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martedì 16 agosto 2016

TALLONI SCREPOLATI



Le screpolature che si formano nei piedi sono vere e proprie crepe, fastidiosissimi taglietti (fessurazioni) che si formano preferenzialmente sulla pelle del tallone a causa del perpetuarsi d'insulti fisici locali. Se poi, oltre alla pressione eccessiva e agli sfregamenti dei piedi contro la calzatura, si aggiunge anche una pelle particolarmente arida, secca e callosa, ben si comprende come i talloni tendano a screpolarsi assai facilmente.
Quando i talloni screpolati non ricevono le dovute cure ed attenzioni attraverso l'applicazione costante di creme idratanti e nutrienti, queste fastidiose crepe aride tendono a lacerarsi, fino a sanguinare.
Similmente ai calli, i talloni screpolati non devono essere trascurati perché le fessurazioni aperte e sanguinanti possono infettarsi, dunque creare dolore, difficoltà ad appoggiare il piede e difetti nella camminata.

Spesso e volentieri i talloni screpolati non sono provocati da un'unica causa. Il più delle volte, infatti, la pelle del tallone si spacca in risposta ad un intreccio di fattori che lesionano progressivamente la pelle; pertanto, l'eccessiva aridità della cute (xerosi cutanea), gli sfregamenti continui e l'attrito contro la calzatura non rappresentano gli unici elementi scatenanti.
Il mancato utilizzo di creme idratanti, emollienti e nutrienti, così come il prolungato contatto tra piede e polveri o sostanze irritanti (es. acqua della piscina, acqua del mare, sabbia ecc.), possono inaridire eccessivamente la pelle del piede. Essendo disidratata, la cute del tallone s'indurisce al punto da favorire screpolature via via più profonde.
Camminare a piedi nudi, indossare infradito o zoccoli: queste abitudini, per quanto piacevoli per alcune persone, possono costituire pericolosissimi fattori di rischio per la salute dei piedi. Il contatto con il suolo, dunque con polveri e sporco, può inaridire ed irritare la pianta del piede, dunque predisporre il soggetto a secchezza della pelle, infezioni, calli e naturalmente screpolature al tallone.
L'utilizzo di prodotti cosmetici aggressivi anche sul piede - come ad esempio creme irritanti, detergenti eccessivamente sgrassanti e saponi di scarsa qualità - può favorire la formazione di taglietti e piaghe sulla pianta e sul tallone. Questi cosmetici, infatti, impoveriscono la naturale pellicola protettiva idrolipidica presente sulla superficie della pelle (composta da NMF, componente idrofila, e da una frazione liposolubile, data principalmente dal sebo), predisponendo dunque all'insorgenza di screpolature sul tallone.
Alcune patologie cutanee, come la psoriasi, possono predisporre il soggetto alla formazione di screpolature sui talloni.



Il diabete rappresenta indubbiamente un fattore di rischio per la formazione di piaghe, ragadi e screpolature sui piedi. Infatti, a causa di un'alterata sensibilità al piede (neuropatia) e di un'insoddisfacente circolazione a livello delle estremità inferiori (arteriopatia), il paziente diabetico è pericolosamente esposto a lesioni cutanee di vario genere ed entità a carico dei piedi.
Presenza di calli e duroni sotto ai piedi rendono inflessibile la pelle del tallone, che diviene sempre più fragile, sensibile ed esposta al rischio di taglietti e screpolature.
Obesità e gravidanza sono due elementi predisponenti non sottovalutabili, dato che possono aumentare in modo considerevole la pressione esercitata sotto il piede. Di conseguenza il piede, costretto a sopportare carichi anomali ed esagerati di lavoro, si fessura e si screpola facilmente perché urta pesantemente contro la calzatura.
Piede d'atleta, eczema, infezioni al piede: anche se indirettamente, questi disturbi possono debilitare ed indebolire considerevolmente la zona del piede, esponendo il tallone al rischio di taglietti, piaghe e screpolature.
L'utilizzo di scarpe inadatte (es. scarpe con tacco) ed abitudine a non indossare i calzini possono considerarsi tra i peggiori nemici dei piedi, dato che aumentano il rischio non solo di screpolature, ma anche di calli, duroni, lesioni ai piedi ed infezioni locali.

Al tatto, la pelle dei talloni screpolati è particolarmente secca ed arida; la trama è irregolare a causa dell'evidente stato di desquamazione della pelle e della scarsa quota idrolipidica. Anche il colorito della pelle del tallone è alterato, perché la presenza di screpolature e l'eccessiva secchezza conferiscono un aspetto ingrigito, spento e poco sano alla cute.

La sintomatologia legata alle screpolature nei talloni è correlata essenzialmente alla profondità del danno.
Quando i talloni sono leggermente screpolati, non si avverte dolore perché il danno è minimo. Tuttavia, in simili circostanze, i talloni poco screpolati appaiono comunque piuttosto antiestetici perché appunto la pelle è secca, ingrigita ed irregolare. A tale scopo, sarà dunque necessario ammorbidire le screpolature con generose dosi di creme idratanti e nutrienti per il recupero della salute del piede.
Diversamente, i talloni gravemente screpolati procurano dolore e fastidio che si accentuano puntualmente quando si poggia il piede a terra. In presenza di piaghe aperte, i talloni screpolati tendono a sanguinare: in questi casi, le crepe sul tallone possono rappresentare una facile via d'accesso per virus, batteri e funghi che, approfittando delle scarse difese immunitarie locali, penetrano con facilità infettando il piede.

