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venerdì 15 luglio 2016

TIPI DI PELLE



La pelle subisce ampie variazioni nel corso della vita: lo stato di salute della cute è pesantemente influenzato da abitudini di vita, condizioni climatiche, età ed eventuali condizioni morbose. Difatti, la pelle è perennemente a contatto con l'ambiente esterno: l'azione del vento, gli sbalzi di temperatura, le variazioni di umidità ed i raggi UV del sole possono talvolta alterare visibilmente il naturale aspetto della cute.
Per determinare il proprio tipo di pelle, i moderni strumenti dermatologici (es. corneometro, evaporimetro, lampada di wood, idro-test, sebo-test, pH-metro ecc.) valutano più caratteristiche: consistenza della pelle, aspetto, grado di idratazione,
quantità di sebo presente, temperatura, pH della pelle e il colore (fototipo).
In assenza di patologie dermatologiche o metaboliche, non è necessario sottoporsi ad indagini diagnostiche approfondite per stabilire il proprio biotipo cutaneo: in tal caso, può essere sufficiente il solo aiuto di una lente d'ingrandimento, strumento utilissimo per fornire informazioni importanti sulle caratteristiche della pelle di ognuno di noi.

La pelle normale ha un aspetto disteso, compatto, liscio. 
I prodotti per la cura della pelle normale sono incentrati reintegrano elementi idratanti ed emollienti per proteggerla dall’aggressione da parte degli agenti esterni. 
La formulazione dei prodotti per la cura della pelle normale contiene principi attivi che svolgono attività di prevenzione e mantenimento senza però interferire con i meccanismi spontanei di corretto funzionamento della pelle. 

La pelle grassa è caratterizzata dal tipico aspetto lucido, da follicoli dilatati e al tatto risulta untuosa. È la secrezione eccessiva delle ghiandole sebacee (seborrea) a causare queste problematiche, spesso accompagnate alle alterazioni dovute all’ispessimento dello strato corneo (cheratosi e ipercheratosi). 
I prodotti per la cura della pelle grassa consistono in formulazioni astringenti, emollienti, sebo-riequilibranti, igienico-equilibranti, purificanti. 
La pelle grassa è diffusa anche nell’età adolescenziale. La pelle asfittica dei giovanissimi presenta modifiche secretorie (ipersecrezione sebacea ceroide) e strutturali (ipercheratosi dello strato corneo); la si riconosce per la presenza di comedoni (depositi di sebo presso gli sbocchi delle ghiandole sebacee), punti neri, zaffi cornei, secchezza e sensibilità alle infezioni. Spesso questa condizione sfocia nell’acne (viso ma anche spalle, petto, braccia).

La pelle secca è colpita da disidratazione, dalla scarsa produzione di sebo (pelle alipica) o da entrambi i fenomeni. 
La pelle disidratata, i cui tessuti sono carenti di acqua, è sottile, avvizzita, predisposta alle screpolature e alle spaccature. I prodotti più adatti non sono aggressivi ma dolci per evitare la percezione della pelle “che tira” e ricchi di fattori idratanti naturali (es. amminoacidi, zucchero, urea, lattato sodico, piroglutamato sodico, lattato sodico).  
La pelle che genera poco sebo invece è delicata, opacizzata e presenta rossori, inoltre è ipersensibile agli agenti esterni. I prodotti per pelle alipica devono ristrutturare il mantello lipidico con trattamenti sebo-restitutivi (es. acidi grassi insaturi, trigliceridi).

Sono tante le persone ad avere la pelle mista, ossia in parte grassa e in parte secca. 
Oltre a formare la cosiddetta zona grassa a T sul viso (fronte, naso e mento), la pelle del corpo tendente alla secchezza può essere grassa per esempio sulle spalle, nell’incavo dei seni, ecc. 
I prodotti per la pelle mista del corpo si scelgono fondamentalmente in base alla maggiore percentuale di pelle grassa o secca. Nelle aree del corpo in cui la pelle non presenta il tratto dominante si usano prodotti per il tipo di pelle presente in minore percentuale.

La pelle sensibile è morbida ma sottile, delicata ed estremamente fragile; va protetta con attenzione dagli agenti chimici e ambientali esterni poiché si irrita con facilità. 
I prodotti per la pelle sensibile, oltre a idratare, devono essere specificatamente ipoallergenici per evitare infiammazioni, arrossamenti e prurito.

Si definisce impura la pelle con inestetismi quali comedoni, punti neri e zaffi cornei arrecati per esempio dalla seborrea, che rende la produzione di sebo quantitativamente accentuata e il sebo stesso più ceroso, con mutamento del pH cutaneo, modificazione della pellicola idrolipidica protettiva e diminuzione delle funzioni difensive naturali. Come del resto richiedono tutti i problemi dermatologici di una certa entità, è necessaria la consultazione di un dermatologo perché i prodotti per la cura del corpo a livello estetico non sono affatto di utilità e addirittura potrebbero peggiorare la situazione.



La pelle con couperose si manifesta con eritrosi e con teleangectasie, cioè con la dilatazione dei capillari sottoepidermici che si sfibrano e formano una fitta rete violacea, visibile esternamente specialmente sulle guance. Generalmente questa situazione si manifesta in soggetti emotivi, facili al rossore (che può essere transitorio, con vampate, oppure prolungato nel tempo, con una eritrosi) e che soffrono di fragilità capillare. La couperose è presente sulla pelle sottile, secca, delicata, piuttosto sensibile, irritabile, reattiva e allergica. Questo danno estetico peggiora in occasione di sbalzi di temperatura, di esposizione ai raggi ultravioletti e di massaggi troppo violenti; occorre invece intervenire sulla couperose con trattamenti protettivi e con sostanze astringenti vasali. Queste caratteristiche della pelle devono possibilmente essere evidenziate con un attento esame visivo, eseguito con un'ottima illuminazione da una distanza ravvicinata e, in seguito, anche con una lente ad ingrandimento. Bisogna valutare il colorito, lo spessore, eventualmente aiutandosi con qualche piccola pressione. Questo esame iniziale permette di raccogliere tutta una serie di dati che aiutano ad ottenere la valutazione finale della pelle. Se esistono problemi dermatologici più o meno evidenti, occorre sempre ricorrere alla competenza del medico dermatologo.

La disidratazione e la denutrizione cellulare sono fattori di rallentamento dell'attività del tessuto cutaneo, determinano una diminuzione dello spessore dei vari strati e una progressiva perdita delle loro proprietà. Sono queste le premesse che portano all' invecchiamento della cute. 
I prodotti formulati per questo tipo di pelle devono affrontare globalmente il problema della senescenza. Devono garantire un'azione preventiva sulle modificazioni plastiche e strutturali della cute, un'efficiente apporto di sostanze emollienti ed idratanti ed una valida difesa contro l'azione deleteria dei raggi UV e dei radicali liberi. 





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martedì 1 marzo 2016

IL QUADRIFOGLIO



Il tatuaggio con quadrifoglio è uno di quelli che utilizzano una simbologia che richiama alla storia e alla tradizione irlandese.

Si tratta di un tatuaggio molto bello, con una simbologia più complessa di quello che si potrebbe pensare e che potrebbe essere una buona scelta sia per gli uomini che per le donne.

Il significato più ricorrente e tipico del quadrifoglio è quello di auspicio di buona fortuna. Si tratta di un significato non solo irlandese, ma piuttosto globale di questo particolare disegno. Chi se lo tatua vuole augurarsi buona fortuna o augurarla alle persone più care. Se avete bisogno di un amuleto che sia sempre con voi, tatuarvi questo specifico simbolo è sicuramente la scelta giusta.

Il quadrifoglio è qualcosa di davvero difficile da trovare e quando esiste in questa conformazione è qualcosa che richiama a quattro significati ben precisi nella cultura irlandese:

Rispetto, per se stessi e per gli altri;
Ricchezza;
Amore;
Salute.
Si tratta di quattro significati che, combinati, richiamano alla felicità umana e a tutto quello di cui si ha bisogno per “vivere alla grande”.

Il tatuaggio con quadrifoglio può essere dunque un richiamo alla felicità e alla vita terrena, per chi vuole vivere in un paradiso anche in questa vita e non soltanto nell’altra.



Il quadrifoglio è uno dei simboli ben auguranti e portafortuna e per questo motivo è spesso considerato come uno dei migliori disegni da tatuare sulla pelle. Secondo una credenza diffusa in tutta Europa e nel mondo occidentale, il quadrifoglio portafortuna a chi lo trova ed ogni sua foglia rappresenta un dono. La prima foglia rappresenta la speranza, la seconda la fede, la terza l’amore ed infine la fortuna. Un’altra interpretazione che si da alle diverse foglie è che una attiri la fortuna in generale, la seconda la ricchezza, la terza l’amore e la quarta la buona salute. Essendo il quadrifoglio molto raro rappresenta l’abbondanza imprevista.

Ci sono diversi tipi di tatuaggi con il quadrifoglio: alcuni lo preferiscono disegnato grande, altri preferiscono invece un tatuaggio di piccole dimensioni e in posti molto particolari, come il tatuaggio con il quadrifoglio sul labbro. Se si vuole amplificare ulteriormente il suo significato portafortuna, si può decidere di abbinare un altro disegno portafortuna come ad esempio il tattoo del quadrifoglio con delle piccole coccinelle.

