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martedì 17 maggio 2016

ABBRONZATURA PERFETTA



Il rituale dell’abbronzatura ed il risultato finale, non dipendono esclusivamente dalla nostra pelle, ci sono dei fattori che aiutano ed influenzano la tintarella.
Circa due mesi prima di prendere il sole, non è una cattiva idea assumere degli integratori al betacarotene per preparare la pelle all’esposizione solare. Vi accorgerete della differenza: vi abbronzerete più facilmente e sarete meno esposti agli eritemi solari.

Ci sono ancora persone convinte che le lozioni solari ostacolino l’abbronzatura perfetta, in realtà senza la lozione solare non solo non ci si abbronza meglio ma si rischiano ustioni e melanomi. Il solare, scelto in base al fototipo di pelle, è indispensabile per proteggere la pelle dai dannosi raggi UVA ed UVB che sono la causa dell’insorgenza di tumori della pelle e dell’invecchiamento precoce.

Sotto il sole bisogna sempre proteggersi, sia che si abbia una carnagione chiara sia che la carnagione sia scura o la pelle già abbronzata. La scelta del protettivo solare deve essere fatta in base al proprio fototipo, il momento della giornata in cui ci si espone, la zona (es. montagna, tropici, mediterraneo, ecc.) e l'eventuale presenza di superfici riflettenti (es. neve, sabbia, mare, ecc.). Il solare andrà scelto in base al fattore di protezione, un numero che dà un'indicazione su quanto tempo è possibile stare al sole applicando quel prodotto prima che la pelle si scotti: nella scelta il farmacista può essere di valido aiuto. Il protettivo andrà applicato almeno mezz'ora prima di esporsi al sole per consentire ai principi attivi di passare attraverso lo strato superficiale della pelle. L'applicazione andrà inoltre rinnovata nel corso della giornata: infatti la sudorazione, lo sfregamento con i teli da spiaggia, i bagni e le docce frequenti, o una disomogenea applicazione riducono la capacità protettiva del prodotto. L'applicazione costante di un protettivo solare garantisce inoltre una maggiore idratazione degli strati più superficiali dell'epidermide, contribuendo a preservare l'abbronzatura più a lungo.

Le linee di prodotti solari propongono diversi prodotti, crema, olio, latte, gel, spray, acqua solare. In generale, le creme e i gel sono indicati per il viso o per parti del corpo non estese (es. spalle e decolleté), mentre le altre formulazioni sono indicate per tutto il corpo. Gli oli solari, che normalmente hanno fattore di protezione basso, conferiscono lucentezza alla pelle, il che facilita la penetrazione delle radiazioni, ma non sono consigliabili nel caso di carnagioni chiare. Infine, meglio optare per prodotti resistenti all'acqua, in grado di mantenere la loro efficacia anche dopo 40 minuti di immersione nell'acqua. Questi prodotti hanno una migliore persistenza sulla pelle e sono indicati soprattutto se si suda molto o si fanno bagni frequenti.

Gli autoabbronzanti risultano essere un buon alleato per gli appassionati della tintarella: consentono infatti di ottenere una buona pigmentazione cutanea, seppur destinata a scomparire nell'arco di 2 o 3 giorni, in poche ore e in assenza di sole. Ottimi dunque per i primi giorni, quando ancora la pelle non è abbronzata, in quanto consentono di esibire una bel colore dorato, ma anche una volta rientrati in città, per conservarlo più a lungo. Attenzione: gli autoabbronzanti non conferiscono alcuna protezione nei confronti delle radiazioni ultraviolette.
E infine il doposole: dopo l'esposizione la pelle deve essere idratata perché si mantenga elastica. Una crema idratante o un prodotto doposole (che contiene sostanze rinfrescanti e lenitive) assolvono questo compito, tenendo tuttavia presente che la pelle si rinnova continuamente, eliminando gli strati superficiali, per cui l'abbronzatura è destinata prima o poi a scomparire.




Non bisogna esporsi al sole per ore di fila, soprattutto non il primo giorno, ma gradualmente e soprattutto non è necessario girarsi ogni cinque minuti ma è meglio ogni venti per avere un’abbronzatura omogenea. Attenzione all’acqua, riflette maggiormente il sole e dunque ci si abbronza più velocemente ma ci si scotta anche più facilmente. Attenzione anche al cielo nuvoloso sembra difficile scottarsi ma in realtà i raggi arrivano ugualmente. Evitare di esporsi al sole fra le 11 e le 15 sono gli orari critici.

Idratare la pelle è fondamentale per evitare che questa si secchi, compaiano desquamazioni e addio abbronzatura perfetta. Per questo è importante bere molta acqua ed usare creme idratanti, sono ottimi l’olio di argan ed il burro di karitè.

Preparare la pelle all’abbronzatura è necessario anche praticare l’esfoliazione per togliere la pelle morta, quindi uno scrub naturale dopo la doccia è perfetto.

