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martedì 2 agosto 2016

LA TINTA DEI CAPELLI




La colorazione temporanea è un tipo di tintura, applicata nella forma di shampoo colorante, o lozione, che fa mantenere il colore ai capelli per un tempo breve che se ne va normalmente dopo il primo lavaggio. Nel caso delle colorazioni temporanee, vengono utilizzati prodotti con un elevato peso molecolare, che semplicemente si appoggiano sulla cuticola del capello e quindi vengono rimossi facilmente.

Rispetto alla colorazione temporanea, quella semipermanente deve resistere ad un numero di lavaggi superiore, normalmente dai 4 agli 8 lavaggi. Lo scopo principale è quello di colorare i capelli bianchi o dare maggiore tono al colore naturale, ma non possono schiarire i capelli. Di conseguenza l'applicazione di colorazioni semipermanenti non richiede alcuna modifica preliminare (richiesta invece nel caso della colorazione permanente).

La decolorazione è un processo chimico simile a quello della normale colorazione, ma che anziché "depositare" il colore all'interno del fusto del capello, fa in modo che vengano disperse le molecole di colore naturali, facendo conseguentemente "perdere" il colore originale dei capelli, che tenderà a schiarirsi. Più tempo il decolorante viene lasciato agire, più molecole andranno disperse, e più chiaro sarà il risultato finale. Si tratta di un trattamento indispensabile quando si vuole passare da un colore scuro ad uno più chiaro (per esempio, dai capelli neri al biondo). Esistono una serie di rimedi naturali che permettono di schiarire i capelli, senza arrivare alla decolorazione (possibile solo con la chimica).

La maggior parte delle tinture per capelli tende a ricreare un colore naturale dei capelli, normalmente biondo, rosso, castano o nero. Tuttavia esistono prodotti designati appositamente per tingere i capelli di colori non naturali e quindi disponibili in qualunque tonalità. Fanno parte della cultura punk, ma oggi questo tipo di prodotti sono venduti in tutti i negozi di forniture per parrucchieri. Il metodo di applicazione del colore è il medesimo di quello delle tinte normali.

L'henné è una sostanza vegetale colorante in grado di conferire ai capelli scuri una colorazione rosso-arancione con riflessi ramati, mentre sui capelli biondi o chiari produce riflessi color rosso-carota. Un'altra sostanza vegetale è l'AZULENE o 4,5,7 triidrossiflavone, che viene estratto dalla camomilla tramite spremitura delle sommità fiorite. L'azulene è un riflessante per capelli biondi o chiari. La terza sostanza vegetale colorante è l'INDACO, che viene estratto per macerazione dalle piante appartenenti alla famiglia delle Indigofere. L'indaco di per sé dà una colorazione blu; per questo lo si utilizza in associazione con l'henné allo scopo di donare ai capelli un riflesso rosso-brunastro. La molecola responsabile della colorazione blu è l'indacano, che a sua volta tramite idrolisi origina indossile, il quale verrà ossidato formando l'indaco.

Le tinture graduali o metalliche conferiscono al capello il colore desiderato in maniera molto graduale, per cui sono necessarie ripetute applicazioni. Le tinture graduali sono principalmente composte da sali metallici in grado di formare ossidi metallici, o di reagire con composti contenenti zolfo (originando solfuri metallici), come per esempio cheratina, cistina e cisteina. I sali in questione sono acetato di piombo e sali di bismuto, di rame, di nikel, di cobalto o manganese. La formulazione colorante tipo è quella del piombo acetato (Pb(CH3COO)2) in soluzione acquosa di glicerina; essa presenta una serie di caratteristiche:
lavora molto lentamente per conferire la colorazione desiderata;
accentua la colorazione dei capelli scuri;
la concentrazione massima consentita nella formulazione è di circa 1-2%;
il piombo non dà nessun legame con la cheratina, ma ha soltanto un effetto coprente;
il piombo è tossico a concentrazioni elevate (non deve superare il 2% o 20.000 ppm);
il piombo può essere impiegato nella formulazione di ciprie e belletti (max. 20 ppm).
Oltre all'acetato di piombo si può utilizzare il nitrato d'argento (AgNO3), che viene solamente impiegato in prodotti per ciglia e sopracciglia. La concentrazione massima è del 4%. Questa sostanza conferisce una colorazione nera brillante alla luce, perché a contatto con essa il nitrato d'argento origina argento puro. Il nitrato di argento presenta una certa tossicità per l'uomo; infatti sul prodotto viene riportata la dicitura “può essere nocivo, tenere lontano dagli occhi”.