I talloni screpolati spesso sono considerati come un segno di  scarsa attenzione e igiene per i piedi. Tuttavia, ci sono diversi fattori che possono portare allo sviluppo di crepe o piaghe sui talloni. A volte, crepe nei talloni possono essere un indicatore di alcune carenze nutrizionali. Si possono trovare crepe nei talloni come reazione alla mancanza di ferro, calcio, vitamina E, acidi grassi Omega 3 e zinco.


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venerdì 24 giugno 2016

LE MASCHERE DI BELLEZZA



Le maschere di bellezza sono cosmetici utilizzati per contrastare alcuni inestetismi cutanei localizzati principalmente sul viso o, meno spesso, in altre parti del corpo. L'applicazione regolare/settimanale di maschere per il viso conferisce alla pelle un aspetto giovanile e fresco: non a caso, queste preparazioni cosmetiche sono molto richieste nei saloni di estetica, soprattutto dalle donne che amano mostrare sempre una pelle brillante ed elastica, e sentirsi più giovani e belle.

L'efficacia del prodotto è data dalla sapiente associazione dei principi attivi funzionali incorporati nella ricetta: le maschere per il viso possono essere realizzate per idratare, rivitalizzare, tonificare, detossinare, purificare, nutrire, ammorbidire la pelle o quant'altro. Molte donne si appoggiano all'effetto simil-terapeutico di maschere viso anche per camuffare piccoli inestetismi come cicatrici lasciate dall'acne o macchie della pelle che imbruttiscono visibilmente l'immagine di una persona.

Dal punto di vista formulativo, le maschere viso sono composte "semplicemente" da un veicolo base nel quale viene incorporata una miscela di attivi funzionali. Il più delle volte, il veicolo è costituito da betonite, un materiale derivato dalla roccia vulcanica che si presta eccellentemente a tale scopo: questo composto naturale viene largamente utilizzato come base di maschere viso in quanto presenta una straordinaria affinità/compatibilità con moltissime molecole. Inoltre, assorbendo una generosa quantità di acqua, la betonite si trasforma facilmente in una massa densa e gelatinosa, tale da agevolarne l'applicazione sulla pelle.
I principi attivi dispersi nella betonite possono essere i più disparati: estratti antiossidanti, dermopurificanti, lenitivi, emollienti, idratanti, schiarenti, rivitalizzanti.

Una maschera viso ideale deve rispondere ad alcuni requisiti essenziali:
Idratare ed ammorbidire in profondità pelli secche, aride e sciupate dall'inarrestabile avanzare del tempo
Proteggere la pelle da aggressioni esterne
Donare elasticità alla pelle del viso
Purificare a fondo la cute
Incentivare il microcircolo del viso
Favorire la penetrazione delle sostanze funzionali attive incorporate nel veicolo
Ricaricare lo splendore della giovinezza del volto
Proprio come alcune creme idratanti/nutrienti di qualità, le maschere viso sono appositamente studiate per ripristinare un alterato equilibrio idrolipidico cutaneo e ristabilire il pH fisiologico, proteggendo la pelle sensibile dagli insulti atmosferici.
Quelli appena descritti sono solo alcuni degli innumerevoli effetti positivi promossi dalle maschere di bellezza. Esistono infinite tipologie di maschere viso, ognuna delle quali può essere formulata con una specifica combinazione di ingredienti cosmetici e funzionali: queste preparazioni cosmetiche vengono generalmente personalizzate, in modo da soddisfare appieno le esigenze del cliente.

Ogni maschera viso dev'essere perfettamente adattata ai differenti tipi di pelle.



Le maschere di bellezza devono essere applicate su pelli accuratamente deterse ed asciutte: ogni rimasuglio di trucco dev'esser perciò rimosso con detergente struccante specifico ed abbondante acqua, possibilmente tiepida. Prima di procedere con l'applicazione di una maschera è perciò importante porre particolare cura alla pulizia del viso.

La maschera va applicata con un pennellino a setole morbide oppure spalmata con i polpastrelli. La maschera deve aderire perfettamente alla pelle del viso, senza risultare troppo irritante o particolarmente appiccicosa. In genere, il prodotto viene applicato a partire dal mento, per coprire poi il collo e tutto il viso fuorché contorno occhi e perimetro delle labbra.
Durante il tempo di posa (variabile normalmente dai 15 ai 20 minuti) si consiglia di applicare sugli occhi un batuffolo di cotone imbibito di una lozione decongestionante a base di estratti di camomilla. In alternativa, è possibile sistemare sulle palpebre due fettine di cetriolo, dall'azione sfiammante (il rimedio è particolarmente indicato per contrastare le borse e le occhiaie sotto gli occhi).
Alcune maschere viso (molte, in realtà) si seccano pochi istanti dopo essere state applicate. Questi tipi di maschera sono molto particolari: la sensazione che si percepisce sul viso è quella di indossare una maschera di gesso. Altre maschere viso, più leggere, rimangono invece umide e non seccano completamente (es. maschere all'argilla).

Trascorso il tempo necessario, la maschera viso va delicatamente rimossa con acqua tiepida. È possibile facilitare la rimozione della massa densa-secca con una spugnetta morbida e con le mani.
Per sfruttare al massimo l'effetto benefico della maschera viso, dopo la sua rimozione si consiglia di applicare un generoso strato di crema (nutriente, antirughe, emolliente, antiage ecc.) per mantenere quanto più a lungo la pelle morbida, idratata e luminosa. A tale scopo, la crema all'acido ialuronico si rivela particolarmente adatta per le pelli mature che presentano piccole rughe superficiali. Le creme arricchite di principi attivi naturali ad azione astringente (es. creme antiacne) sono invece consigliate per le pelli impure ed acneiche.