Nel mondo del tattoo, il quadrifoglio tatuato sul piede vuol dire che la fortuna seguirà i vostri passi. Se invece viene tatuato sulla spalla sta a simboleggiare protezione ed infine se viene tatuato sul braccio sta a significare che la fortuna sia nelle nostre azioni.


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venerdì 12 febbraio 2016

CAPELLI BAGNATI



Intorno ai capelli ci sono molte convinzioni popolari che si sono estese nel corso del tempo, ma che non sono vere. Una delle più note a tutti noi è se dormire con i capelli bagnati fa male alla persona che ha quest'abitudine.

Mantenere i capelli umidi per molto tempo è dannoso per i capelli e la salute. Ciò è dovuto al fatto che quando i capelli sono bagnati sono più sensibili, per cui tutti gli esperti raccomandano di fare più attenzione.

La sensibilità che si produce con i capelli bagnati, e che pertanto non è consigliabile mantenere mentre si dorme, si verifica poiché i capelli hanno una proprietà chiamata igroscopica, che fa riferimento all'assorbimento dell'umidità o dell'acqua che è presente nell'ambiente.

In questo modo, l'acqua entra nella cuticola dei capelli e provoca l'aumento del diametro e nello stesso tempo fa sì che le proteine dei capelli non si compattino e possano perdersi.

Tenere i capelli umidi non è solo un inconveniente per ciò che riguarda il mantenimento delle loro proprietà. Comporta anche un problema per quanto riguarda la trasmissione delle patologie al resto del corpo umano.

Così, mantenere i capelli bagnati mentre dormi è dannoso poiché può provocare problemi respiratori e alle articolazioni, poiché l'umidità dei capelli bagnati può essere trasmessa ad altre parti del corpo.

Tuttavia, esistono alcuni falsi miti intorno ai capelli bagnati e al tenerli così nel sonno che vanno abbattuti perché sono del tutto falsi. Uno dei più diffusi è che i capelli bagnati possono generare funghi.

Per presentare questo tipo di infezioni ai capelli è necessario che i capelli abbiano una precedente infezione. Quindi, le infezioni sono generate da agenti contaminanti come animali o strumenti per pettinarsi ma i capelli bagnati non produrranno mai funghi.

Dopo aver lavare i capelli con acqua tiepida, i capillari del cuoio capelluto si dilatano a causa dell’effetto caldo e il calore del corpo radiante intorno aumenterà. Nel frattempo, i capelli bagnati causerà un sacco di evaporare l’acqua, che prende il calore molto. In generale, 500 calorie sarà tolto, quando un grammo di acqua evapora.

Con l’aumento della perdita di calore e il corpo si raffredda, i capillari del tratto respiratorio superiore ridursi in modo riflessivo, di volume parziale, riduce il flusso sanguigno e la resistenza diminuisce del tratto respiratorio superiore, che portano a quel virus o batteri esisteva la possibilità di intervenire , crescere e riprodursi. Il risultato sarà nelle infezioni delle vie respiratorie, che rendono le persone hanno sintomi influenzali, come naso che cola, naso chiuso, mal di testa o febbre.



Quindi, in generale, si dovrebbe evitare di lavare i capelli prima di andare a letto. Anche se si dovesse fare questo, si dovrebbe asciugamano i capelli asciutti. In questo modo non prendere freddo.

Innanzitutto, quando parliamo di capelli bagnati intendiamo alcune ciocche inumidite. Questo trucco è consigliato su capelli molto lunghi e quindi con ciocche lontane dal capo. L’importante è il materiale sul quale dormite. La normale federa in cotone, infatti, elettrizza i capelli, rendendoli secchi e deboli. Al contrario, una federa di raso o di seta permette ai capelli di muoversi in libertà, scivolando e riducendo l’attrito: il tutto senza dare pieghe strane ai capelli. Quando andate a dormire con una ciocca leggermente inumidita basterà spingerla nella parte superiore del cuscino, lontana da voi, oppure, quando sentite che la federa si è bagnata troppo, girarla. Non lasciate mai bagnato il capo ma soltanto le ciocche, lasciando una distanza di almeno due-tre dita dalla testa.

Il trucco per ottenere dei capelli dolcemente ondulati appena sveglie è, innanzitutto, usare elastici che non stringono eccessivamente il capello, quelli in simil-raso sintetico per esempio vanno benissimo. Prima di andare a dormire legate i capelli in cima alla testa in uno chignon, facendo attenzione che le punte inumidite siano abbastanza lontane dal capo o in una morbida treccia.

Esiste un modo, soprattutto per chi ha capelli molto lisci e sottili, per avere favolose onde al mattino. Quando uscite dalla doccia buttate tutti i capelli in avanti e asciugate per bene il capo, che, ricordiamo, deve sempre essere asciutto e mai umido o bagnato. Asciugate le punte finché non saranno appena umide. Dividete i capelli in quattro parti e fate quattro chignon o quattro trecce morbide senza stringere troppo.

Se avete già dei capelli mossi ma volete che al mattino non siano indomabili e sciupati, ciò che dovete fare è una sola coda, lasciando la ciocca leggermente inumidita e libera. Se unite a ciò il metodo del cuscino di seta o raso, al mattino sarete perfette: vi basterà applicare uno spray riattivante ed energizzante in modo da dare consistenza e vitalità al capello, le spume rigonfianti con agenti vegetali fissanti naturali vi aiuteranno a mantenere capelli in ordine tutto il giorno.

Durante la notte potete anche cambiare il lato della vostra riga, fissando i capelli con un fermaglio anti-piega e applicando un latte.



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sabato 23 gennaio 2016

LE MANI



La lunghezza delle mani dice molto sul nostro modo di essere e sulla nostra personalità.

Le mani possono dunque svelare il carattere e la personalità della persona che abbiamo di fronte. Esistono 3 tipologie di mani:

CATEGORIA A - A questo gruppo appartengono le persone che hanno l'anulare più lungo dell'indice. Hanno un grande fascino e vengono considerate irresistibili. Ma c'è anche l'altro lato della medaglia: spesso si tratta anche di persone aggressive, con una certa inclinazione per il rischio.

CATEGORIA B - Le persone con l’anulare più corto dell’indice hanno invece una grande stima di loro stessi, tanto da apparire talvolta arroganti. Un’autostima che condiziona anche il loro rapporto di coppia: in amore preferiscono essere rincorsi e ricevere attenzioni dal proprio partner. Amano trascorrere il tempo libero da soli con i loro pensieri e non hanno paura della solitudine.

CATEGORIA C - Viceversa, se anulare e indice si equivalgono, è l’equilibrio a dominare. Si tratta di persone cordiali e pacifiche che amano andare d’accordo con tutti, a tal punto che le situazioni di tensione si trasformano in una fonte di inesauribile disagio. In amore sono fedeli dimostrano tutta la loro dolcezza, ricoprendolo il partner di cure ed attenzioni.

La loro dimensione è determinata dagli ormoni durante la fase dello sviluppo dell'embrione in gravidanza: un anulare più lungo dell'indice testimonia un alto livello di testosterone mentre se l'indice è più alto dell'anulare a dominare saranno gli estrogeni femminili. Se la dimensione delle nostre dita è influenzata dagli ormoni e se quest'ultimi possono influenzare il nostro carattere e il nostro orientamento sessuale, ecco che semplicemente osservando le nostre mani possiamo capire qualcosa in più di noi stessi.

Basterebbe porre un po' di attenzione alle nostre mani per scoprire qualcosa in più sulla nostra salute e su come il nostro corpo affronta o potrebbe affrontare alcune patologie. Molte ricerche concordano nel dire che il rapporto tra la lunghezza dell'indice e dell'anulare può determinare la predisposizione verso alcune malattie. Un esperimento condotto dalla University of Warwick ha coinvolto 4500 uomini, di cui 3000 sani e 1500 affetti da cancro alla prostata, e ha evidenziato che coloro che avevano l'indice più corto dell'anulare avevano il 30% di possibilità in più di contrarre la malattia. Colpa del testosterone: chi ha l'indice più lungo ha un minore livello di questo ormone. Più il livello di questo ormone è basso, più si riduce la possibilità dell'insorgenza del tumore.

Le dita possono poi rivelare se la persona è a rischio di rigidità dell'aorta, una comune sofferenza cardiaca. Secondo Gary Pierce, professore del Department of Health and Human Physiology alla university of Iowa, la salute dell'aorta si potrà presto determinare con un esame in cui ad essere protagonista saranno proprio le nostre dita. Il test funziona posizionando uno strumento chiamato trasduttore sul dito o sull’arteria omerale. La lettura rilevata dal trasduttore, in combinazione con l'età e con l’indice di massa corporea, permette ai medici di conoscere lo stato di irrigidimento - e quindi di salute - dell’aorta.

Le dimensioni della mano, e in particolare delle dita, potrebbero svelare qualcosa sulla dimensione del pene. Secondo una ricerca coreana, pubblicata sull'Asian Journal of Andrology, la misura dell'organo riproduttivo maschile si potrebbe calcolare prendendo in considerazione il rapporto tra l'indice e l'anulare. Tanto più l'indice è corto rispetto all'anulare, tanto più lungo sarebbe il pene (e viceversa).

