Visualizzazione post con etichetta farmaci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta farmaci. Mostra tutti i post

domenica 13 marzo 2016

GUANCE ROSSE


L'arrossamento del viso può essere causato da una malattia, un disturbo o una condizione sottostanti gravi, come shock anafilattico, alcolismo e infezioni. Le complicazioni correlate ad una malattia, un disturbo o una condizione non trattati o mal gestiti possono essere gravi. Inoltre, la presenza persistente di un viso arrossato può avere un notevole impatto sull'autostima e sull'immagine di sé dell'individuo.

I rossori sulle guance sono un problema piuttosto imbarazzante e antiestetico che solitamente interessa solo le pelli molto chiare e delicate. In genere questi rossori compaiono all'improvviso e alla radice possono esserci diverse cause (malattie cutanee, forti emozioni, “intolleranza” al sole...).

Fra le prime cause di arrossamento alle guance sono da menzionare alcuni disturbi e malattie cutanee.
Nei suoi stadi iniziali la couperose (un'infiammazione della pelle dovuta alla perdita di elasticità dei capillari), si manifesta spesso con improvvisi rossori alle guance (allo stadio finale il rossore è permanente e le venuzze, molto evidenti, formano una specie di reticolo).
L'eritrosi, malattia per certi versi simile alla couperose (è causata da capillari deboli e poco elastici), può far arrossare le guance.
La dermatite seborroica è un disturbo che esordisce con arrossamenti alle guance e progredisce con desquamazione della pelle.
La rosacea (o acne rosacea) è un disturbo cutaneo di tipo infiammatorio (è provocato da un’infiammazione delle ghiandole sebacee) che comporta arrossamenti alle guance e acne.

Le persone particolarmente emotive, sensibili e con la pelle chiara sono più predisposte agli arrossamenti delle guance: le emozioni infatti fanno attivare il sistema nervoso simpatico e questo provoca una dilatazione dei vasi capillari e un aumento del flusso sanguigno, con conseguente rossore alle guance. Sono spesso situazioni imbarazzanti o ansiogene (un esame, un colloquio di lavoro...) a causare rossore, ma alle volte anche emozioni positive e piacevoli possono far arrossare le guance.

Le pelli delicate e chiare possono essere interessate da arrossamenti alle guance anche a seguito di un'eccessiva esposizione al sole. I raggi solari infatti fanno emergere i piccoli capillari, che oltretutto vanno incontro a dilatazione.

Alcune medicine (determinati farmaci per il cuore, per la pressione e per il diabete) possono far arrossare le guance perché provocano dilatazione dei vasi sanguigni. Come temporanea conseguenza dell'assunzione di questi farmaci può quindi esserci una tendenza all'arrossamento delle guance. Tuttavia il sintomo di solito scompare dopo un certo periodo, una volta che l'organismo si è assestato e abituato alla medicina.



In alcune persone predisposte l'assunzione di determinati cibi che fanno dilatare i vasi sanguigni può rendere le guance paonazze! Si tratta dei cibi piccanti, di quelli troppo caldi, delle uova, dei formaggi, del cioccolato. Fra le bevande, le sostanze alcoliche fanno spesso arrossare le guance. Possono provocare quest'effetto anche alcuni tipi di conservanti alimentari.

Durante la menopausa le donne possono avere guance rosse perché si verifica un aumento del sangue in tutto il corpo. La causa è dovuta a un momentaneo aumento di alcuni ormoni prodotti da una ghiandola del cervello.

A volte, avere le guance rosse è indice di malattie più o meno serie, come nel caso del lupus eritematoso, malattia che interessa non solo la pelle, ma tutto il corpo, il quale reagisce a una sostanza ritenuta nemica mettendo in atto meccanismi di difesa.
Un’altra malattia è la policitemia, cioè un aumento del numero dei globuli rossi. Se a volte il disturbo è dovuto a una forma di leucemia, spesso la policitemia interessa i forti fumatori con malattie all’apparato respiratorio, come bronchite cronica o enfisema polmonare. In questi casi, l’organismo produce un maggior numero di globuli rossi per avere la giusta quantità di ossigeno di cui ha bisogno.
Anche chi ha la malattia di Cushing è a rischio di guance rosse. Questa malattia modifica l’attività del surrene, una piccola ghiandola poste sopra ogni rene, facendo produrre una maggiore quantità di alcuni ormoni.