Le tinte per capelli ad azione permanente sono generalmente prodotti di colorazione detti tinture di ossidazione; le tinte per capelli di questo tipo sono in grado di rendere più chiaro o più scuro il colore dei capelli e possono anche modificare o rendere più intenso il loro riflesso con la garanzia che il risultato ottenuto durerà per almeno tre mesi. Una tinta per capelli di questo genere viene commercializzata sotto forma di crema o gelatina. Il prodotto contenuto nei flaconi non è un vero e proprio colorante, ma un precursore del colore. La trasformazione in sostanza colorante di tale precursore avviene a seguito a processi di ossidazione e condensazione. I precursori del colore (generalmente si tratta di sostanze quali il para-diaminobenzene, il meta-diidrossibenzene e il para-aminofenolo) penetrano all’interno delle fibre dei capelli fino ad arrivare alla corteccia, in ciò sono aiutati dal rigonfiamento del capello ottenuto grazie alla presenza di ammoniaca. La sostanza ossidante contenuta in queste tinte per capelli è il perossido di idrogeno, sostanza sicuramente più nota come acqua ossigenata; quest’ultima oltre a favorire la formazione dei pigmenti colorati agisce anche come decolorante del capello (distrugge la melanina in esso presente).



Nell’utilizzare questi prodotti vanno seguite necessariamente alcune indicazioni. Innanzitutto la preparazione di questo tipo di tinta per capelli deve essere fatta utilizzando contenitori di plastica; di plastica devono essere anche le bacchette per mescolarlo; è necessario che il prodotto non venga a contatto con dei metalli perché questi potrebbero modificarne il colore o, peggio, distruggere gli ossidanti in esso presenti.

Alcune tinte per capelli possono dare reazioni allergiche; è quindi buona norma, prima di utilizzare il prodotto, fare un test sulla cute per verificare che non vi siano problemi di sorta nell’utilizzarlo.

Le tinte per capelli ad azione semi-permanente sono anche note come tinture dirette; questo perché non è necessario alcun tipo di reazione per la loro preparazione; le tinte per capelli dirette, infatti, sono già pronte per l’utilizzo. Di fatto questa particolare tipologia di tinta per capelli agisce direttamente senza che siano necessarie reazioni di ossidazione e decolorazione. Come accennato in precedenza, la loro durata è inferiore a quella delle tinte per capelli permanenti.

I coloranti utilizzati per questo tipo di tinta per capelli sono generalmente nitro-amino benzeni, amino-antrachinoni, indofenoli e complessi organometallici. Tali coloranti non penetrano la corteccia, ma si depositano invece sulla cuticola. Per quanto tali sostanze siano efficacemente resistenti all’acqua, dopo un certo numero di lavaggi con shampoo, il colore dei capelli torna a essere quello precedente l’operazione di coloritura.

Queste tinte per capelli vanno applicate uniformemente sulla capigliatura lavata e asciugata. Il prodotto richiede una posa di circa mezz’ora.

Le tinte per capelli ad azione temporanea vengono utilizzate qualora si desideri un cambiamento temporaneo del colore artificiale o naturale. In genere si ricorre a questa tipologia di tinta per capelli quando si vuole apportare una correzione a una tintura di tipo permanente che non ci soddisfa appieno oppure quando si vogliono far sparire le sfumature di colore giallastro che compaiono sui capelli bianchi. Altri motivi del ricorso alle tinte per capelli temporanee sono sia la riduzione delle tonalità gialle o rosse che compaiono a seguito di una decolorazione sia il miglioramento di luminosità e riflessi dei capelli.