La frequenza d'applicazione consigliata per le maschere viso varia in base al tipo di pelle, agli ingredienti funzionali presenti nella ricetta ed alle esigenze del cliente. Mentre alcune maschere viso (come quelle idratanti ed emollienti) possono essere applicate anche più volte a settimana, altre (specie quelle esfolianti) vanno utilizzate non più di una o due volte al mese. Esistono perfino maschere viso di pregio estremamente elevato, realizzate con foglie d'oro a 24 carati: queste ultime (dal costo chiaramente alto e non sempre accessibile, stimato attorno ai 300 dollari) non devono essere utilizzate più di 1-2 volte l'anno.

La preparazione di maschere per depurare la pelle è ideale per combattere l’acne presente ed evita l’insorgenza di nuovi brufoli.

Maschera all’argilla: 7 cucchiai di argilla verde, 7 cucchiai di argilla bianca, 7 gocce di Olio essenziale di lavanda, 7 gocce di olio essenziale di tea tree. Mischia accuratamente tutti gli ingredienti.

Il composto farinoso che si è formato lo puoi conservare per anche un anno, infatti per la preparazione di una maschera basta un cucchiaio del composto realizzato a cui aggiungerai una parte liquida, quanto basta per poterlo spalmare sul viso e lasciar agire per 10 minuti.

Per quanto riguarda la parte liquida puoi utilizzare diversi ingredienti: the verde, yogurt, acqua, infusi, acqua di rose, miele… questi ingredienti devi aggiungerli nel momento in cui decidi di fare la maschera visto che non sono prodotti a lunga conservazione.

Maschera al bicarbonato: mischiate del bicarbonato con un po’ di acqua fino a creare una poltiglia cremosa, quindi spalmala sul viso e lasciala agire per 5/10 minuti.

Maschera al cetriolo: frulla un cetriolo, quando sarà ben frullato aggiungi un paio di cucchiai di yogurt. Spalma sul viso e tieni in posa per 10 minuti.

Maschera al limone e uovo: monta a neve il l’albume di uovo e aggiungi due cucchiai di succo di limone. Spalma la crema sul viso e lascia agire per 10 minuti.



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sabato 16 gennaio 2016

LO SBIANCAMENTO DELLA PELLE



Si potrebbe chiamare la sindrome di Michael Jackson. Tutto nasce, del resto, dalla stessa motivazione: essere accettati. O, se si preferisce, non accettarsi. In Asia come in Africa e in Francia. Ora anche in Italia. Donne che decidono di schiarirsi la pelle. Per sembrare più belle, più giovani, meno «diverse». Talvolta per trovare più facilmente lavoro. Un appartamento in affitto. Una sistemazione in famiglia. Come colf, badante, baby sitter. Nelle Filippine una donna su due usa creme schiarenti sul viso. In Malesia quattro su dieci.  Il dermatologo Fabio Rinaldi conosce il fenomeno. Dice: «Spesso prevale il fai-da-te. Acqua ossigenata, agrumi come il limone. Formule potenzialmente più dannose degli agenti chimici perché quando viene stuzzicato il melanocita, la cellula produttrice della melatonina, si rischia di farlo degenerare e di incorrere in un melanoma. Le poche volte che ho dovuto affrontare il caso in ambulatorio, mi sono accorto che il vero problema dei pazienti non era quello apparente delle macchie sul viso, ma quello più intimo della non accettazione di sé e del colore della propria pelle». E se per molte fosse davvero una questione di sopravvivenza? Maria Jose Mendes Evora, ex presidente dell’ Associazione delle donne capoverdiane in Italia (quasi settemila), è gelida: «Sui giornali ci sono ancora troppe inserzioni di chi cerca una colf o una badante che finiscono con "purché non sia nera". Ho fatto la collaboratrice familiare per 22 anni, nel frattempo mi sono laureata in Scienze sociali e adesso lavoro per un' azienda. Non mi sono mai sognata di cambiar colore di pelle, sono fiera di essere nera. Ma un bel messaggio io lo darei alle signore italiane, a quelle che valutano una persona per il suo colore e non per le sue capacità. Non giustifico le donne che si sbiancano. Cerco di comprenderle. Vogliono sopravvivere». Forse basterebbe creare una maggiore accoglienza. Mettere in contatto tra loro quante arrivano dal Pakistan, dallo Sri Lanka, dall' Africa, dall' India o dall' America Centrale. Per farle sentire più forti, più unite, più belle insieme. È la proposta della psicoterapeuta Maria Rita Parsi, che non nega come il razzismo sia «aumentato. La stessa tensione in Medio Oriente ci fa guardare con sospetto chiunque abbia una carnagione un po' più olivastra rispetto ai canoni europei». La dottoressa, però, non indulge in giustificazioni. «È come se volessero cancellare il proprio passato, oltre al colore della pelle. Ma così non cancellano la rabbia e il dolore dal quale provengono. E noi, purtroppo, ce li ritroviamo nelle nostre case. Mi sembra la sindrome di Michael Jackson: l' uomo dal talento assoluto che per mancanza di identità ha declinato la propria distruzione».
Nelle Filippine una donna su due usa prodotti per schiarire la pelle. La percentuale è del 38% nell' intero continente asiatico. La crema sbiancante è usata dal 45% delle signore di Hong Kong, dal 41% delle malesi, dal 37% delle taiwanesi e dal 28% delle sudcoreane. Le donne asiatiche usano prodotti schiarenti per motivi diversi. Il 61% lo fa con la convinzione di sembrare più giovane; 43 donne su 100 sono certe che la pelle chiara piaccia di più agli uomini mentre il 59% sostiene che il pallore nasconda rughe e occhiaie.