In altri casi, le condizioni della pelle che causano l'arrossamento del viso possono essere ereditarie o svilupparsi in considerazione di fattori genetici o dell'avanzare dell'età.

Alcune cause di rossore persistente sono prevenibili mentre altre no. In alcuni casi, l'arrossamento del viso può essere prevenuto praticando una adeguata routine di igiene e protezione della pelle, come l'impiego di detergenti per il viso non irritanti o ipoallergenici e di creme solari.

In alcuni casi, il rossore del viso può essere un sintomo di una condizione grave, come ipertensione o alcolismo. In presenza di rossore inspiegabile, persistente o ricorrente, si consiglia di rivolgersi immediatamente al medico. La diagnosi precoce e il conseguente trattamento della causa sottostante possono ridurre il rischio di insorgenza di complicazioni gravi, come deturpazione o diffusione dell'infezione.




Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

sabato 16 gennaio 2016

LO SBIANCAMENTO DELLA PELLE



Si potrebbe chiamare la sindrome di Michael Jackson. Tutto nasce, del resto, dalla stessa motivazione: essere accettati. O, se si preferisce, non accettarsi. In Asia come in Africa e in Francia. Ora anche in Italia. Donne che decidono di schiarirsi la pelle. Per sembrare più belle, più giovani, meno «diverse». Talvolta per trovare più facilmente lavoro. Un appartamento in affitto. Una sistemazione in famiglia. Come colf, badante, baby sitter. Nelle Filippine una donna su due usa creme schiarenti sul viso. In Malesia quattro su dieci.  Il dermatologo Fabio Rinaldi conosce il fenomeno. Dice: «Spesso prevale il fai-da-te. Acqua ossigenata, agrumi come il limone. Formule potenzialmente più dannose degli agenti chimici perché quando viene stuzzicato il melanocita, la cellula produttrice della melatonina, si rischia di farlo degenerare e di incorrere in un melanoma. Le poche volte che ho dovuto affrontare il caso in ambulatorio, mi sono accorto che il vero problema dei pazienti non era quello apparente delle macchie sul viso, ma quello più intimo della non accettazione di sé e del colore della propria pelle». E se per molte fosse davvero una questione di sopravvivenza? Maria Jose Mendes Evora, ex presidente dell’ Associazione delle donne capoverdiane in Italia (quasi settemila), è gelida: «Sui giornali ci sono ancora troppe inserzioni di chi cerca una colf o una badante che finiscono con "purché non sia nera". Ho fatto la collaboratrice familiare per 22 anni, nel frattempo mi sono laureata in Scienze sociali e adesso lavoro per un' azienda. Non mi sono mai sognata di cambiar colore di pelle, sono fiera di essere nera. Ma un bel messaggio io lo darei alle signore italiane, a quelle che valutano una persona per il suo colore e non per le sue capacità. Non giustifico le donne che si sbiancano. Cerco di comprenderle. Vogliono sopravvivere». Forse basterebbe creare una maggiore accoglienza. Mettere in contatto tra loro quante arrivano dal Pakistan, dallo Sri Lanka, dall' Africa, dall' India o dall' America Centrale. Per farle sentire più forti, più unite, più belle insieme. È la proposta della psicoterapeuta Maria Rita Parsi, che non nega come il razzismo sia «aumentato. La stessa tensione in Medio Oriente ci fa guardare con sospetto chiunque abbia una carnagione un po' più olivastra rispetto ai canoni europei». La dottoressa, però, non indulge in giustificazioni. «È come se volessero cancellare il proprio passato, oltre al colore della pelle. Ma così non cancellano la rabbia e il dolore dal quale provengono. E noi, purtroppo, ce li ritroviamo nelle nostre case. Mi sembra la sindrome di Michael Jackson: l' uomo dal talento assoluto che per mancanza di identità ha declinato la propria distruzione».
Nelle Filippine una donna su due usa prodotti per schiarire la pelle. La percentuale è del 38% nell' intero continente asiatico. La crema sbiancante è usata dal 45% delle signore di Hong Kong, dal 41% delle malesi, dal 37% delle taiwanesi e dal 28% delle sudcoreane. Le donne asiatiche usano prodotti schiarenti per motivi diversi. Il 61% lo fa con la convinzione di sembrare più giovane; 43 donne su 100 sono certe che la pelle chiara piaccia di più agli uomini mentre il 59% sostiene che il pallore nasconda rughe e occhiaie.

