da un pantalone tradizionale per la morbidezza del tessuto utilizzato e dalla intrinseca comodità. Lo stile di questi modelli deriva dai tradizionali pantaloni turchi, chiamati salvar e indossati da uomini e donne dell'Impero Ottomano.

Per chi ama i pantaloni a cavallo basso, la scelta tra i modelli è ampia e variegata ed è possibile avere un guardaroba unico, capace di adattarsi a ogni occasione: lunghi fino alla caviglia o corti al ginocchio; ampi fino all'orlo o resi a sbuffo dal progressivo restringimento della gamba; elegantissimi in tessuti dall'effetto lucido o disimpegnati grazie a tele variopinte e fantasia.

L'abbinamento ideale per il pantalone con cavallo basso è semplice e sportivo. Una canottiera bianca ben sagomata o una t-shirt colorata saranno il modo migliore per completare l'outfit. Ai piedi, sarà opportuno calzare sandali o infradito in cuoio. Se vuoi optare per un look elegante, puoi abbinarli a scarpe con il tacco, una canottiera gioiello e un blazer avvitato.



I pantaloni con il cavallo basso sono molto comodi e la tentazione di indossarli con le scarpe basse è alta; fai attenzione: il loro taglio particolare dona a chi ha gambe lunghe e slanciate, ma rischia di appensantire la figura di chi è più formosa: se è il tuo caso, cerca di evitare i modelli con stampe sgargianti e con il cavallo particolarmente basso, prediligi le tinte unite (il nero su tutti) e abbinali a scarpe con il tacco.

Ci sono giornate in cui si predilige essere comode magari perché si è fuori tutto il giorno. In questo caso il pantalone cavallo basso in tessuto tuta è quello che ci occorre, anche perché è una variante al solito leggins.

Indossare una tuta non è sinonimo di sciatto o trasandato perchè alcune sono davvero stupende e perché, anche un semplice pantalone di tuta nero, abbinato nel modo giusto, può creare un look unico.
Per la sera, i cui abbinamenti sono sempre più belli perché esigono di solito una scarpa alta, un pantalone cavallo basso nero in tessuto elegante, camicia bianca in cotone con le maniche risvoltate e bretelle nere. Abbinare il tutto ad un décolleté a punta con il tacco alto a spillo. Giacca lunga e una pochette.

Un altro look carino potrebbe essere con pantalone nero, top crop nero o bianco, giacca nera lunga dal taglio maschile e décolleté di pelle a punta.



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INDOSSARE I LEGGINGS



Fino alla seconda guerra mondiale i leggings erano indossati come protezione sotto i pantaloni, dai soldati in guerra.

Negli anni '50 del XX secolo, lo stilista Emilio Pucci riscopre questo elemento e crea un pantalone affusolato che chiama fuseaux (da "fuso" per la forma che regala alla figura femminile). Vengono subito lanciati nel mondo della moda grazie a Audrey Hepburn, che li indossa nei film Sabrina e Cenerentola a Parigi.

Nel 1960 Pucci lancia i pantaloni Viva dotati di uno speciale passante elastico che rimane sotto la pianta del piede mantenendo tesa la stoffa.

Venne poi creata una variante dei fuseaux più corta, che prese il nome di "Capri", com'è tuttora chiamata, dall'omonima isola di Capri meta in quegli anni dello star system hollywoodiano che qui passava molto tempo, e che come Audrey Hepburn e Sophia Loren indossava questi capi che coprivano dal bacino fino subito sotto le ginocchia, lasciando così il resto della gamba libero.

Con l'avvento delle fibre elasticizzate, il modello con passante elastico sotto la pianta del piede (detto anche "staffa") si diffuse in ambito sportivo soprattutto nello sci, nella danza e nella ginnastica.

È solo negli anni '70 che nascono i leggings come li conosciamo ora, ispirati ai pantaloni Capri proposti da Pucci ma presentati in una variante molto aderente e senza piede, su invenzione della stilista Patricia Field.

Ma è grazie a Madonna, che li indossò nel film Cercasi Susan disperatamente nel 1985, che si ebbe il vero boom di vendite e l'elevazione dei leggings a vero cool degli anni '80.

Sulle passerelle iniziarono a comparire altri tipi di leggings, come quelli della stilista inglese Liza Bruce che nel 1987 lanciò la moda anni '90 dei pantaloncini da ciclista per il guardaroba femminile, e dei fuseaux fluorescenti.

Tramontati nel corso degli anni '90, la griffe Max Mara presentò nel 2006 una collezione di miniabiti abbinati a tacchi alti e leggings neri. Da lì in poi tutte le case di moda e vari designer li hanno inseriti nelle collezioni, variandone la decorazione: jeans, tinta unita, righe o fiori, black & white, animalier maculati o zebrati, liquid in lattice aderentissimi, glitter con paillettes o colori fluo.

Solitamente sono realizzati in elastam, o in filati misti di nylon e cotone o poliestere, ma esistono anche modelli realizzati in lana o seta.

Negli ultimi anni ne sono stati prodotti di diversi modelli anche con tessuti particolari che risultano molto lucidi (tipo latex).

I leggings mettono d’accordo tutte. Formose e magre. Romantiche e rock. Ragazze e donne di ogni età. 



La loro peculiarità infatti, è quella di essere versatili. Di giorno si possono portare con ballerine e la sera si possono accompagnare con un paio di stivali da biker. Quando però un indumento è così amato, il rischio di inciampare in cadute di stile è molto alto. 

Il tessuto deve essere corposo e non lasciar intravedere la pelle o gli slip in controluce. E non pensare che sia un problema solo per quelli chiari, anche il nero può rivelare più di quanto tu voglia far vedere. Lo slip fa parte della categoria intimo e tale deve restare, meglio se poi è senza cuciture, ti aiuterà ad evitare l’effetto muffin che fa capolino dalla stoffa.

I leggings non sono dei pantaloni e anche se la tentazione di svelare i risultati raggiunti dopo sedute estenuanti di Gag, Squat e Zumba è tanta, il sedere deve rimanere coperto. Cosi come tutte le altre parti intime. 
I colori scuri e opachi slanciano e snelliscono. Le fantasie sono ammesse quando hanno una base scura e naturalmente le righe non sono ben accette.

Se le gambe sono lunghe e magre vannp bene colori sgargianti, fantasie particolari e tinte chiare.  Occhio comunque ai modelli in eco pelle, perché avere le gambe lunghe non è sempre sinonimo di tonicità e i leggings in pelle permettono ai muscoli poco allenati di mostrarsi in tutto il loro vibrare.

Indossali con maglie, maglioni, felpe e camicie, basta che siano abbastanza lunghi da coprire i glutei. Sì ai cappotti dal taglio lineare, al parka ma anche al blazer.

Si possono scegliere sneakers, biker boots, ballerine, tronchetti, stivali, sleepers e stringate maschili. I leggings amano tutte le scarpe con una piccola eccezione: i tacchi molto alti accompagnati dal plateau. Diciamo che l’effetto sarebbe troppo da dominatrice!







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