Secondo alcune ricerche, poi, le dimensioni delle dita sarebbero in grado anche di indicare l'orientamento sessuale: le donne e gli omosessuali avrebbero dita molto più piccole rispetto agli etero. In questo modo, dunque, si vuole in qualche modo affermare che l'orientamento sessuale è qualcosa che non scegliamo dopo ma che abbiamo già in noi, durante la gravidanza.

Secondo uno studio della Bath University, i bambini (maschi o femmine) con l'anulare più corto dell'indice vanno meglio nelle materie umanistiche rispetto a quelle scientifiche.

I quattro temperamenti sono associati ad ognuno di essi una tipologia della mano e delle sue linee ad ogni tipo.

La morfopsicologia di Corman stabilisce che una cellula si dilata in un contesto favorevole e si ritrae in uno sfavorevole. La teoria della dilatazione-ritrazione si applica anche alla mano.

Il tipo dilatato: iposensibile, cresce con facilità, e raggiunge in fretta al maturità perché in accordo con l’ambiente che non percepisce come ostile. Ha un quadro osseo e muscolare largo, il modellato con struttura espansa e colorata e recettori grandi e aperti. Egli dispone di molta energia, di un grande desiderio di vivere e godersi la vita.

Il tipo retratto: ipersensibile, si sviluppa nelle difficoltà e raggiunge la maturità lentamente perché in conflitto con l’ambiente. Ha un quadro osseo e muscolare stretto, il modellato con struttura ipertesa e pallida e i recettori piccoli, magri e chiusi.

Inoltre sia il palmo della mano che il dito che la scrittura sono soggetti alla tripartizione del volto e cioè la divisione nella zona superiore che si chiama celebrale, quella centrale che si chiama affettiva e il piano inferiore che si chiama istintivo.

Il piano rappresenta una riserva vitale e affettiva, le tre zone del palmo sono sensoriali mentre le dita sono nel suo insieme più psichiche.

Se la zona superiore è predominante il soggetto non vive che per lo spirito e perde il contatto con la realtà. Quando predomina la parte centrale il soggetto è governato dall’affettività. Quando predomina la zona inferiore sono predominanti gli aspetti istintivi della personalità (nutrizione, digestione, sessualità) predomina la forza e lo spirito di combattività.



Per aver un’idea dell’importanza della mano nell’economia dell’evoluzione, diciamo che nel cervello l’area occupata dalle mani è più ampia di quella del volto.

Le tipologie secondo Paul Carton:

La mano rettangolare corta appartiene ai comportamenti collerici. Negli uomini risponde ad un carattere energico, pratico, laborioso, creatore.

La mano rettangolare media è indice di una natura virile, autoritaria, piuttosto brusca e può appartenere al comportamento collerico.

La mano rettangolare molto allungata denota un temperamento prevalentemente melanconico, con un’indole fantasiosa, irregolare e suggestionabile, che si stanca presto.

La mano rettangolare molto larga e piuttosto grande, a forma di mestola, si osserva in persone di natura selvaggia, di spirito combattivo ed indipendente, sono persone vigorose, dure, eccessive, in alti termini, per chi conosce la morfopsicologia, sono assimilabili ai retratti laterali.

Una mano tendente all’ovale si trova prevalentemente nelle donne o nelle nature gentili, delicate impressionabili, piuttosto lente.

La mano esagonale o meglio, con una protuberanza ai margini del palmo, sotto l’articolazione del mignolo, denota un carattere irritabile impulsivo, collerico ribelle, nei termini della morfopsicologia, un retratto gibboso o bozzuto.

La mano triangolare lunga o corta si trova in temperamenti prevalentemente melanconici, sono tipi nervosi, irritabili impazienti, impressionabili, ombrosi, scostanti.

La tripartizione palmo, pollice, dita si chiama treppiede. Questa tripartizione è un modello che in morfospicologia ed in natura si ripete e cioè: istintivo, affettivo, cerebrale; oppure es superio, io; e ancora minerale vegetale animale. Del resto secondo la filosofia scolastica: “omne trinum est perfectum”, cioè ogni realtà che si scompone in tre parti è perfetta.

M. Verdun rapporta la dimensione della mano al funzionamento delle ghiandole endrocirne in particolare ha verificato l’ipofunzione e l’iperfunzione dell’ipofisi, della tiroide e delle ghiandole surrenali.

Le due mani sono un’unità inseparabile, quindi si integrano a vicenda.
Tuttavia la sinistra riguarda l’elemento femminile, passivo, recettivo della personalità. La sinistra invece rappresenta l’eredità genetica, i vizi e le virtù trasmesse dai nostri progenitori, in altre parole la natura innata.

Al contrario la destra rappresenta l’elemento maschile, attivo, il presente ed il futuro a tutti i livelli. Essa registra le possibilità realizzative volontarie delle predisposizioni che abbiamo dalla nascita. Essa indica le capacità e l’efficienza acquisita o suscettibile di esserlo come risultato dell’attività dell’evoluzione cosciente. Ciò premesso è forse il caso di insistere sul fatto che bisogna analizzare entrambe le mani per avere una lettura attendibile.

Il palmo (pur avendo un significato nella tripartizione pollice, palmo e dita), in sé rappresenta la costituzione dell’individuo e quindi si estrinseca, come del resto il volto, nei suoi distretti, cioè nei così detti monti, pianure e nelle sue linee, il cui significato vedremo in seguito.

Il palmo duro è indice di vitalità e tonicità e di forza fisica, cioè esprime la dinamicità dell’individuo che possiede queste caratteristiche, esso è intraprendente, attivo afferma con decisione i propri punti di vista.

Palmo molle: è indice di atonia, di passività, di poca resistenza. Non è direttivo, ma sognatore ipocondriaco, malinconico, “spleen”: l’individuo preferisce guardare le cose dall’esterno e ad esse di adatta: mi piego piuttosto che soccombere.

Il palmo riflette anche il tipo di alimentazione del soggetto: ad esempio se il palmo è umido indica un consumo eccessivo di liquidi, di zucchero e dolciumi. Questa situazione è indice di superlavoro del cuore, delle funzioni circolatorie e dei reni. Il palmo eccessivamente secco è indice di contrazione dei tessuti, dei vasi sanguigni e di capillari a causa di consumo eccessivo di sale e di prodotti di derivazione animale.

I monti sono i rilievi alla base delle dita e sono riserve di energia che confermano le qualità delle dita. I greci hanno dato loro i nomi dei sette pianeti.

Il monte di venere o eminenza tenar è quella protuberanza sopraelevata del palmo alla base del pollice vicino al polso. Rappresenta l’energia disponibile dell’individuo, il suo centro energetico, più voluminoso è e più potente è il suo valore energetico ma se è molto forte, grande e privo di linee ci rivela che le forze rappresentate sono concentrate nella sfera sessuale in modo indifferenziato ed eccessivamente stimolate; a volte questi individui posso essere insensibili e freddi. Se ci sono sul monte di venere linee verticali esiste la possibilità che questa energia sia utilizzata ad altri livelli, per esempio nell’arte o nel sociale. Se il monte di venere è rosso vivo indica un ristagno del sangue e dell’energia: le funzioni digerenti sono disturbate, in particolare l’intestino crasso e il tenue.

Se il monte di venere prende un colore bluastro o violaceo è segno che le funzioni digerenti sono disturbate, in particolare il crasso e il tenue. Se tale colorazione appare sul dorso della mano tra la zona radicale del pollice e l’indice ha il medesimo significato. Se questa zona prende il colore verdastro è un segno di cancro al colon.

Il centro del palmo, detto anche pianura di marte, se è troppo profonda, l’incavo crea un ostacolo alla capacità dell’individuo di esprimersi, cioè è presente un’inibizione e un controllo degli impulsi e dell’energia che comunque sono potenti come nei collerici.

Se oltre la depressione c’è una rigidità del tessuto e alla pressione è dolorante è segno di fatica fisica e mentale del soggetto e problemi al sistema digerente e/o circolatorio a causa di un’alimentazione non biocompatibile. Se la parte centrale in parola cambia il colore normale rosato ed è per un periodo rossa, l’individuo presenta problemi circolatori, se invece è violetta sono presenti problemi all’apparato riproduttivo, se è gialla l’individuo presenta problemi di funzionalità del fegato e della cistifellea. Se la pianura è troppo piatta invece favorisce l’espressione degli impulsi, che sono immediati, ma con poca resistenza, che può portare per eccesso alla dispersione della personalità.

Il monte di marte positivo o tenar è sul bordo della mano dal lato del pollice, è la zona dell’aggressività primaria.

Il monte di marte negativo o ipotenar: ha la funzione di trattenere gli impulsi o di liberarli.

Il monte della luna, è sul bordo cubitale della mano. Dal monte di marte negativo fino alla rassetta del polso. Esprime le energie psichiche della personalità, come la comprensione della natura e anche i poteri dell’inconscio personale e collettivo. Esprime altresì il mondo fantastico e dei sogni dominio dell’immaginazione.

Il funzionamento delle zone descritte dipende dal volume e dalla durezza del tessuto. L’assenza dei monti nelle mani è sempre segno di passività. Ma se i monti sono troppo alti hanno un significato negativo e cioè la mancanza di equilibrio e di ritegno del significato del monte stesso.