L'attualità ha riportato la vicenda in primo piano: può una persona sbiancare il colore della pelle, proprio come aveva cercato di fare Michael Jackson? L'attice Halle Berry ha denunciato il suo ex compagno, il modello canadese Gabriel asjksvkj che avrebbe cercato di far diventare bianca la loro bambina Naahah di 6 anni. Ma è realmente possibile, se si è di colore, diventare bianchi? La risposta è 'no'.
"Nessun trattamento - sostengono i dermatologi - può cambiare il colore di una persona. Esistono solo tecniche o farmaci che al limite possono essere applicate a specifiche aree parziali."

Nell'ambito dei medicamenti si applica l'idrochinone e con il benzochinone può aiutare a eliminare parti con pigmentazione normale e quindi schiarire porzioni di pelle.



Però se qualcuno si azzardasse ad applicare questo preparato sul proprio corpo, soffrirebbe di devastanti effetti collaterali come la fibrosi polmonare, l'atrofia cutanea, disturbi epatici e aumenterebbero enormemente i rischi di contrarre il cancro della pelle. Ossia solo un pazzo di arrischierebbe.

"Altra tecnica è il laser ma anche in questo caso si applica solo a specifiche aree del corpo. Strano ma vero - sostengono alcuni chirurgi plastici - si va diffondendo la tecnica dello sbancamento genitale." Insomma, se si è di colore meglio restare di colore; se si è bianchi meglio fermarsi ad una sana abbronzatura, senza esagerare.

Il Sudafrica per le sue tante diversità geografiche, etniche e religiose, è definita la nazione arcobaleno di Mandela, dove tutti sono orgogliosi della loro razza e del loro patrimonio culturale.
Recentemente uno studio condotto presso l’Università di Città del Capo, ha evidenziato che per alcuni sudafricani è un problema essere troppo neri, è emerso che una donna su tre schiarisce la pelle. Le ragioni sono varie quanto le culture di questo paese, la maggior parte delle persone ha detto che utilizza prodotti sbiancanti perché vuole la pelle bianca.
La trentenne Nomasonto Mnisi, cantante, in arte “Mshoza”, nella sua nuova pelle si sente più bella e sicura di sé. E’ stata ampiamente criticata dai media locali e siti di social networking per il suo aspetto.

Nomasonto Mnisi, intervistata dalla BBC, candidamente ha detto:
«Lo sbiancamento della pelle è una scelta personale, non è diverso dalla chirurgia estetica al seno o al naso. Sono stata nera di pelle per molti anni, ho voluto provare l’altro aspetto per vedere l’effetto di essere bianca, sono felice. Negli ultimi due anni mi sono sottoposta a diversi trattamenti. Ogni sessione può costare circa 5.000 rand (360 euro). A differenza di molti nel paese, utilizzo prodotti di fascia alta, che si ritiene, essere più sicuro delle creme vendute sul mercato nero, anche se i medici dicono che non sono per niente prive di rischi».