L'attualità ha riportato la vicenda in primo piano: può una persona sbiancare il colore della pelle, proprio come aveva cercato di fare Michael Jackson? L'attice Halle Berry ha denunciato il suo ex compagno, il modello canadese Gabriel asjksvkj che avrebbe cercato di far diventare bianca la loro bambina Naahah di 6 anni. Ma è realmente possibile, se si è di colore, diventare bianchi? La risposta è 'no'.
"Nessun trattamento - sostengono i dermatologi - può cambiare il colore di una persona. Esistono solo tecniche o farmaci che al limite possono essere applicate a specifiche aree parziali."

Nell'ambito dei medicamenti si applica l'idrochinone e con il benzochinone può aiutare a eliminare parti con pigmentazione normale e quindi schiarire porzioni di pelle.



Però se qualcuno si azzardasse ad applicare questo preparato sul proprio corpo, soffrirebbe di devastanti effetti collaterali come la fibrosi polmonare, l'atrofia cutanea, disturbi epatici e aumenterebbero enormemente i rischi di contrarre il cancro della pelle. Ossia solo un pazzo di arrischierebbe.

"Altra tecnica è il laser ma anche in questo caso si applica solo a specifiche aree del corpo. Strano ma vero - sostengono alcuni chirurgi plastici - si va diffondendo la tecnica dello sbancamento genitale." Insomma, se si è di colore meglio restare di colore; se si è bianchi meglio fermarsi ad una sana abbronzatura, senza esagerare.

Il Sudafrica per le sue tante diversità geografiche, etniche e religiose, è definita la nazione arcobaleno di Mandela, dove tutti sono orgogliosi della loro razza e del loro patrimonio culturale.
Recentemente uno studio condotto presso l’Università di Città del Capo, ha evidenziato che per alcuni sudafricani è un problema essere troppo neri, è emerso che una donna su tre schiarisce la pelle. Le ragioni sono varie quanto le culture di questo paese, la maggior parte delle persone ha detto che utilizza prodotti sbiancanti perché vuole la pelle bianca.
La trentenne Nomasonto Mnisi, cantante, in arte “Mshoza”, nella sua nuova pelle si sente più bella e sicura di sé. E’ stata ampiamente criticata dai media locali e siti di social networking per il suo aspetto.

Nomasonto Mnisi, intervistata dalla BBC, candidamente ha detto:
«Lo sbiancamento della pelle è una scelta personale, non è diverso dalla chirurgia estetica al seno o al naso. Sono stata nera di pelle per molti anni, ho voluto provare l’altro aspetto per vedere l’effetto di essere bianca, sono felice. Negli ultimi due anni mi sono sottoposta a diversi trattamenti. Ogni sessione può costare circa 5.000 rand (360 euro). A differenza di molti nel paese, utilizzo prodotti di fascia alta, che si ritiene, essere più sicuro delle creme vendute sul mercato nero, anche se i medici dicono che non sono per niente prive di rischi».

Nomasonto Mnisi non capisce le critiche del suo nuovo aspetto:
«Sì, il mio colore della pelle è un problema di autostima. L’ho affrontato, adesso sono felice. Io non sono bianca dentro, non parlo un inglese fluente, ho figli neri. Sono una ragazza di borgata, ho appena cambiato il mio modo di guardare al di fuori».
Il dottor Lester Davids, ricercatore malattie della pelle presso l’Università di Città del Capo, sulla moda dello sbiancamento della pelle, ha detto:
«I pericoli connessi con l’uso di alcune di queste creme comprendono i tumori del sangue come leucemie e cancri del fegato e reni, nonché una grave condizione della pelle, una forma d’iper-pigmentazione chiamata ocronosi.
In Sudafrica e Africa, pochissime persone conoscono la concentrazione dei composti tossici contenuti nei prodotti in vendita nel mercato nero. Su questi prodotti pericolosi dobbiamo fare di più per educare le persone. Negli ultimi sei anni i mercati locali sono stati inondati da prodotti legali e illegali, per questo si è verificato un aumento indicativo del numero delle persone che  si sono sbiancate la pelle.
I dermatologi locali dicono che stanno vedendo sempre più pazienti con la pelle danneggiata da anni di sbiancamento, il più delle volte in modo irreversibile.
Riceviamo pazienti provenienti da tutta l’Africa, hanno bisogno di aiuto per il trattamento dell’ocronosi. C’è ben poco che possiamo fare per invertire il danno, purtroppo ci sono ancora persone che non si rendono conto degli effetti collaterali di questi prodotti sbiancanti».
In molte parti dell’Africa e dell’Asia, la donna con la pelle chiara è considerata più bella, più portata ad avere successo e sposarsi. L’origine di questa credenza non è chiara, i ricercatori l’hanno collegata alla storia coloniale in Africa, dove la pelle bianca era la quintessenza della bellezza. Alcuni hanno anche suggerito che in tutto il mondo c’è la tendenza a guardare dall’alto in basso le persone di pelle scura.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rivelato che il 77% dei nigeriani sono i maggiori utilizzatori di prodotti sbiancanti. Seguono quelli del Togo con il 59%, il Sudafrica con il 35%, e il Mali con il 25%.
Il Sudafrica ha bandito i prodotti contenenti più del 2% di idrochinone (il depigmentante più usato, questa sostanza ha un effetto schiarente moderato sulla pelle e agisce riducendo la quantità di melanina), ma sui banchi dei mercati è facile trovare creme e lozioni contenenti la sostanza chimica. Alcune creme contengono anche steroidi nocivi e mercurio.
Le creme per lo sbiancamento della pelle per molti anni sono state utilizzate da alcuni sudafricani. Recentemente sono diventate più comuni grazie all’afflusso di persone provenienti da paesi come la Nigeria e la Repubblica Democratica del Congo, dove i prodotti sbiancanti sono maggiormente diffusi.
In un vivace mercato africano nel centro di Yeoville, un sobborgo di Johannesburg, le creme schiarenti si vendono in abbondanza. E’ facile incontrare molte donne con la pelle del viso insolitamente chiara, mentre il resto del corpo è più scuro, così come altre persone con ustioni crostose sulle guance, causate dai prodotti chimici nocivi utilizzati per cercare di togliere gli strati di pelle pigmentata.
Gli psicologi dicono che un comune filo conduttore come il basso amor proprio e l’odio di se stessi, sono il motivo di base che spinge le persone a schiarire la pelle.
Lo schiarente per la pelle non è solo fascino e ossessione delle donne. Jackson Marcelle, hair stylist del Congo, conosciuto come il Michael Jackson africano, ha detto:
«Negli ultimi dieci anni ho utilizzato iniezioni speciali per schiarire la mia pelle. Ogni iniezione dura sei mesi. Prego ogni giorno e chiedo a Dio perché mi ha fatto nero. Non mi piace essere nero. Non mi piace la pelle nera. Mia madre al fine di farmi apparire meno nero, quando ero giovane mi applicava le creme.
Mi piacciono i bianchi, i neri sono visti come elementi pericolosi. E’ per questo che non mi piace essere nero. Ora le persone mi trattano meglio perché mi guardano come se fossi bianco».
Sin dalla giovane età nella mente di molti africani è radicato l’adagio “Se è bianco, è tutto a posto“, una credenza che ha inciso sull’autostima di milioni di persone. Fino a quando questa situazione non cambia, nessuna quantità di divieti o campagne pubbliche d’informazione riuscirà a fermare le persone, quelle che rischiano gravi danni alla loro salute nel perseguimento di quello che pensano, essere la bellezza.