Il tè verde aiuta tantissimo la pelle ed ha effetti antiage, la tisana al mirtillo e anche la tisana alla calendula hanno un effetto benefico sulla pelle ed aiutano ad abbronzarsi di più.

Ovviamente i centrifugati di carote, barbabietole, mele, frutti di bosco, pesche, meloni ed albicocche sono il top per ottenere e mantenere un’abbronzatura da favola.

E’ molto importante anche l’olio d’oliva che contiene vitamine come la B e la E. Oltre queste vitamine sono importanti: la vitamina C, la A e naturalmente non bisogna dimenticare il selenio e lo zinco che si trovano nelle patate e nei frutti di mare.
I pomodori sono ricchi di Licopene mentre la frutta e la verdura rosse e gialle sono ricche di vitamina C e betacarotene, le verdure a foglia verde son ricche di vitamina C ed acido folico, la carne del salmone è ricca di Astaxantina che protegge la pelle, la frutta secca contiene vitamina E.

I vegetali e gli ortaggi è preferibile consumarli crudi mentre con la frutta, ed alcuni ortaggi, si possono ottenere degli ottimi centrifugati o frullati.




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sabato 13 febbraio 2016

IL DECOLLETE'



Il décolleté è forse la parte più affascinante delle donne ed incuriosisce moltissimo gli uomini.

É sbagliato pensare che se la natura ci ha aiutate in partenza possiamo fare a meno di curare il nostro seno. Infatti tutte noi andiamo incontro ai segni del tempo, in primis chi ha il seno grande o la pelle grassa.
Le prime nemiche da evitare sono le smagliature, tipiche di chi ha effettuato un intervento di chirurgia estetica o di chi si è sviluppata velocemente tra gli 11 ed i 15 anni. Per questo il massaggio con creme elasticizzati o anche semplicemente con olio di oliva biologico è importantissimo.

Anche l'idratazione e l'attenzione al peso sono importanti perché le smagliature possono formarsi con aumenti e dimagrimenti improvvisi. Dunque a questo punto dobbiamo dedicare la nostra attenzione alla tonificazione dei tessuti: dopo la doccia cerca per almeno 1 minuto di bagnare con acqua fredda il seno.

Se la tua pelle è grassa usa dell'argilla mischiata ad un uovo sbattuto. La maschera si usa senza coprire il capezzolo e si massaggia per bene. Dopo venti minuti lavati con acqua calda e subito dopo con acqua fredda.

La maschera all'olio è per pelli secche: occorrono olio, un tuorlo e un cucchiaio di germe di frumento. Dopo aver mescolato applica e risciacqua dopo 20 minuti.

Per pelli normali possiamo fare una maschera all'arancia: occorre mezza tazza di succo di arancia, mezza buccia di arancia grattugiata, 2 cucchiai di farina di mais e due cucchiai di yogurt. La procedura è identica alle due precedenti.

Per l'applicazione di un tonico puoi usare il rum bianco mescolato al limone e versato sul seno escludendo i capezzoli.

Inoltre non è consigliabile prendere il sole scoprendo il seno, perché in questo modo favoriremo l'invecchiamento della pelle delicata del seno. Sono raccomandabili invece dei buoni sostegni al seno, come reggiseni avvolgenti e che contengono senza comprimere, e l'attività fisica perché aiuta a tenere a bada il peso, favorendo il metabolismo.

Un esercizio importante, specifico per il seno è unire parallelamente le due braccia con i pugni chiusi e combacianti e portarle lentamente su, finché i gomiti non arrivano al mento. Questo esercizio ti aiuterà a tenere il seno alto e sodo accentuando la tua bellezza.



Gli impacchi sono un ottimi sistema per rassodare e tonificare il seno, basta preparare un infuso con 30 g di serpolino, 20 g di rosmarino e 30 g di timo, tutta roba che potete reperire in qualunque erboristeria. Filtrate l’infuso, lasciatelo raffreddare e poi applicatelo sul seno lasciandolo in posa almeno 15 minuti.

La sera, per idratare e massaggiare il senso, con movimenti circolari che vanno dall’esterno all’interno, potete utilizzare il comunissimo olio di argan o quello di jojoba. In alternativa potete utilizzare una vera e propria maschera all’olio da preparare mescolando 3 cucchiai di olio d’oliva e 1 tuorlo d’uovo. Mescolate fino a quando il composto non avrà una consistenza cremosa, applicato sul seno e tenetelo in posa 30 minuti.

L’ultima ricetta è un tonico rivitalizzante che va preparato mescolando due cucchiaini di rum e 2 di succo di limone.

Basta un cubetto di ghiaccio, del succo di limone e piccoli gesti quotidiani per regalare al nostro seno un momento di coccola.