Nomasonto Mnisi non capisce le critiche del suo nuovo aspetto:
«Sì, il mio colore della pelle è un problema di autostima. L’ho affrontato, adesso sono felice. Io non sono bianca dentro, non parlo un inglese fluente, ho figli neri. Sono una ragazza di borgata, ho appena cambiato il mio modo di guardare al di fuori».
Il dottor Lester Davids, ricercatore malattie della pelle presso l’Università di Città del Capo, sulla moda dello sbiancamento della pelle, ha detto:
«I pericoli connessi con l’uso di alcune di queste creme comprendono i tumori del sangue come leucemie e cancri del fegato e reni, nonché una grave condizione della pelle, una forma d’iper-pigmentazione chiamata ocronosi.
In Sudafrica e Africa, pochissime persone conoscono la concentrazione dei composti tossici contenuti nei prodotti in vendita nel mercato nero. Su questi prodotti pericolosi dobbiamo fare di più per educare le persone. Negli ultimi sei anni i mercati locali sono stati inondati da prodotti legali e illegali, per questo si è verificato un aumento indicativo del numero delle persone che  si sono sbiancate la pelle.
I dermatologi locali dicono che stanno vedendo sempre più pazienti con la pelle danneggiata da anni di sbiancamento, il più delle volte in modo irreversibile.
Riceviamo pazienti provenienti da tutta l’Africa, hanno bisogno di aiuto per il trattamento dell’ocronosi. C’è ben poco che possiamo fare per invertire il danno, purtroppo ci sono ancora persone che non si rendono conto degli effetti collaterali di questi prodotti sbiancanti».
In molte parti dell’Africa e dell’Asia, la donna con la pelle chiara è considerata più bella, più portata ad avere successo e sposarsi. L’origine di questa credenza non è chiara, i ricercatori l’hanno collegata alla storia coloniale in Africa, dove la pelle bianca era la quintessenza della bellezza. Alcuni hanno anche suggerito che in tutto il mondo c’è la tendenza a guardare dall’alto in basso le persone di pelle scura.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rivelato che il 77% dei nigeriani sono i maggiori utilizzatori di prodotti sbiancanti. Seguono quelli del Togo con il 59%, il Sudafrica con il 35%, e il Mali con il 25%.
Il Sudafrica ha bandito i prodotti contenenti più del 2% di idrochinone (il depigmentante più usato, questa sostanza ha un effetto schiarente moderato sulla pelle e agisce riducendo la quantità di melanina), ma sui banchi dei mercati è facile trovare creme e lozioni contenenti la sostanza chimica. Alcune creme contengono anche steroidi nocivi e mercurio.
Le creme per lo sbiancamento della pelle per molti anni sono state utilizzate da alcuni sudafricani. Recentemente sono diventate più comuni grazie all’afflusso di persone provenienti da paesi come la Nigeria e la Repubblica Democratica del Congo, dove i prodotti sbiancanti sono maggiormente diffusi.
In un vivace mercato africano nel centro di Yeoville, un sobborgo di Johannesburg, le creme schiarenti si vendono in abbondanza. E’ facile incontrare molte donne con la pelle del viso insolitamente chiara, mentre il resto del corpo è più scuro, così come altre persone con ustioni crostose sulle guance, causate dai prodotti chimici nocivi utilizzati per cercare di togliere gli strati di pelle pigmentata.
Gli psicologi dicono che un comune filo conduttore come il basso amor proprio e l’odio di se stessi, sono il motivo di base che spinge le persone a schiarire la pelle.
Lo schiarente per la pelle non è solo fascino e ossessione delle donne. Jackson Marcelle, hair stylist del Congo, conosciuto come il Michael Jackson africano, ha detto:
«Negli ultimi dieci anni ho utilizzato iniezioni speciali per schiarire la mia pelle. Ogni iniezione dura sei mesi. Prego ogni giorno e chiedo a Dio perché mi ha fatto nero. Non mi piace essere nero. Non mi piace la pelle nera. Mia madre al fine di farmi apparire meno nero, quando ero giovane mi applicava le creme.
Mi piacciono i bianchi, i neri sono visti come elementi pericolosi. E’ per questo che non mi piace essere nero. Ora le persone mi trattano meglio perché mi guardano come se fossi bianco».
Sin dalla giovane età nella mente di molti africani è radicato l’adagio “Se è bianco, è tutto a posto“, una credenza che ha inciso sull’autostima di milioni di persone. Fino a quando questa situazione non cambia, nessuna quantità di divieti o campagne pubbliche d’informazione riuscirà a fermare le persone, quelle che rischiano gravi danni alla loro salute nel perseguimento di quello che pensano, essere la bellezza.





Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

domenica 1 novembre 2015

CORPI SCOLPITI



Da sempre uomini e donne intervengono sul proprio corpo in modo tale da essere riconosciuti e accettati all’interno della propria società. Dalla chirurgia estetica si possono trarre modelli per una nuova visione del proprio fisico che diventa capitale su cui investire anche in prospettiva di una scorciatoia sociale.