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lunedì 23 novembre 2015

IL MAKE-UP



Ogni giorno utilizziamo sapone e detergenti per lavarci, creme per il viso e per il corpo per rendere la nostra pelle morbida, shampoo e balsamo per avere chiome setose, per non parlare poi dell’innumerevole quantità di prodotti cosmetici che noi donne abbiamo nel nostro beauty-case: rossetti, ombretti, matite per occhi e labbra, kajal, smalti e mascara di ogni colore.

Qualche anno fa aveva fatto scalpore una ricerca in cui si affermava che una donna si spalma ogni giorno 515 tipi di additivi chimici. Nonostante lo studio sia stato prontamente smentito da Unipro, basta soffermarsi almeno una volta a leggere le etichette dei più comuni cosmetici e detergenti, per incontrare termini e sigle talvolta difficili da pronunciare che molto spesso si rivelano dannose per la pelle e causa di fenomeni allergici, di sensibilizzazione o di irritazione.

I CONSERVANTI ovvero tutte quelle sostanze che devono essere addizionate ai cosmetici contenenti acqua per evitare che si sviluppino muffe o batteri. Tra i più comuni troviamo:

FORMALDEIDE: la troviamo in tantissimi prodotti di uso comune e purtroppo viene largamente usata anche nella conservazione dei cosmetici. Prodotti come fondotinta, shampoo e smalti contengono formaldeide che oltre ad essere una sostanza conservante è un potente battericida. Nonostante sia stata accertata la sua cancerogenicità, la formaldeide continua ad essere contenuta in una vasta gamma di prodotti, anche se a concentrazioni molto basse.
PARABENI: i sei principali parabeni che possiamo trovare nelle formulazioni in commercio sono methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben e benzylparaben e vengono usati come conservanti nelle creme idratanti, solari, nei dentifrici, negli shampoo, nei detergenti intimi, nei deodoranti, nei gel da barba, insomma in tantissimi cosmetici di uso quotidiano, persino nei cosiddetti prodotti “naturali” o “organici” . E’ stato ampiamente dimostrato che queste sostanze penetrano attraverso la pelle e restano intatte all’interno del tessuto, accumulandosi. Sebbene siano legalmente autorizzati nell’Unione Europea, anche i parabeni sono seriamente sospettati di essere cancerogeni.
QUATERNIUM 15: fa sempre parte dei conservanti. E’ presente in molti cosmetici per il make-up degli occhi, nei fondotinta, negli shampoo ma anche nelle lozioni idratanti e nelle creme solari. E’ nocivo perché rilascia formaldeide, è tossico e dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione.
KATHON CG: è un altro conservante, un antimicrobico ad ampio spettro d’azione, incolore e inodore contenuto nei dermocosmetici, nei prodotti per l’igiene personale e nei prodotti per la casa. Dal punto di vista tossicologico, il Kathon CG, è stato classificato come irritante primario nonostante abbia un grandissimo utilizzo. E’ possibile trovarlo sulle etichette con dei sinonimi come GROTAN, EUXIL o ISOTIAZOLINA.
Altre sostanze impiegate comunemente nei cosmetici che ognuno di noi ha in casa sono:
MEA-DEA-TEA: sono le sigle di monoethanolamine, diethanolamine, triethanolamine e sono presenti in molti composti cosmetici. Li possiamo trovare quasi sempre nei prodotti che fanno schiuma quindi shampoo, saponi e bagnoschiuma e danno luogo a nitrati e nitrosamine ovvero agenti cancerogeni.
PARAFENILENDIAMINA(PFD): questa sostanza, dal nome difficile da pronunciare, la incontriamo spesso quando andiamo dal parrucchiere, infatti è il colorante più importante usato per le colorazioni permanenti dei capelli. Molto spesso dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione tanto che questa sostanza è stata bandita da molti Paesi europei.
FTALATI: una tra le sostanze più incriminate, di cui avevamo già ampiamente parlato, trova ampio utilizzo anche in campo cosmetico. Secondo un rapporto di Greenpeace, un grandissimo numero di profumi per uomo e donna delle migliori marche contiene due sostanze che possono avere effetti indesiderati sulla salute: gli ftalati appunto e i muschi sintetici.
TENSIOATTIVI: sono sostanze dotate di proprietà schiumogene, detergenti e solubilizzanti. Sono ovviamente presenti in tutti i prodotti che detergono corpo e capelli e i più conosciuti sono senza dubbio il sodium laureth sulfate (SLES) e il sodium lauryl sulfate (SLS). Non sono sostanze cancerogene, come si pensava fino a qualche anno fa, ma essendo molto aggressive è meglio preferire prodotti contenenti tensioattivi più delicati e soprattutto limitarne l’uso.