Le dita rappresentano la manifestazione di tutto ciò che è cosciente, in altre parole rappresentano le relazioni esterne, il tramite dei nostri comportamenti, alla luce della maturazione della nostra personalità. Ogni dito ha un ruolo specifico..

Il pollice rappresenta il mondo degli impulsi dell’energia dell’inconscio, degli istinti. E’ importantissimo nell’economia della mano. Il pollice rappresenta la forza vitale la resistenza fisica, le modalità dell’affermazione del sè e la forza di volontà. Il pollice è anche un potente arbitro dei nostri desideri inconsci e della loro manifestazione; esso esprime ad un tempo la censura agli impulsi e anche il frutto della nostra educazione, nei termini della morfopsicologia manifesta la ritrazione frontale, cioè manifesta  il frutto delle nostre frustrazioni, l’accettazione delle regole del gioco, in definitiva il frutto della nostra educazione.

Il pollice inoltre ci da informazioni sui polmoni e le funzioni respiratorie per cui, se ci sono problemi di funzionalità del pollice o deformazioni o rughe, richiamano la funzionalità polmonare compromessa. Se un individuo ha il pollice blu ha una sindrome metabolica. Se il pollice è rosso vivo il soggetto può essere stressato per un eccesso di emozioni o per un’alimentazione eccessivamente eccitante o speziata.

La forma del pollice rivela vitalità intrinseca: se lungo e forte indica una persona piena di vitalità con molti interessi, un individuo capace ed organizzatore. Se il pollice è piccolo la persona è incapace di avere iniziativa, è timida e repressa. Se è corto ma proporzionato indica che il soggetto è dominato dei propri impulsi, è istintivo ed influenzabile. Se il pollice è dritto indica ostinazione; se invece è flessibile vuol dire che l’individuo ha il senso della diplomazia. Se il pollice ha la punta a spatola ha volontà,non è impulsivo, ed è un abile realizzatore. Se il pollice è bulboso è indice di un individuo violento, testardo piuttosto collerico, ma pieno di forza vitale. Se è conico o rotondo, il che è frequente, è indice di volontà media, e quindi può mancare di perseveranza.

Le due falangi dovrebbero essere più o meno uguali e ben proporzionate. La falange inferiore indica il tipo di controllo sulla manifestazione dell’energia. Se la falange inferiore è più retratta di quella superiore la persona tende ad agire senza riflessione ed è impulsiva. Se la falange inferiore è ampia e quella superiore si restringe a punta è segno che la ragione prevale sulla volontà: l’individuo prima pensa e poi agisce, ma il pensiero può talvolta paralizzare l’azione.

L’indice è connesso al mondo esterno, ma mentre il pollice rappresenta la forza e l’energia diretta all’esterno l’indice indica i fenomeni del mondo esterno. J. Spier lo chiama “il dito del mondo” (word finger) cioè la relazione con il mondo circostante. Inoltre l’indice ci da indicazioni sull’intestino crasso e le sue funzioni.

Il medio ha una funzione di mediatore è più lungo di un’unghia rispetto le altre dita. Se è rettangolare e di normale lunghezza indica una mente logica e metodica. Nell’espressione della personalità la forma del medio rappresenta la funzione intellettuale in senso lato, la sua lunghezza invece rappresenta la posizione che questa funzione ha rispetto al mondo esterno. Inoltre ci da indicazioni sulla circolazione del sangue e sulle funzioni riproduttive.

L’anulare rappresenta le funzioni della sfera emozionale legata alla vita interiore della persona ed è relazionato alla componente affettiva ed armonica della persona, cioè l’intuizione e il talento artistico. Inoltre ci da indicazioni sul metabolismo dell’energia e del calore.

Il mignolo rappresenta la potenza sessuale della libido espressa dal pollice; con il mignolo si ha la presa di coscienza di se e degli altri. Inoltre rappresenta il cuore, l’intestino tenue e le loro funzioni.

Riassumendo il flusso dell’espressione dell’indice scorre dal mignolo all’indice e il flusso del sentire invece dall’indice verso il mignolo. Dall’esame della mano si deduce che si possono formare copie di dita maggioritarie la cui azione quindi è congiunta. Si distinguono dalle altre dita per la potenza e la stessa forza.

La coppia indice medio indica la percezione del mondo esterno e delle sue norme. Questa coppia favorisce l’inserimento del soggetto nella vita sociale e collettiva e cioè viene data priorità ai valori sociali e materiali.

La lunghezza delle dita, definisce la nostra modalità di comportarci, in modo più o meno diretto, adattandoci alle convenzioni sociali. Gli individui con dita lunghe hanno una buona capacità di analisi, spirito critico e rispetto per le convenzioni sociali, saranno inoltre minuziosi con particolare attenzione ai particolari.

Gli individui con le dita corte sono più semplici, meno inclini alle distinzioni, badano più alla sostanza e al senso pratico, possono essere impazienti ed impulsivi, sono dominati più dall’entusiasmo che dalla razionalità, sono decisionisti, realizzatori e vivono i loro bisogni istintivi in modo gratificante.

Le dita carnose e dilatate pongono l’individuo in sintonia con la realtà esterna, hanno spirito di adattamento e fiducia nei rapporti con gli altri.

Le dita retratte ed esili rivelano che l’individuo ha difficoltà nel rapportarsi con gli altri, si muove con difficoltà e insicurezza , si protegge e fatica ad affermarsi.

La flessibilità delle articolazioni delle mani e delle dita indica flessibilità mentale e fisica, mentre la rigidità delle articolazioni significa rigidità mentale e fisica.

Se le dita sono normalmente unite, a palmo steso, ma si notano fessure tra le dita stesse ciò è causato da deficienze alimentari per un’alimentazione non equilibrata.

La falange riguarda le motivazioni profonde, ad esempio quando è larga e dilatata l’individuo è ben adattato il suo ambiente; se è esile l’individuo avrà un senso di insicurezza, in compenso svilupperà la sua parte celebrale.

La falangina riguarda le attitudini mentali ed il pensiero astratto. Se è esile retratta il soggetto ha la tendenza ad intellettualizzare e a precisare fino all’esasperazione il suo punto di vista. Se è larga e dilatata le attitudine mentali sono semplici e pratiche.

La falangetta riguarda lo spirito dei nostri comportamenti e l’immagine che abbiamo del mondo esterno; se è spatolata il comportamento sarà improntato a pragmatismo con l’esigenza di adeguarsi in qualsiasi modo alla realtà. Se è conica da al nostro comportamento una vena ideale, utopica con scarso realismo. Se è lunga esprime un sistema di pensiero elaborato. Se è corta il pensiero è semplice.

Sul palmo sono tracciate cinque linee principali: due verticale e tre orizzontali. Le tre linee orizzontali corrispondono ai tre piani del volto, ma non nella stessa sequenza: la linea della vita corrisponde al piano istintivo, la linea della testa corrisponde al piano cerebrale e la linea del cuore corrisponde al piano affettivo.

La linea della vita compie un semicerchio dalla parte centrale della mano alla base del pollice. Essa corrisponde alla vitalità, al potenziale energetico e alla salute dell’individuo. Sul suo decorso sono registrate le influenze ambientali e vissuto traumatico di incidenti e malattie. Se è molto marcata e lunga rivela una buona riserva di vitalità, se invece è poco visibile pallida e spezzettata o corta indica poca energia. Se la linea è larga e molto profonda è segno di forti bisogni vitali indifferenziati e di una certa indole istintiva e persino brutale (H. Mangin). Se la parte iniziale (e finale) della linea è debole e delicata o comincia più in alto del normale ciò indica una costituzione abbastanza debole nell’infanzia probabilmente soggetta a diverse malattie in quel periodo. Se la linea è larga e superficiale rivela una vitalità forte, ma poco duratura e anche la salute sarà mediocre (H. Mangin). Se è fine e profonda denota una buona resistenza organica, ma forza vitale limitata, il soggetto è riservato e timido. Se la linea è a catena è indice di salute cagionevole e di nervosismo. Se è composta da due tronconi ciò è dovuto o ad un incidente o ad una malattia grave o ad un cambiamento di vita radicale e/o drammatico. Se la linea è interrotta da una stella, o da una croce, o da un’isola, indica un fatto traumatico che di solito riguarda la salute. Se si verificano piccole ramificazioni tortuose sulla parte finale della linea alla base del palmo verso la rascetta del polso, indicano problemi di salute al basso ventre (ovaie, utero o prostata). Se la linea è doppia e parallela è segno di una vitalità più potente.

Spesso si è creduto erroneamente che fosse possibile accertare la lunghezza della vita del soggetto a seconda della lunghezza della linea della vita. Eminenti studiosi come Julius Spear Jecqeline Joseph Michele Buillon, Partick Rowlier, Gerard Aousoleil dichiarano che non esiste alcuna correlazione significativa tra la linea della vita e la lunghezza della vita dell’individuo. Essa da informazioni sullo scorrere degli avvenimenti fisici e psichici che colpiscono la nostra vitalità, quindi “si modifica nel corso dell’esistenza” come afferma J. Joseph e Julius Spear conferma: “nonostante una linea della vita piuttosto brutta sono possibili grandi successi a patto che siano buoni il pollice e la linea di saturno o del destino.