Avere addominali scolpiti in poco tempo, e in generale un corpo tonico, è praticamente il sogno di tutti, uomini e donne: non si tratta di un obiettivo irraggiungibile, anzi. Esiste una precisa dieta da seguire che, unita al corretto allenamento fisico e a un po’ di impegno, consente di avere gli addominali tanto desiderati e una pancia piatta.
Non si otterrà mai un addome ben definito e curato senza rimuovere il grasso in eccesso, dunque in questo caso l’alimentazione gioca un ruolo indispensabile: si dovrebbe innanzitutto prediligere una dieta ipocalorica, a basso contenuto di grassi, che preveda un menu composto da pietanze scarse di sale e con una quantità limitata di carboidrati. Meglio bere molta acqua, almeno 2 litri al giorno, così da assicurare al corpo il corretto livello di idratazione.
In una dieta per avere gli addominali scolpiti, non possono mancare i seguenti alimenti:
frutta fresca e verdure di stagione, come ad esempio zucchine, cipolle, spinaci, funghi, broccoli, peperoni, lattuga, pomodoro e via dicendo;
carne magra, soprattutto bianca come pollo, tacchino, coniglio;
uova, anche se è meglio assumerne solo l’albume, dato che un massiccio consumo del tuorlo contribuisce ad aumentare il livello di colesterolo cattivo nel sangue;
latte di cocco, da aggiungere nei frullati e negli yogurt (magri);
noci e mandorle non tostate;
avocado, da aggiungere a insalate e panini;
piccole quantità di burro biologico;
pasta, pane e riso integrali, in piccole quantità;
pesce e crostacei;
crusca e farina d’avena;
legumi;
salse semplici per condire la pasta.
In generale si dovrebbero fare cinque pasti al giorno, 3 principali (colazione, pranzo e cena) e dunque abbondanti e 2 spuntini smorza-fame, preferibilmente a base di frutta e yogurt magro. Tra gli alimenti da evitare vi sono i prodotti da forno, quelli eccessivamente calorici, grassi e ultraconditi, snack, bevande gassate e zuccherate e alimenti raffinati.



Interessante capire cosa spinge un ragazzo a voler diventare 'enorme', fortissimo, e 'intimidatorio', oppure 'scolpito' come una statua di Michelangelo.

Anche perché spesso alla base della ricerca del muscolo più grosso possibile, o del corpo più scolpito e tonico possibile, vi sono delle motivazioni che gli specialisti considerano 'borderline' o quasi patologiche.

Il fatto di dedicare quotidianamente un tempo e soprattutto un'attenzione esasperata all'allenamento, festività comprese, ha come inevitabile conseguenza il sovvertimento delle altre priorità: si cerca di adeguare gli orari di lavoro, magari uscire prima o addirittura non andare al lavoro perché l'allenamento lo richiede, non si vedono più gli amici perché quando loro si trovano, la persona deve essere al suo allenamento che in questi casi è rigorosamente "solitario"; e il tempo libero non passato in palestra viene dedicato a letture o navigazione in internet che consentano di approfondire la "pseudoscienza" degli integratori alimentari o peggio dei farmaci che si possano assumere per migliorare la performance.

Anche la ragazza passa all'ultimo posto e guai se si lamenta, considerato che la ricerca spasmodica e patologica della forma fisica perfetta non è finalizzata ad ottenere lodi e consensi e apprezzamenti (e chi più della partner dovrebbe "goderne"), ma ad una sfida con se stessi che non ha un traguardo, ma che appunto sposta sempre più in là l'asticella…

Il quarantenne/cinquantenne che "scopre" ad una certa età ("critica" bisognerebbe dire) le meraviglie del fitness, lo fa spinto da motivazioni differenti da quelle del giovane. Tra queste motivazioni probabilmente la ricerca di qualcosa che lo faccia uscire da una certa insoddisfazione personale, relazionale, piuttosto che spinto da un bisogno di ringiovanire e recuperare le emozioni di quella età (magari un amore con una ragazza molto più giovane). E non dimentichiamo che entro certi limiti non solo l'immagine che rimanda lo specchio è fonte di gratificazione se non si vede più quell'odiosa pancetta, ma che la sensazione soggettiva di benessere che l'attività fisica comporta è realmente "cosa" di valore, soprattutto per quelli ai quali magari il medico ha già detto che stanno lavorando con troppo stress per guadagnare sempre di più e godere di un'immagine di prestigio…

Esiste un punto limite, spingersi oltre il quale comporta non un progressivo vantaggio ma una serie sempre più ampia di svantaggi, il peggiore dei quali potrebbe riguardare proprio la salute fisica, non soltanto l'equilibrio psichico, proprio nella perdita di libertà e quindi della capacità di decidere per il meglio.