TOLUENE: leggi toluene e pensi subito ai prodotti per le unghie e in effetti il toluene è il solvente che serve a stendere facilmente lo smalto. Purtroppo è stato collegato a disturbi del sistema nervoso e può inoltre causare danni ai reni. Per correre ai ripari alcune case cosmetiche hanno tolto dai componenti dei loro smalti la sostanza incriminata. Forse il nostro smalto si sgretolerà più velocemente, ma avremo la certezza di non avvelenarci.
PROFUMO: tutti i cosmetici in genere hanno un odore gradevole. Siamo portati a pensare che la fragranza all’interno dei prodotti per l’igiene personale sia del tutto innocua, ma non è così. Il 95% delle sostanze chimiche impiegate nei profumi e nelle fragranze dei cosmetici sono composti sintetici derivati dal petrolio e dal momento che i profumi hanno un basso peso molecolare, riescono a penetrare più facilmente nella pelle e possono causare allergie o difficoltà respiratorie.
IDROCHINONE: leggendo le etichette dei prodotti schiarenti per la pelle è facile imbattersi in questo composto, un fenolo che risulta essere nocivo, irritante e pericoloso per l’ambiente. Anche se ne è stato vietato l’uso come schiarente per la pelle, questa sostanza continua ad essere impiegata nelle tinture per capelli, anche se a concentrazioni basse.
COAL TAR: spesso in dermatologia per curare la psoriasi vengono utilizzati i catrami terapeutici. Tra questi, il più efficace è il Coal Tar ovvero il catrame minerale che, per la sua attività riducente e antiseborroica, trova impiego in molte creme antri prurito e nei trattamenti per il cuoio capelluto ma può dar luogo a fenomeni di fotosensibilizzazione.
ALLUMINIUM: lo troviamo all’interno di tantissimi prodotti, alimentari e non, e ovviamente non poteva mancare tra i componenti di molti cosmetici, in particolar modo deodoranti e antitraspiranti, che possono contenere fino al 20% di sali di alluminio sotto forma di cloridrati di alluminio e idrati di zirconio. L’uso prolungato di queste sostanze è collegato al rischio di insorgenza di cancro al seno poiché i sali di alluminio sono in grado di danneggiare in modo significativo il Dna delle cellule, stimolandone la degenerazione in cellule cancerose.

Ricorda che cosmetici sono prodotti per il trucco, per la cute, per l’igiene, prodotti solari, profumi, prodotti per le unghie, etc.; sono utilizzati per l’igiene e la cura della persona, per migliorarne l’aspetto, per proteggere e mantenere in buono stato la pelle, ma non hanno effetti curativi perché non sono farmaci.

Acquista i prodotti cosmetici presso canali sicuri, quali farmacie, profumerie, erboristerie, supermercati, parrucchieri, centri estetici, ecc. dove il prodotto è venduto nel rispetto di una corretta conservazione a tutela delle sue caratteristiche.

Leggi attentamente l’etichetta che deve riportare:
- elenco degli ingredienti;
- durata del prodotto cioè la data alla quale il prodotto mantiene intatta la sua efficacia e rimane sicuro. Se la durata è superiore ai 30 mesi, troverai, invece, il simbolo di un vasetto aperto su cui è apposta la durata in mesi del prodotto, cioè il numero di mesi entro i quali il prodotto, una volta aperto e ben conservato, può essere utilizzato in sicurezza;
- eventuali avvertenze.

Conserva le confezioni al primo utilizzo per poterle mostrare al medico o al farmacista nel caso sia necessario individuare la sostanza che ha provocato un effetto indesiderato: anche i cosmetici, come tutti i prodotti commerciali, potrebbero in rari casi, indurre reazioni non desiderate.

Smetti di utilizzare il prodotto alla comparsa di rossori, bruciori, prurito o altri sintomi.



A differenza degli altri prodotti make up con minerali, i fard minerali sono ottenuti da minerali puri e non contengono ingredienti pericolosi. Un altro vantaggio del trucco minerale è la resistenza prolungata: i fard non danno alla pelle un aspetto di maschera, in contrasto, offrono al viso un aspetto delicato, diafano e sano.

Un altro fattore importante che devi prendere in considerazione quando compri i cosmetici è il rapporto qualità/prezzo. Un prezzo alto non garantisce sempre la qualità alta del prodotto. Tuttavia, dovresti evitare di comprare prodotti solo perché sono convenienti, soprattutto se non ne hai mai sentito parlare. Dovresti investire nei cosmetici che mantengono la salute della pelle. Un prodotto che sembra troppo conveniente potrebbe provenire da filiere parallele. Esamina se l’imballaggio è quello originale. Un prodotto di lusso non avrà mai un imballaggio di bassa qualità. La stessa cosa è valida anche nel caso dell’etichetta. Se questa sembra deprezzata e vaga, ci sono molte possibilità che il prodotto sia contraffatto. Per essere sicura che usi prodotti originali, di qualità, fai attenzione dove li compri e anche al termine di validità inscritto sull’imballaggio.