La linea della testa o celebrale è una linea trasversale che inizia nei pressi dell’origine della linea della vita e attraversa il palmo. Essa rivela il grado di capacità e qualità intellettuale, la capacità di controllo sulle passioni e le condizioni del sistema nervoso centrale con i disturbi, patologie, lesioni, traumi ecc… Se la linea della testa è fine ma chiara indica una capacità di comprensione lucida e profonda. Se la linea è marcata e finisce sotto il medio è segno di una mente accorta e sintetica, ma fredda e razionale, con una buona memoria. Se finisce sotto l’anulare o tra l’anulare e il mignolo, con una leggere curvatura,è indice di una intelligenza agile, di una mente intuitiva e creativa. Se finisce sotto il mignolo è segno di una mentalità scientifica, sempre che sia inclinata verso il basso. Se invece finisce prima del medio è indice di mente piuttosto debole. Se la linea è diritta e attraversa tutta la mano è segno di mente rigida, scarsamente orientata verso lo spirito, ma occupata dalle cose materiali. Se c’è una biforcazione verso la base dell’anulare, è segno di capacità critica costruttiva. Se un ramo della linea della testa si dirige verso quella del cuore e un altro ramo va verso il basso sul monte della luna indicano una tendenza a forme depressive gravi. L’interruzione della linea in un qualsiasi punto rivela che il soggetto ha sofferto di disturbi di carattere nervoso. I punti scuri, sdoppiamenti, isole sul percorso della linea indicano un flusso irregolare dell’energia mentale, con possibilità di affaticamento cerebrale, difficoltà di memoria, di concentrazione con conseguente mancanza di fiducia in se stessi. Se si verifica una biforcazione verso la base dell’anulare è segno di capacità critica costruttiva.

La linea del cuore inizia sotto il mignolo e dovrebbe terminare tra l’indice e il medio. Essa rappresenta la sfera emozionale ed affettiva della persona. Inoltre ci rivela le predisposizioni verso le malattie dell’apparato cardiovascolare.

Se all’inizio della linea c’è una ramificazione indica un’accentuata richiesta di sentimento nell’infanzia e nella giovinezza. Se il tracciato è netto, sostanzialmente dritto e attraversa tutta la mano indica un’aridità di sentimento: c’è stata una sostanziale mancanza di sviluppo nella sfera emozionale affettiva. Se la linea si curva e finisce alla base del medio l’individuo è egoista, ama solo superficialmente. Se la linea si innalza tra l’indice e il medio indica mancanza di apertura verso gli altri. Se compaiono alcune linee in direzione della linea della testa (situazione abbastanza comune) l’individuo manifesta una tendenza ad oscillare tra ragione e sentimento, il che non è sempre negativo se la ragione controlla le emozioni a briglia scolta. Se la linea del cuore e della testa si sovrappongono in modo da risultare un'unica linea, se è più forte la linea che parte dal mignolo possiamo dire che la persona è eccentrica, senza inibizioni istintiva, il soggetto è imprudente al punto di esporsi ad incidenti; se invece è più forte la parte che inizia sotto l’indice, la persona tende ad essere fredda ed egoista, senza sentimento.

Se il tracciato è composto da trattini non sempre allineati è segno di predisposizione a contrazioni cardiache con tachicardie ed aritmie.

Se la linea è interrotta in corrispondenza del medio è segno di endocardite, se invece sotto l’anulare è segno pericardite e miocardite, se sotto il mignolo è indice di spasmi e dolori precordiali.

Se la linea del cuore finisce un po’ prima del medio, indica una persona emotivamente fredda e forse calcolatrice  può indicare un cuore organicamente piccolo.

Se la linea è a catena è segno di disturbi al sistema endocrino; se è a catena e termina biforcuta, con un monte della luna molto sviluppato e la linea della testa difettosa o con isole è segno di clorosi. Se è a catena accompagnata dalla linea epatica irregolare con un punto nero o una stella su quella della vita è indice di malattie della pelle. L’interruzione della linea e/o la formazione di diverse isole possono indicare disturbi organici del cuore. Se è insolitamente rossa cardiocircolatori con ipertensione; invece se la colorazione è piuttosto scura o giallastra è segno di disfunzione al fegato e/o alla cistifellea, in questo caso si può aver anche la biforcazione della linea del cuore e diverse linee piccole sul monte di giove e sulla pianura di marte. Se si verifica l’interruzione della linea con una sovrapposizione parziale nei pressi dell’interruzione stessa, se è sotto il medio è segno di endocardite e di insufficienza cardiovascolare, se è sotto l’anulare è indice di pericardite e insufficienza valvolare, se invece è sotto il mignolo è indice di aritmie, fibrillazioni cardiache e stenosi valvolare. Se invece dei trattini, descritti precedentemente, sul tracciato troviamo dei puntini si verifica una breve interruzione della linea: se questa interruzione è sotto il medio, predispone a problemi cardiaci con rallentamento del ritmo; se è sotto l’anulare è indice di fitte dolorose nella regione cardiaca con probabili problemi renali concomitanti, se è sotto il mignolo è segno di dolori precordiali con tachicardie. Se l’interruzione della linea è dovuta a numerosi piccoli punti per un buon tratto, è segno di dolori precordiali.

La linea del destino, di saturno, del successo o della fortuna. Inizia nei pressi del polso e va nella direzione del sito medio. E’ la linea dell’adattamento all’ambiente e dell’evoluzione della persona, che porta alla realizzazione del sé. Essa stabilisce la tonicità della persona a seconda della consistenza della linea. Anticamente era chiamata anche la linea delle arti in quanto ci dà informazioni sulla sensibilità e le attitudini artistiche del soggetto, quando la linea è sottile e poco definita e parte dal mondo della luna. La totale assenza di questa linea in entrambe le mani è pregiudiziale per l’adattamento dell’individuo. Alcuni studiosi la ritengono il segno di individui asociali, psicotici (J. Spier); indica comunque la totale incapacità di adattamento della persona ed è spesso associata ad un pollice debole che è indice di scarsa volontà. Se la linea parte dal monte della luna acquista il significato che abbiamo appena accennato; frequentemente parte dal polso al centro della mano e in questo caso accentua l’adattabilità del soggetto all’ambiente. Henri Coignié ha effettuato una statistica in Europa su mille mani ed ha trovato che la linea del destino mancava 137 volte. Le persone attive ed industriose hanno una forte linea del destino con un tracciato piuttosto largo, mentre le persone atone e poco attive ne hanno una debole. Frequentemente la linea ha una o più interruzioni a dimostrazione del cambiamento del lavoro e del modello di vita. Se la linea curva verso l’indice (ma è un fenomeno piuttosto raro) indica un’ambizione smisurata che impronta tutta una vita.

In alcuni bambini compare e si sviluppa molto tardi e inizia dalla linea della vita; questo è segno di un’infanzia in un’atmosfera di sogno e di fantasia in un modo del tutto inconsapevole. In alcune persone la linea del destino parte dalla linea della vita o addirittura dalla linea del cuore, in questi casi l’adattamento all’ambiente arriva piuttosto tardi dopo i 30 o i 40 anni e riduce la possibilità di successo. La continuità del tracciato riflette una certa stabilità delle nostre azioni e dei nostri sforzi di adattamento, la discontinuità segna periodi di instabilità, nei quali si avvertono certe esitazioni che spesso riflettono un cambiamento radicale del modo di vivere.

Altre volte la linea è intersecata da un’altra linea che parte dal monte della luna che Spier chiama la linea dell’ambiente. Questa linea indica che l’individuo ha subito un’educazione rigida a cui si sentiva estraneo. Se è profonda e ben delineata la consapevolezza e la reazione dell’individuo è garantita, se appena delineata con piccole linee è segno di scarsa consapevolezza.

La linea della salute, del fegato, gastroenterica o di mercurio. Parte a valle del monte di venere e si dirige verso il mignolo.

Di rado è completamente sviluppata e questo è dovuto alle scarse condizioni di salute della maggior parte dei soggetti. Si può vedere una bella linea della salute sulla mano di un ragazzo che poi si frammenta nel corso degli anni, per la salute che viene meno.

Una buona linea del fegato con un tracciato chiaro di colore rosato indica una buona salute, un apparato gastrointestinale robusto e funzionante, buon umore, serenità, vitalità equilibrata, chiarezza di spirito, sano appetito sensuale, vigore in vecchiaia.

Una linea ben fatta può bilanciare una linea della vita piuttosto brutta. Se è unita alla linea della vita, anziché partire staccata, questo fatto indica una debolezza di cuore. Se è divisa in due tronconi separati il soggetto ha un apparato gastrointestinale debole, se le linee spezzate sono di colore scuro il soggetto è predisposto a malattie epatobiliari. Se la linea è composta da molti trattini è segno di malattie di reni e vescica. Se la linea parte dalla linea della vita e si ferma a metà palmo è indice che il soggetto è predisposto a malattie infettive. Se è biforcuta in modo da formare un triangolo con la linea della testa indica grande presunzione e sete di potere.

Se il percorso della linea è molto ondulato indica che il soggetto è collerico.

Le rascette sono linee secondarie che si chiamano anche braccialetti immediatamente alla base del palmo e all’inizio del braccio. Dovrebbero essere tre e se sono belle ed evidenti rivelano una costituzione solida, vigorosa e un carattere intraprendente. Rivelano inoltre le condizione di salute dell’apparato genitale, sia maschile che femminile, in particolare la prima rascetta, vicino al palmo, rappresenta le ovaie o la prostata. Se si nota una deformazione della linea ad arco verso il palmo oppure se si crea un’isola, tali segni rivelano problemi all’utero o alle ovaie o alla prostata.