Le tinte per capelli ad azione temporanea sono prodotti pronti all’uso che non necessitano di risciacquo; non contengono né ammoniaca né perossido di idrogeno.

Le tinte per capelli ad azione graduale sono tinture a base di sali metallici. Stanno praticamente scomparendo dal mercato; vengono ormai utilizzate soltanto quando si vuole ottenere una colorazione dei capelli di tipo graduale. Vengono usate quotidianamente applicandole sui capelli bianchi. I coloranti contenuti in queste tipologie di tinte per capelli sono sali di piombo e sali di argento che vengono utilizzati combinandoli con appositi riducenti.

La colorazione dei capelli è definita basandosi su un sistema numerico riconosciuto universalmente. La colorazione è indicata attraverso una particolare codifica che definisce altezza del tono, riflesso principale e riflesso secondario. Di fatto il codice è costituito da un numero (altezza del tono) seguito da una virgola e da uno o due numeri che indicano, rispettivamente, riflesso principale e riflesso secondario.

Il numero con il quale si indica l’altezza del tono è unico per tutti i produttori, mentre per quanto riguarda i riflessi possono esserci alcune variazioni fra un produttore e l’altro.

I colori di base sono i seguenti:

Nero
Bruno
Castano scuro
Castano
Castano chiaro
Biondo scuro
Biondo
Biondo chiaro
Biondo chiarissimo
Biondo chiarissimo platino.
Le tipologie di riflesso:
Cenere (tende al grigio-blu)
Irisée  (tende al rosato)
Dorato (tende al giallo)
Rame (tende all’arancio)
Mogano (tende all’arancio rosso)
Rosso (tende al rosso intenso)
Mat (tende al verde).
I riflessi composti sono dati da un riflesso principale e da un riflesso secondario. Altezza di tono e riflessi definiscono la nuance nella sua interezza.

Uno zero prima del numero che definisce il riflesso indica un alleggerimento di quest’ultimo, se lo zero è seguente, il riflesso è più intenso. Per esempio ,03 significa leggermente dorato; ,3 significa dorato; ,33 significa dorato profondo e ,30 significa dorato intenso.

Nelle confezioni che vengono commercializzate viene sempre comunque inserita, oltre alla numerazione, un’immagine del colore dei capelli che serve a dare un’idea del risultato che si può ottenere (per quanto, è bene precisarlo, non si possa pretendere una rispondenza assoluta).


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martedì 12 luglio 2016

LO SBIANCAMENTO ANALE



La colorazione scura dell’ano era una seria preoccupazione sempre crescente delle pornostar, dei danzatori e poi delle stelle del cinema. Poiché la domanda di sbiancamento anale è cresciuta, la gente ha cominciato a sviluppare prodotti per soddisfare le esigenze dei propri clienti.

Si vive in una società dove si è più “esposti”, le star vogliono esaltare la loro bellezza a riguardo di tutte le aree del loro corpo, per questo le persone si rivolgono allo sbiancamento anale come il prossimo passo nella valorizzazione della loro bellezza. Lo sbiancamento anale permette sia a uomini che donne di apparire al meglio, soprattutto nelle loro zone più intime.

Ognuno è diverso. Alcuni di noi hanno diverse pigmentazioni della pelle. Tuttavia, vi sono molte ragioni per cui la decolorazione dell’ano o della vagina può verificarsi. La colorazione scura dei capezzoli del seno e della vagina possono derivare da cambiamenti ormonali che possono verificarsi dopo la gravidanza. Lo sfintere anale scurisce principalmente a causa dei rifiuti corporei. Tuttavia, l’ano può cambiare il proprio colore anche a causa delle fluttuazioni ormonali, sia negli uomini che nelle donne. Una delle causa di oscuramento dell’ano è anche la rasatura.