I cosmetici contraffatti o scadenti sono un vero pericolo per la salute, perché possono provocare infezioni o lesioni cutanee.

– I trucchi per gli occhi hanno una validità di 2 anni;
– Il fondotinta può essere usato 12 mesi, mentre quello a base oleosa ha una validità fino a 18 mesi;
– Il mascara dura fino a 6 mesi;
– Il rossetto/lip gloss è valido un anno;
– La matita per le labbra – fino a 3 anni;
– I fard possono essere usati 12-18 mesi;
– Il correttore dura 6-12 mesi dalla prima applicazione;
– L’eyeliner può essere usata fino a 3 anni;
– Il profumo può essere utilizzato fino 3 anni;
– La crema per il viso dura fino a 6-8 mesi dall’apertura;
– Gli smalti per unghie – 1 anno.

I trucchi minerali sono derivati da elementi minerali come ossidi di ferro e di zinco, polveri di mica, biossido di titanio e altri ingredienti naturali, con un’ampia varietà di colori.

I cosmetici tradizionali invece possono irritare la pelle quando applicati: «Le componenti dei trucchi classici, dalle matite ai fondotinta ai mascara, tutti trucchi con basi grasse, possono diventare altamente irritanti per la pelle a causa del “bombardamento” di raggi Uv. La pelle si infiamma, compaiono follicoliti, cisti cornee, punti neri simili all’acne. Purtroppo questo avviene anche applicando le creme solari», ricorda lo specialista.




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giovedì 22 settembre 2011

Allarme metalli pesanti nei cosmetici



Allarme metalli pesanti nei cosmetici



Molto si e' scritto sui diversi significati della cosmesi decorativa, un’arte che la donna (e l’uomo) coltivano da sempre. Strategia di comunicazione, piu' o meno inconscia, componente di attrazione sessuale, di difesa e rinforzo psicologico, ma anche mezzo per mascherare difetti e valorizzare l’espressivita' del volto, per cambiare il proprio aspetto e mitigare inestetismi e senso di inadeguatezza. La maggior parte delle donne fa uso quotidiano di prodotti per il make up, ne usa diversi in combinazione tra loro, e ama sperimentare novita'. I prodotti di make up sono in larga parte anidri e ricchi di pigmenti organici e inorganici. La loro persistenza per svariate ore a stretto contatto con la pelle, fa si' che eventuali impurezze e molecole potenzialmente nocive vengano diluite dal sudore e penetrino nello strato corneo. I metalli pesanti, tra cui il Nichel in primis, sono per esempio impurezze molto frequenti nei cosmetici da trucco. Studi recenti hanno evidenziato come questo metallo si accumuli preferenzialmente nello strato corneo epidermico, dove in seguito a uso ripetuto del prodotto, puo' raggiungere concentrazioni superiori alle 100 ppm (parti per milione), verosimilmente tali da innescare l’allergia, in soggetti predisposti. Occorre anche ricordare che il trucco e' molto utilizzato proprio nelle zone del viso piu' delicate, il contorno occhi e le labbra, dove e' facile che il livello di assorbimento e la sensibilita' relativa siano molto piu' alti rispetto ad altre aree cutanee. Oltre al Nichel, che e' il piu' sensibilizzante, altri metalli pesanti, che possono essere ricercati di routine in un prodotto cosmetico quali impurezze delle materie prime sono il Cobalto, Cromo, Cadmio, Mercurio, Antimonio e Rame. Il Nichel e' al primo posto in assoluto nelle cause di Dermatiti Allergiche da Contatto e cio' potrebbe essere correlato all’incremento dell’impiego industriale di questo metallo (che si calcola sia del 10% circa all’anno) e quindi a una sempre maggiore esposizione. Sebbene i metalli pesanti non facciano parte del processo di produzione industriale dei cosmetici, possono essere presenti in ppm (parti per milione) come contaminanti il cui livello, se puo' essere troppo basso per scatenare l’allergia, puo' comunque essere sufficiente per mantenere la dermatite allergica nel soggetto sensibile. Esiste una soglia di metalli pesanti che puo' essere considerata sicura in un prodotto cosmetico? Le linee guida europee consigliano un massimo di 20 ppm, relativamente alle materie prime, che rappresenta un tetto sicuramente eccessivo. Il rapporto tecnico dell’European Chemical Industry Ecology and Toxicology Centre dichiara accettabile una contaminazione inferiore a 5 ppm ciascuno per nichel, cromo e cobalto. Tuttavia per minimizzare il rischio di reazioni allergiche per soggetti molto sensibili, l’obiettivo finale e' il tetto di 1 ppm per ogni metallo.

• Rischi legati all’impiego di conservanti e profumi
Al primo posto nella casistica di allergie imputabili ai cosmetici, ritroviamo il mix di profumi con valori intorno al 7-14% di positivita', seguito dai coloranti e dai conservanti. e' di recente emanazione la VII modifica alla direttiva 76/768 CEE che obbliga i produttori di cosmetici a riportare in etichetta la presenza degli ingredienti di fragranze ritenuti potenziali allergeni quando si trovino in formulazione a percentuali > 0,001% per i prodotti da contatto (come e' il caso del make up) e > 0,01% per i prodotti da risciacquo. Per quanto riguarda i conservanti, le percentuali piu' alte di positivita' al patch test si riscontrano nei confronti di parabeni, kathon CG (methylchloroisotiazolinone), formaldeide, quaternium-15, timerosal, fenossietanolo, imidazolidinil urea, DMDM idantoina, acido benzoico, benzalconio cloruro, bronopol e metildibromoglutaronitrile.