Un gonfiore circolare alla base del palmo sulla prima rascetta ha i seguenti significati:
1.se il gonfiore è alla base del pollice indica una debolezza dei polmoni, delle funzioni respiratorie, del colon;
2. se il gonfiore è nella parte centrale indica disordini delle funzioni circolatorie e riproduttive;
3. se il gonfiore è alla base del monte della luna, dalla parte del mignolo, indica debolezza del cuore e delle funzioni circolatorie e dell’intestino tenue.

Nella riflessologia le dita sono collegate con il cervello. Se sono contratte e rigide riflettono anche una rigidità cerebrale. Più particolarmente è utile notare che:

Il pollice è attraversato dal meridiano del polmone ed è collegato con il fegato. Lo stretto legame tra i due organi fa si che alcuni disturbi di origine polmonare (bronchiti, pleuriti…) non guariscono se non è curato a dovere anche il fegato.
L’indice è attraversato dal meridiano dell’intestino crasso ed è collegato con il tubo digerente.
Il medio è collegato all’apparato circolatorio ed è percorso dal meridiano chiamato “signore o mastro del cuore”. Il medio viene anche associato all’attività sessuale che scorre attraverso il meridiano citato. Per migliorare la circolazione del sangue e rafforzare l’energia Ki degli organi sessuali è utile ruotare il medio per alcuni minuti, sia nel senso orario che antiorario (tirare leggermente il dito con un rapido movimento e poi lasciarlo andare).
Il meridiano del triplice riscaldatore percorre il dorso della mano fino all’anulare ed è associato al cuore e all’unità di corpo, mente e spirito.
Il mignolo è attraversato dai meridiani del cuore e dell’intestino tenue. Premendo sull’unghia con il pollice e indice dell’altra mano si ottiene un beneficio sul funzionamento del cuore e dell’intestino tenue. Chi soffre di una certa rigidità del mignolo ha problemi di cuore.
Se ci massaggiamo intensamente le mani, stirandole e facendo schioccare le nocche si crea una situazione favorevole alla circolazione dell’energia dei meridiani.

Naturalmente tutti questi massaggi non possono mai sostituire un regime corretto, con uno stile di vita sano ed un’alimentazione biocompatibile.



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venerdì 22 gennaio 2016

IL GIROVITA......



Il grasso viscerale - noto anche come grasso addominale - è la parte di tessuto adiposo concentrata all'interno della cavità addominale e distribuita tra gli organi interni ed il tronco. Il grasso viscerale si differenzia da quello sottocutaneo - concentrato nell'ipoderma (lo strato più profondo della cute) - e da quello intramuscolare, che è invece distribuito tra le fibre dei muscoli (anche quest'ultimo sembra correlato in misura significativa all'insulino-resistenza).
L'eccesso di grasso addominale è definito dai termini "obesità centrale", "obesità addominale" ed "obesità androide". Con quest'ultimo termine si vuole sottolineare la tipica associazione del grasso viscerale con il sesso maschile ed i suoi ormoni (detti appunto androgeni). La necessità di differenziare questa forma di obesità da quella ginoide - tipica del sesso femminile e caratterizzata da accumuli adiposi concentrati nella metà inferiore dell'addome, nelle regioni glutee ed in quelle femorali - deriva dalla diversa influenza dei due fenotipi sul rischio cardiovascolare. Non si tratta quindi di una semplice differenziazione topografica, bensì di una distinzione dal grande significato fisiopatologico. Tra i due tipi di obesità, quella addominale si è chiaramente dimostrata più pericolosa, tanto da essere considerata uno dei più importanti fattori di rischio di morbidità e mortalità per malattie cardiovascolari, nonché uno dei principali fattori di rischio per il diabete di tipo II. L'esagerato accumulo di grasso centrale è inoltre associato alle complicazioni metaboliche e cardiovascolari tipiche della sindrome metabolica (ipertensione, iperlipidemia, steatosi epatica, aterosclerosi ed il diabete di tipo II).
Le evidenze epidemiologiche sulla pericolosità del grasso viscerale sono state confermate in epoca più recente, grazie alla crescente mole di studi sulla funzione endocrina del tessuto, o meglio dell'organo adiposo. Si è visto, in particolare, che il grasso addominale ha caratteristiche diverse rispetto a quello sottocutaneo, sia sotto il profilo cellulare sia sotto l'aspetto degli effetti che tali cellule espletano sull'equilibrio endocrino-metabolico dell'organismo. E' infatti dimostrato che gli adipociti bianchi del grasso viscerale sono particolarmente attivi nel rilascio di adipochine, sostanze dotate di effetti locali (paracrini), centrali e periferici (endocrini). Attraverso il rilascio diretto o indiretto di queste sostanze, il grasso viscerale controlla l'appetito ed il bilancio energetico, l'immunità, l'angiogenesi, la sensibilità all'insulina ed il metabolismo lipidico.
Una delle adipochine più conosciute, l'adiponectina, migliora la sensibilità insulinica ed è dotata di attività antinfiammatoria; i suoi livelli, a differenza di quelli di molte altre adipochine, sono più bassi nell'obeso rispetto al normopeso. Per contro, l'eccesso di grasso viscerale aumenta il rilascio di sostanze quali l'interleuchina 6 (IL-6), la resistina ed il TNF-a (citochine con attività pro-infiammatoria), il PAI-1 (effetto pro-trombotico) e l'ASP (attività stimolante sulla sintesi di trigliceridi ed inibitoria sull'ossidazione degli acidi grassi).
L'eccessivo aumento volumetrico degli adipociti, causato dal cospicuo accumulo di trigliceridi, ne determina la morte e la conseguente lisi da parte dei macrofagi, che aggrediscono i vacuoli lipidici con ulteriore aumento dello stato infiammatorio dell'organismo (salgono anche i livelli di proteina C reattiva, attualmente considerata un importante fattore di rischio cardiovascolare).
Il numero di macrofagi presenti nel tessuto adiposo è proporzionale al grado di obesità, o meglio all'ipertrofia degli adipociti tipicamente associata all'obesità. Si ha così una sorta di reazione da corpo estraneo, con conseguente infiammazione cronica che, se perpetuata nel tempo, predispone a importanti malattie metaboliche.
La riduzione nella sintesi e nel rilascio di ossido nitrico, un gas dalla potente azione vasodilatatoria, contribuisce ad elevare ulteriormente il rischio aterosclerotico. Questo gas favorisce la lipolisi ed è uno stimolo di proliferazione delle cellule adipose brune, che al contrario di quelle bianche non accumulano i lipidi ma li bruciano, vuoi per mantenere la temperatura corporea negli ambienti freddi, vuoi per sbarazzarsi degli eccessi alimentari che altererebbero l'equilibrio metabolico. La sintesi di ossido nitrico, attivo anche nell'angiogenesi e nella mitocondriogenesi locale (che probabilmente impedirebbe la morte degli adipociti per ipossia da eccessivo accumulo lipidico), è inibita dal TNF-a, un'adipochina rilasciata in grandi quantità dal tessuto adiposo bianco viscerale ipertrofico e dai macrofagi che l'aggrediscono.
La particolare collocazione anatomica del grasso viscerale fa sì che le adipochine e le altre sostanze rilasciate confluiscano direttamente nel sistema venoso portale, che le trasporta al fegato. Il ruolo metabolico di primo piano ricoperto da questa ghiandola contribuisce a spiegare la grande influenza del grasso viscerale sulla salute dell'intero organismo.
Caratteristica tipica del grasso viscerale è la maggiore sensibilità agli stimoli lipolitici, dal momento che l'azione della lipoproteina-lipasi omentale è del 50% maggiore rispetto a quella del grasso sottocutaneo. Ciò significa che in caso di dimagrimento, il primo grasso ad essere "bruciato" è proprio quello viscerale.
L'eccesso di grasso addominale è in diretto rapporto con la circonferenza della vita. In particolare, il rischio cardiovascolare diventa clinicamente rilevante quando si raggiungono i valori soglia di 102 cm di circonferenza a livello ombelicale nell'uomo e 88 cm nella donna.
Per cercare di spiegare la correlazione tra eccesso di grasso omentale e diabete di tipo II, è stato dimostrato che l'elevato flusso di acidi grassi, provenienti dagli adipociti viscerali e diretti al fegato, aumenta la produzione di VLDL (che come sappiamo possono essere successivamente trasformate nelle pericolose LDL - colesterolo cattivo, che predispongono al processo ateromatoso). Promuove inoltre la gluconeogenesi e riduce la clearance epatica dell'insulina, con conseguente aumento dei livelli di quest'ormone in circolo. Oltre agli acidi grassi provenienti dai depositi adiposi viscerali, bisogna anche e comunque tener conto dell'azione delle adipochine stesse. L'interleuchina-6, ad esempio, a livello epatico stimola la gluconeogenesi e la secrezione di trigliceridi, con iperinsulinemia compensatoria.
L'elevata presenza in circolo di acidi grassi liberi fa sì che questi nutrienti si mettano "in concorrenza" con il glucosio per l'entrata nelle cellule, in particolare in quelle muscolari. Di conseguenza si verifica un aumento della glicemia, in risposta alla quale il pancreas aumenta il rilascio di insulina. Il doppio contributo epato-pancreatico all'iperinsulinemia fa sì che nonostante gli alti valori glicemici siano presenti in circolo grandi quantità di insulina; si parla, in questi casi, di insulino-resistenza, cioè di una condizione caratterizzata dalla ridotta risposta biologica dei tessuti all'azione insulinica. Non a caso, la rimozione chirurgica del tessuto adiposo viscerale in ratti moderatamente obesi è in grado di normalizzare l'insulino-resistenza.
L'insulino-resistenza e l'iperinsulinemia sono responsabili di tutte quelle alterazioni del metabolismo del glucosio che spaziano dall'alterata glicemia a digiuno, alla ridotta tolleranza al glucosio, fino al diabete conclamato. Queste alterazioni, unitamente a quelle altrettanto negative sul metabolismo lipidico, rendono ragione del maggior rischio cardiovascolare del soggetto con obesità viscerale rispetto al normopeso.