L'approccio terapeutico sotto il profilo psichiatrico vede nelle psicoterapie cognitivo-comportamentali lo strumento di maggior efficacia per riportare i comportamenti relativi all'allenamento esagerato e quelli alimentari patologici, in un ambito di normalità. Una attenzione particolare dovrà essere data dallo specialista psichiatra (che per questo è la persona appropriata per la valutazione iniziale del caso) ad eventuali patologie concomitanti, in particolare all'esistenza di un disturbo ossessivo-compulsivo propriamente detto.

Un problema molto particolare che si pone al confine tra i disturbi dell’alimentazione e le dipendenze patologiche è quello della bigoressia, o vigoressia, che dagli americani è stato anche definito con il termine tradotto di anoressia riversa.
Le persone bigoressiche sono persone che hanno l’ossessione di avere un fisico perfetto. E già qui ci sarebbe molto da discutere. Il fisico perfetto è davvero quello proposto dai media e dalle pubblicità? E quindi ecco che il bigoressico uomo insegue l’ideale dell’uomo palestrato muscoloso, dove al fisico perfetto si affianca l’idea di mascolinità esasperata ed esasperante e di forza e dinamicità, e la donna bigoressica che insegue l’ideale del gluteo perfetto, del sedere e del seno super rassodati. Il disturbo è stato spesso studiato in relazione al genere maschile, ma riguarda anche le donne.
Come mai questo disturbo si pone al confine tra i disturbi dell’alimentazione e le dipendenze patologiche? Innanzitutto, è chiaro che il nome di “anoressia inversa” ha un senso perché il fisico che la persona con questo problema vuole ottenere è un fisico vigoroso, prestante, atletico, prorompente, sia che si tratti di uomini che di donne. In realtà anche questo è l’obiettivo che le persone anoressiche cercano di ottenere. Ma il risultato finale è tangibile e differente: da una parte un corpo denutrito (anoressia), dall’altra un corpo apparentemente in salute e perfetto (vigoressia).
E qui si pone un problema molto centrale: come può una persona che giunge ad ottenere un fisico così perfetto considerarsi con un problema? E’ molto difficile infatti che una persona vigoressica chieda aiuto e che anche persone attorno possano consigliarglielo.
Ma se guardiamo al quadro patologico (e qui capiamo l’intreccio tra area dell’alimentazione e area della dipendenza patologica), la persona presenta un comportamento compulsivo ed impulsivo nei confronti dell’attività fisica, che non si placa mai. Gli sforzi vanno continuamente aumentati (tolleranza), il fisico va reso sempre più perfetto, definito e scolpito, le ore di palestra non sono mai sufficienti, l’attività fisica viene sempre più tollerata e sopportata, quasi come se il corpo fosse abituato a non sentire la stanchezza fisica, che è un importante indice perché ci dice che dobbiamo staccare, che dobbiamo riposarci, dobbiamo riprendere energie. Quali differenze trovate con una persona tossicodipendente, alcolista, giocatore patologico o internet dipendente?
Al tempo stesso per far sì che questo fisico perfetto si concretizzi la persona con problemi di vigoressia utilizza in maniera spasmodica e compulsiva cibi ipocalorici e/o integratori alimentari, assume anabolizzanti che possono essere molto pericolosi, si chiede costantemente se il numero di proteine è adeguato agli obiettivi che vuole raggiungere.
Si instaura in pratica un forte circuito in cui c’è un costante controllo non solo sull’attività fisica da svolgere e sul monitoraggio continuo del proprio corpo, ma al tempo stesso su tutto ciò che riguarda l’alimentazione.
Proprio come le persone anoressiche, le persone vigoressiche sono eccessivamente focalizzate sul proprio corpo, ma presentando una distorsione percettiva, certo differente, ma in ogni caso preoccupante. Alla fine dei conti né gli anoressici nè i vigoressici sono soddisfatti del risultato ottenuto: gli anoressici continuano a vedere il proprio corpo eccessivamente grasso mentre i bigoressici continuano a vederlo troppo flaccido. Sono un po' le due facce della stessa medaglia. E in entrambi dei casi, la posta in gioco deve farsi sempre più alta (e rischiosa).





Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.