Lo sbiancamento anale è una tecnica medico chirurgica che consiste nello schiarimento della cute e mucosa circostante l’orifizio anale, regione ove in alcuni pazienti si accumula, nel corso degli anni, una smisurata quantità di melanina che conferisce un’insolita, sproporzionata e fastidiosa iperpigmentazione rispetto al resto del corpo. Tale colorazione più scura tende a comparire e a peggiorare con l’età, ma spesso è presente anche i giovani.

Non si tratta di un problema, ma è una caratteristica del corpo umano del tutto naturale e pertanto non richiederebbe alcun intervento. Tuttavia, alla maggior parte delle persone, questa diversa colorazione della pelle – che risulta più scura e tendente al marrone – risulta molto sgradevole alla vista e spesso viene erroneamente associata a una scarsa igiene personale. Ciò può determinare ansia nel momento in cui ci si approccia al partner durante i rapporti sessuali.



La procedura di sbiancamento anale comporta l’applicazione di una crema cosmetica nella zona anale. Questa procedura di sbiancamento è vietata in alcuni paesi, in particolare in Francia e nel Regno Unito, a causa dei principi attivi della crema, l’idrochinone, una sostanza che si sospetta sia cancerogena. Il Mercurio e altre sostanze chimiche sono anche essere utilizzati come agenti sbiancanti attivi della pelle.

La melanina, una sostanza chimica prodotta naturalmente dal nostro corpo, scurisce il colore. La melanina svolge un fattore determinante nello sbiancamento anale della pelle e funge da protettore naturale del sole. Più melanina viene prodotta, più scura diventa la pelle. L’idrochinone, (un prodotto chimico usato anche nell’elaborazione delle foto, tinture per capelli e la produzione di gomma), il mercurio e altre sostanze chimiche inibiscono la produzione della pelle di melanina e ne diminuiscono la produzione nella zona cutanea in cui vengono applicate.  Questi agenti sbiancanti schiariscono temporaneamente il colore della pelle, ma l’esposizione ai raggi ultravioletti possono riossidare la pelle, creando un aspetto più scuro rispetto a quello di prima. Questa è una ragione per cui la maggior parte delle volte si consiglia di evitare l’esposizione alla luce solare subito dopo l’applicazione dei prodotti per lo sbiancamento anale.

L’uso prolungato di idrochinone può ispessire le fibre di collagene con un conseguente aspetto della pelle che diverrà a macchie, mentre il Mercurio, utilizzato a lungo termine, è un noto cancerogeno. Di conseguenza, l’esposizione prolungata a entrambi questo prodotti possono causare il cancro, l’avvelenamento da mercurio, insufficienza renale o epatica. Lo sbiancamento anale potrebbe anche causare ustioni chimiche in una zona altamente sensibile come quella anale.

Lo sbiancamento anale è sicuro se si utilizza il prodotto giusto. Occorre trovare un prodotto completamente naturale appositamente formulato per lo sbiancamento anale.

Ci sono un certo numero di prodotti disponibili che sono stati utilizzati per questo scopo, ma molti hanno sostanze chimiche aggressive e potenzialmente pericolose come l’acido cogico o idrochinone come i loro principi attivi e non sono mai stati destinati ad essere utilizzati su aree sensibili come l’ano o la vagina. Molti di questi prodotti sono stati utilizzati dalle donne afro-americane per schiarire la loro pelle. Ma queste sostanze chimiche possono avere alcuni effetti collaterali pericolosi come bruciore anale e cicatrici. Questo, a sua volta, potrebbe portare a incontinenza anale.

Ci sono prodotti sbiancanti, come l’acido azelaico, che sono meno tossici e servono a ridurre la produzione di melanina, aumentando però possibili complicanze cutanee a lungo termine.  Come per qualsiasi intervento di chirurgia estetica, ci sono rischi che possono o non possono superare i potenziali benefici. Si consiglia vivamente di consultare il proprio medico prima di tentare lo sbiancamento anale oppure andare a chiedere una consulenza in un salone che offre questo servizio. Alcuni kit di sbiancamento anale nei saloni ne pubblicizzano la sicurezza, ma ci sono dei rischi connessi con l’esposizione a lungo termine a queste sostanze chimiche, in particolare cancerogeni.




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