Il fatto di accumulare il grasso solo sui fianchi corrisponde (anche in donne magre) è dovuto a una infiammazione da cibo dovuta ai cibi salati e fermentati e corrisponde spesso ad un carattere rancoroso, tipico di chi, anche senza essere vendicativo, si ricorda però fino alla fine dei secoli dei torti, piccoli o grandi che siano, subiti nel tempo.
Per usare un detto molto noto, potremmo dire “il grasso parla di te: puoi dirgli di smettere”, perché è anche vero che avendo capito come e perché il grasso sceglie alcune zone per depositarsi.
Lo stato psichico può interferire nel fatto di avere la pancia piatta o all'opposto il cosiddetto “sederone” e così pure abbiamo compreso nel tempo che l'intolleranza alimentare ai lieviti determina facilmente la tipica forma a fiaschetto, con i fianchi allargati.
L'intolleranza ai latticini determina un aumento della pancia, e spesso una diffusione del grasso su tutto il corpo e così via.
L'accumulo di grasso è sempre figlio di una alimentazione che non è in grado di regolarizzare l'insulina e i suoi picchi.
Dal punto di vista metabolico, la tipica forma a mela, con pancia prominente e grasso disposto anche in alto, sotto le ascelle e sul tronco, può trarre giovamento dall'impiego di acido lipoico, che agisce specificamente sugli effetti dannosi indotti dalla iperglicemi, interagendo in modo positivo con regolatori di segnale come l'olio di Perilla e con sostanze termogeniche come il Tè verde.

La forma a pera invece, o a fiaschetto, può giovarsi della attivazione metabolica indotta dall'acido linoleico coniugato (CLA ) un particolare olio che attiva dei recettori cellulari che a loro volta favoriscono il consumo di grasso, riportandoci in modo fisiologico al tipo di alimentazione sana del paleolitico e facilitando la perdita del grasso di troppo.

La forma mista, con deposizione del grasso sia sul giro vita sia sul bacino, la cosiddetta forma a tronchetto, può trarre beneficio, oltre che dal movimento fisico e dal controllo dell'insulina, anche dalla attivazione della adiponectina. Si tratta di una sostanza che probabilmente nell'organismo seguiva il risveglio della primavera, aiutando chi usciva dal lungo inverno a consumare tutto il grasso in eccesso e a tornare un camminatore o un cacciatore veloce, per evitargli di diventare preda. L'adiponectina può essere stimolata naturalmente anche grazie ad un potente antiossidante come l'estratto di mais rosso (ricco di C3G).

Circa 47 milioni di adulti negli Stati Uniti (circa il 15% dell’intera popolazione) presentano la sindrome metabolica ed il numero continua a crescere; il crescente numero di persone affette da questa condizione è collegato all’aumento dei tassi di obesità tra gli adulti, in futuro la sindrome potrebbe superare il fumo come il principale fattore di rischio per le patologie cardiache.

I ricercatori stanno ancora cercando di individuare cosa causi l’ insulino-resistenza. Coinvolge una varietà di fattori genetici e ambientali, si pensa infatti che  alcune persone siano geneticamente predisposte  all’ insulino-resistenza, ereditando questa tendenza dai genitori . Comunque l’ essere sovrappeso ed  inattivi sono i principali fattori.

La prevalenza della sindrome metabolica aumenta con l’età, colpendo meno del 10% delle persone nella terza decade di vita e il 40% delle persone nella settima decade di vita. Alcune ricerche  mostrano che circa uno su otto studenti presenta tre o più componenti della sindrome metabolica, un’altra ricerca ha identificato un’associazione tra la sindrome metabolica dell’infanzia  e patologie cardiovascolari dell’adulto decenni più tardi.
Gli ispanici e gli asiatici sembrano essere maggiormente a rischio di sindrome metabolica rispetto alle altre razze.
Un indice di massa corporea (BMI), una misura della percentuale di grasso corporeo  basata sull’ altezza e sul peso, superiore a 25 aumenta  il rischio di sindrome metabolica.
È molto più probabile avere la sindrome metabolica in caso di familiarità per diabete di tipo 2 o diabete durante la gravidanza (diabete gestazionale).
Anche una diagnosi di ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari o da sindrome dell’ovaio policistico, un problema metabolico che colpisce la donna ed il sistema riproduttivo, aumenta  il rischio di sindrome metabolica.

Trattare uno dei fattori di rischio della sindrome metabolica è già difficile, ma occuparsi di ognuno di essi potrebbe sembrare impossibile; tuttavia un cambiamento drastico dello stile di vita e, in alcuni casi, i farmaci possono migliorare tutti i fattori della sindrome metabolica. Fare più attività fisica, perdere peso e smettere di fumare contribuiscono a ridurre la pressione sanguigna e a migliorare i livelli di colesterolo e zucchero nel sangue. Questi cambiamenti sono fondamentali per ridurre il rischio.
I medici raccomandano di svolgere dai 30 ai 60 minuti di esercizio fisico di intensità moderata, come camminare di buon passo, ogni giorno.
Perdere anche solo dal 5 per cento al 10 per cento del peso corporeo può ridurre i livelli di insulina e la pressione sanguigna.
La dieta mediterranea, come molti regimi alimentari per mangiare sano, limita i grassi non salutari a favore di frutta, verdura, pesce e cereali integrali.
Fumare sigarette aumenta la resistenza all’insulina e peggiora le conseguenze sulla salute della sindrome metabolica. Parlate con il vostro medico se avete bisogno di aiuto per eliminare quest’ abitudine.
Se non siete in grado di raggiungere i vostri obiettivi attraverso i cambiamenti dello stile di vita, il medico può anche prescrivere farmaci per abbassare la pressione sanguigna, per controllare il colesterolo o per favorire la perdita di peso. Si possono prescrivere farmaci insulino-sensibilizzanti per aiutare il corpo a usare l’ insulina in modo più efficace e la terapia con aspirina in alcuni casi può contribuire a ridurre il rischio di infarto e ictus.

Impegnarsi in una dieta sana, mangiare molta frutta e verdura, scegliere tagli magri di carne bianca o pesce invece che carni rosse, evitare alimenti conservati o fritti in abbondante olio, eliminare il sale da tavola e sperimentare altre erbe e spezie.
Muoversi, fare molta attività fisica regolare e moderata.
Programmare regolari visite di controllo, controllare la pressione sanguigna, il colesterolo ed i livelli della glicemia a intervalli regolari. Effettuare ulteriori modifiche dello stile di vita, se i numeri stanno andando nella direzione sbagliata.




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lunedì 23 novembre 2015

IL MAKE-UP



Ogni giorno utilizziamo sapone e detergenti per lavarci, creme per il viso e per il corpo per rendere la nostra pelle morbida, shampoo e balsamo per avere chiome setose, per non parlare poi dell’innumerevole quantità di prodotti cosmetici che noi donne abbiamo nel nostro beauty-case: rossetti, ombretti, matite per occhi e labbra, kajal, smalti e mascara di ogni colore.

Qualche anno fa aveva fatto scalpore una ricerca in cui si affermava che una donna si spalma ogni giorno 515 tipi di additivi chimici. Nonostante lo studio sia stato prontamente smentito da Unipro, basta soffermarsi almeno una volta a leggere le etichette dei più comuni cosmetici e detergenti, per incontrare termini e sigle talvolta difficili da pronunciare che molto spesso si rivelano dannose per la pelle e causa di fenomeni allergici, di sensibilizzazione o di irritazione.