• Matite contorno occhi e labbra
Il pigmento predominante e' di origine minerale (ossidi di ferro) inglobato in eccipienti di natura cerosa con un punto di fusione tale per cui il colore viene ceduto facilmente per sfregamento sulla cute. e' molto facile trovare livelli elevati di metalli pesanti in questa tipologia di prodotti. Di solito non sono presenti conservanti perche' il prodotto non e' a rischio di contaminazione microbica, ma puo' essere presente profumo.

• Ombretti in polvere
Ricchi di pigmenti minerali, per lo piu' ossidi di ferro, spesso recano come impurezze nichel, cromo e cobalto. In genere i colori scuri sono piu' a rischio. Nonostante siano prodotti anidri, sono spesso conservati con antifungini per scongiurare la crescita di muffe alla superficie o nella condensa che si puo' creare sulla pastiglia. Possono contenere profumi.

• Ombretti in pasta e liquidi
Meno ricchi di pigmenti, sono emulsioni e dispersioni in cui e' presente un veicolo acquoso, e quindi richiedono generalmente la presenza di conservanti.
• Mascara
Prodotto fortemente a rischio, complice anche il colore scuro, con presenza di metalli pesanti, nichel in particolare, che puo' raggiungere livelli molto elevati, oltre le 100 ppm. Il mascara e' nella maggior parte dei casi un’emulsione e contiene una buona percentuale di acqua, fatto che lo espone a rischi di contaminazione e alla necessita' di un sistema conservante molto carico. Inoltre quasi sempre contiene profumo. Non sorprende, se pensiamo anche alla sede di applicazione critica, quindi che questa tipologia di prodotti si ritrovi tra quelli meno facilmente tollerati e piu' chiamati in causa come responsabili delle Dermatiti da cosmetici.

• Fard, terre e fondotinta compatti
Prodotti anidri che possono contenere dosi rilevanti di metalli pesanti. L’esposizione prolungata della cute a ossidi di ferro puo' esercitare effetto ossidante. e' quindi opportuno che questi prodotti siano arricchiti con piu' principi attivi antiossidanti. Un fattore positivo e' invece l’azione di schermo contro gli UV, soprattutto gli UVA, esercitata dai pigmenti. Quasi sempre, contengono conservanti antifungini. Visto il loro impiego esteso sul viso, spesso sono profumati per renderli piu' gradevoli.

• Fondotinta fluidi
Emulsioni meno ricche di pigmenti rispetto ai fondotinta compatti, ma contengono piu' conservanti per via del loro contenuto elevato di acqua. Possono essere facilmente contaminati da metalli pesanti. I prodotti migliori dal punto di vista tossicologico sono quelli che presentano la maggiore sostantivita', quindi le formule con olio esterno o siliconiche, che tuttavia non risultano occlusive. Anche in questi prodotti di uso quotidiano e' molto importante la presenza di agenti antiossidanti e l’indicazione del fattore di protezione UV esercitato. La maggior parte dei fondotinta fluidi contengono profumo.

• Rossetti e lucidalabbra
I rossetti sono miscele di olii, grassi e cere. Nei lucidalabbra la fase grassa non e' cerosa ma a base di olii, paraffine e vaseline. Come sostanze coloranti si usano lacche, pigmenti minerali e colori liposolubili. Si utilizzano inoltre alogeno-derivati, per lo piu' del Bromo, alla fluoresceina come fissatori. Se i grassi si ossidano possono eccitare gli atomi di alogeno, sviluppando metalloidi irritanti o fotosensibilizzanti. Le lacche sono coloranti organici contenenti un gruppo solfonico o carbossilico che si combina con un metallo alcalino-terroso per formare colori insolubili. Combinate con i pigmenti minerali consentono di avere una vastissima gamma di colorazioni.
I colori liposolubili, di natura organica, sono impiegati in bassissima percentuale per rendere omogenea la superficie della tinta. Anche il rossetto quindi puo' presentare contaminazioni, anche rilevanti, da metalli.
Come prevenire le dermatiti da contatto legate all’uso di prodotti da make-up?
Dal momento che non esiste una normativa specifica che imponga un controllo tossicologico sui prodotti cosmetici, nemmeno su quelli piu' a rischio, e' responsabilita' delle aziende decidere se e come testare le formule in sviluppo e i lotti di produzione.
Una recente indagine ha raggiunto la conclusione che :“La presenza di metalli e' una costante in quasi tutti i prodotti, fra questi Nichel e Cromo sono quelli contenuti con maggiore frequenza, seppur in quantita' variabile specie in quei prodotti (mascara, tinture per capelli ecc.) il cui contatto con alcune parti maggiormente sensibili e delicate del corpo e' notevolmente piu' lungo” Su 10 prodotti da trucco analizzati, in 6 e' stato riscontrata la presenza di Nichel, con un dosaggio massimo di 28,4 ppm. Uno studio condotto su 31 tipi di rossetti, il Nichel variava da 0,1 a 8 ppm. In 20 polveri di talco commerciali, si e' evidenziato nichel con livelli fino a 49 ppm.
L’analisi di 10 ombretti di 3 diverse marche, ha identificato nichel con valori da 13 a 71 ppm, mentre nelle matite per occhi sono stati ritrovati fino a 102 ppm. L’atopico e chi ha la pelle sensibile dovrebbe scegliere il trucco tra prodotti testati per la quantita' presente di metalli pesanti, in particolare nichel, cromo e cobalto e l’assenza di conservanti e profumi dalle formulazioni riduce notevolmente il rischio residuo di sensibilizzazione.
(Ross)
Fonte: lapelle.it






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