I CONSERVANTI ovvero tutte quelle sostanze che devono essere addizionate ai cosmetici contenenti acqua per evitare che si sviluppino muffe o batteri. Tra i più comuni troviamo:

FORMALDEIDE: la troviamo in tantissimi prodotti di uso comune e purtroppo viene largamente usata anche nella conservazione dei cosmetici. Prodotti come fondotinta, shampoo e smalti contengono formaldeide che oltre ad essere una sostanza conservante è un potente battericida. Nonostante sia stata accertata la sua cancerogenicità, la formaldeide continua ad essere contenuta in una vasta gamma di prodotti, anche se a concentrazioni molto basse.
PARABENI: i sei principali parabeni che possiamo trovare nelle formulazioni in commercio sono methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben e benzylparaben e vengono usati come conservanti nelle creme idratanti, solari, nei dentifrici, negli shampoo, nei detergenti intimi, nei deodoranti, nei gel da barba, insomma in tantissimi cosmetici di uso quotidiano, persino nei cosiddetti prodotti “naturali” o “organici” . E’ stato ampiamente dimostrato che queste sostanze penetrano attraverso la pelle e restano intatte all’interno del tessuto, accumulandosi. Sebbene siano legalmente autorizzati nell’Unione Europea, anche i parabeni sono seriamente sospettati di essere cancerogeni.
QUATERNIUM 15: fa sempre parte dei conservanti. E’ presente in molti cosmetici per il make-up degli occhi, nei fondotinta, negli shampoo ma anche nelle lozioni idratanti e nelle creme solari. E’ nocivo perché rilascia formaldeide, è tossico e dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione.
KATHON CG: è un altro conservante, un antimicrobico ad ampio spettro d’azione, incolore e inodore contenuto nei dermocosmetici, nei prodotti per l’igiene personale e nei prodotti per la casa. Dal punto di vista tossicologico, il Kathon CG, è stato classificato come irritante primario nonostante abbia un grandissimo utilizzo. E’ possibile trovarlo sulle etichette con dei sinonimi come GROTAN, EUXIL o ISOTIAZOLINA.
Altre sostanze impiegate comunemente nei cosmetici che ognuno di noi ha in casa sono:
MEA-DEA-TEA: sono le sigle di monoethanolamine, diethanolamine, triethanolamine e sono presenti in molti composti cosmetici. Li possiamo trovare quasi sempre nei prodotti che fanno schiuma quindi shampoo, saponi e bagnoschiuma e danno luogo a nitrati e nitrosamine ovvero agenti cancerogeni.
PARAFENILENDIAMINA(PFD): questa sostanza, dal nome difficile da pronunciare, la incontriamo spesso quando andiamo dal parrucchiere, infatti è il colorante più importante usato per le colorazioni permanenti dei capelli. Molto spesso dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione tanto che questa sostanza è stata bandita da molti Paesi europei.
FTALATI: una tra le sostanze più incriminate, di cui avevamo già ampiamente parlato, trova ampio utilizzo anche in campo cosmetico. Secondo un rapporto di Greenpeace, un grandissimo numero di profumi per uomo e donna delle migliori marche contiene due sostanze che possono avere effetti indesiderati sulla salute: gli ftalati appunto e i muschi sintetici.
TENSIOATTIVI: sono sostanze dotate di proprietà schiumogene, detergenti e solubilizzanti. Sono ovviamente presenti in tutti i prodotti che detergono corpo e capelli e i più conosciuti sono senza dubbio il sodium laureth sulfate (SLES) e il sodium lauryl sulfate (SLS). Non sono sostanze cancerogene, come si pensava fino a qualche anno fa, ma essendo molto aggressive è meglio preferire prodotti contenenti tensioattivi più delicati e soprattutto limitarne l’uso.
TOLUENE: leggi toluene e pensi subito ai prodotti per le unghie e in effetti il toluene è il solvente che serve a stendere facilmente lo smalto. Purtroppo è stato collegato a disturbi del sistema nervoso e può inoltre causare danni ai reni. Per correre ai ripari alcune case cosmetiche hanno tolto dai componenti dei loro smalti la sostanza incriminata. Forse il nostro smalto si sgretolerà più velocemente, ma avremo la certezza di non avvelenarci.
PROFUMO: tutti i cosmetici in genere hanno un odore gradevole. Siamo portati a pensare che la fragranza all’interno dei prodotti per l’igiene personale sia del tutto innocua, ma non è così. Il 95% delle sostanze chimiche impiegate nei profumi e nelle fragranze dei cosmetici sono composti sintetici derivati dal petrolio e dal momento che i profumi hanno un basso peso molecolare, riescono a penetrare più facilmente nella pelle e possono causare allergie o difficoltà respiratorie.
IDROCHINONE: leggendo le etichette dei prodotti schiarenti per la pelle è facile imbattersi in questo composto, un fenolo che risulta essere nocivo, irritante e pericoloso per l’ambiente. Anche se ne è stato vietato l’uso come schiarente per la pelle, questa sostanza continua ad essere impiegata nelle tinture per capelli, anche se a concentrazioni basse.
COAL TAR: spesso in dermatologia per curare la psoriasi vengono utilizzati i catrami terapeutici. Tra questi, il più efficace è il Coal Tar ovvero il catrame minerale che, per la sua attività riducente e antiseborroica, trova impiego in molte creme antri prurito e nei trattamenti per il cuoio capelluto ma può dar luogo a fenomeni di fotosensibilizzazione.
ALLUMINIUM: lo troviamo all’interno di tantissimi prodotti, alimentari e non, e ovviamente non poteva mancare tra i componenti di molti cosmetici, in particolar modo deodoranti e antitraspiranti, che possono contenere fino al 20% di sali di alluminio sotto forma di cloridrati di alluminio e idrati di zirconio. L’uso prolungato di queste sostanze è collegato al rischio di insorgenza di cancro al seno poiché i sali di alluminio sono in grado di danneggiare in modo significativo il Dna delle cellule, stimolandone la degenerazione in cellule cancerose.

Ricorda che cosmetici sono prodotti per il trucco, per la cute, per l’igiene, prodotti solari, profumi, prodotti per le unghie, etc.; sono utilizzati per l’igiene e la cura della persona, per migliorarne l’aspetto, per proteggere e mantenere in buono stato la pelle, ma non hanno effetti curativi perché non sono farmaci.

Acquista i prodotti cosmetici presso canali sicuri, quali farmacie, profumerie, erboristerie, supermercati, parrucchieri, centri estetici, ecc. dove il prodotto è venduto nel rispetto di una corretta conservazione a tutela delle sue caratteristiche.

Leggi attentamente l’etichetta che deve riportare:
- elenco degli ingredienti;
- durata del prodotto cioè la data alla quale il prodotto mantiene intatta la sua efficacia e rimane sicuro. Se la durata è superiore ai 30 mesi, troverai, invece, il simbolo di un vasetto aperto su cui è apposta la durata in mesi del prodotto, cioè il numero di mesi entro i quali il prodotto, una volta aperto e ben conservato, può essere utilizzato in sicurezza;
- eventuali avvertenze.

Conserva le confezioni al primo utilizzo per poterle mostrare al medico o al farmacista nel caso sia necessario individuare la sostanza che ha provocato un effetto indesiderato: anche i cosmetici, come tutti i prodotti commerciali, potrebbero in rari casi, indurre reazioni non desiderate.

Smetti di utilizzare il prodotto alla comparsa di rossori, bruciori, prurito o altri sintomi.



A differenza degli altri prodotti make up con minerali, i fard minerali sono ottenuti da minerali puri e non contengono ingredienti pericolosi. Un altro vantaggio del trucco minerale è la resistenza prolungata: i fard non danno alla pelle un aspetto di maschera, in contrasto, offrono al viso un aspetto delicato, diafano e sano.

Un altro fattore importante che devi prendere in considerazione quando compri i cosmetici è il rapporto qualità/prezzo. Un prezzo alto non garantisce sempre la qualità alta del prodotto. Tuttavia, dovresti evitare di comprare prodotti solo perché sono convenienti, soprattutto se non ne hai mai sentito parlare. Dovresti investire nei cosmetici che mantengono la salute della pelle. Un prodotto che sembra troppo conveniente potrebbe provenire da filiere parallele. Esamina se l’imballaggio è quello originale. Un prodotto di lusso non avrà mai un imballaggio di bassa qualità. La stessa cosa è valida anche nel caso dell’etichetta. Se questa sembra deprezzata e vaga, ci sono molte possibilità che il prodotto sia contraffatto. Per essere sicura che usi prodotti originali, di qualità, fai attenzione dove li compri e anche al termine di validità inscritto sull’imballaggio.

I cosmetici contraffatti o scadenti sono un vero pericolo per la salute, perché possono provocare infezioni o lesioni cutanee.

– I trucchi per gli occhi hanno una validità di 2 anni;
– Il fondotinta può essere usato 12 mesi, mentre quello a base oleosa ha una validità fino a 18 mesi;
– Il mascara dura fino a 6 mesi;
– Il rossetto/lip gloss è valido un anno;
– La matita per le labbra – fino a 3 anni;
– I fard possono essere usati 12-18 mesi;
– Il correttore dura 6-12 mesi dalla prima applicazione;
– L’eyeliner può essere usata fino a 3 anni;
– Il profumo può essere utilizzato fino 3 anni;
– La crema per il viso dura fino a 6-8 mesi dall’apertura;
– Gli smalti per unghie – 1 anno.

I trucchi minerali sono derivati da elementi minerali come ossidi di ferro e di zinco, polveri di mica, biossido di titanio e altri ingredienti naturali, con un’ampia varietà di colori.

I cosmetici tradizionali invece possono irritare la pelle quando applicati: «Le componenti dei trucchi classici, dalle matite ai fondotinta ai mascara, tutti trucchi con basi grasse, possono diventare altamente irritanti per la pelle a causa del “bombardamento” di raggi Uv. La pelle si infiamma, compaiono follicoliti, cisti cornee, punti neri simili all’acne. Purtroppo questo avviene anche applicando le creme solari», ricorda lo specialista.




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martedì 1 luglio 2014

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