Acqua fredda. È in grado di stimolare la circolazione del sangue e favorisce l’ossigenazione delle cellule. Durante la doccia, passiamo per qualche secondo il getto di acqua fredda per innescare una ginnastica dei vasi e migliorare il microcircolo.
Freddo/caldo. Un altro metodo altrettanto valido è la spugnatura o la doccia con acqua molto fredda, alternata a spruzzi di acqua leggermente tiepida. Oltre all’effetto benefico dell’acqua, si unisce anche quello sferzante della spugna o del getto.
Ghiaccio. Possiamo massaggiare il seno con leggeri movimenti rotatori per qualche minuto, con un cubetto di ghiaccio o del ghiaccio tritato in un panno di cotone. È una  soluzione last minute rassodante prima di infilare un abito dalla scollatura audace! L’effetto è maggiore se al ghiaccio si aggiunge succo di limone, che agisce come astringente.


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giovedì 4 febbraio 2016

LE SMAGLIATURE



Le smagliature, chiamate più propriamente “striae distensae”, sono alterazioni della superficie della pelle generalmente legate allo sviluppo puberale e alla gravidanza.
Il termine scientifico originale, striae distensae, fu coniato da Roderer, che le descrisse nel 1773; tuttavia, fu solo nel 1867 che Koestner le analizzò dal punto di vista istologico e, dopo aver osservato le caratteristiche atrofiche del tessuto colpito, attribuì a queste alterazioni delle cute il termine di  “striae atrofiche”. Nel 1932 Cushing, contribuì, grazie ai suoi studi, a spiegare il processo di formazione delle smagliature.

Le “striae distensae” sono conosciute sin dai tempi antichi e rappresentano uno dei più frequenti inestetismi che colpiscono il sesso femminile. Si presentano come striature longitudinali o solchi leggermente avvallati, paralleli tra di loro e localizzati più frequentemente alla parete laterale dell'addome e/o alla superficie laterale delle cosce, separate da tratti di cute sana. Sono costituite da cute atrofica di colore variabile a seconda della loro fase evolutiva. Inizialmente di colore rosa che vira al violetto (fase infiammatoria), le smagliature assumono in seguito tonalità madreperlacee (fase cicatriziale).
Le smagliature hanno una localizzazione bilaterale e possono comparire in ogni parte del corpo con un orientamento caratteristico che dipende dalla zona colpita. In particolare, seguono precisamente le linee di Langer, linee secondo cui sono disposte le fibre delle fasce muscolari superficiali, da seguire in caso di incisioni chirurgiche, al fine di evitare fenomeni di retrazione cicatriziale. La larghezza delle smagliature varia da pochi millimetri a 1-2 centimetri, mentre la loro lunghezza supera i 15-20 centimetri; le lesioni iatrogene (dovute a terapie cortisoniche topiche e sistemiche) si distinguono spesso per dimensioni maggiori.
L'età di insorgenza e la localizzazione delle smagliature variano in base al sesso. Nelle donne compaiono tra i 12 ed i 16 anni, con picco massimo (60-90%) durante la gravidanza, mentre i maschi presentano la massima incidenza tra i 14 e i 20 anni.
Uno dei fattori responsabili di tale fenomeno è “l'evoluzione ormonale” nella 3° e 4° decade (è nota un'azione negativa degli estrogeni sulla sintesi del collagene) che determina un aumento considerevole dell'incidenza della patologia nel sesso femminile. Sostanziali differenze si evidenziano tra i due sessi anche a livello della localizzazione. Nell'uomo, le strie, si osservano a livello della regione lombo-sacrale, dell'addome, del torace e dei glutei. Nella donna le ritroviamo tipicamente su glutei, sull'esterno ed interno coscia ma soprattutto a livello dell'addome e della mammella.
Diverso il discorso per le smagliature di origine iatrogena, che appaiono solo sul sito di applicazione del trattamento, nel caso di farmaci corticosteroidei, o in corrispondenza di zone cutanee sottoposte a tensione e stress meccanici, come nel caso di suture o interventi estetici specifici (es: mastoplastica additiva).
Nella quasi totalità dei casi, le striae distensae si pongono come problema solo sul piano estetico, ma possono comportare, specie nell'adolescente, un disagio psicologico anche di notevole entità.



La predisposizione famigliare alle smagliature è accertata e la loro presenza è caratteristica in alcune malattie geneticamente determinate, in cui il difetto ereditario interessa il connettivo, come la sindrome di Marfan.

Gli steroidi rappresentano il fattore patogenico determinante nella patogenesi delle striae distensae iatrogene. Tra i numerosi effetti degli steroidi il più importante è l'atrofia, sia dell'epidermide che del derma, con riduzione dell'attività proliferativa dei fibroblasti e conseguente modificazione strutturale delle fibre di collagene e della sostanza fondamentale.
Le caratteristiche principali delle striae risultanti da una terapia cortisonica sistemica, da anabolizzanti o da utilizzo di molecole steroidee per applicazione topica, sono la velocità di insorgenza, la comparsa in sedi insolite e l'aspetto clinico generalmente più marcato. Nel caso del trattamento topico, l'entità della manifestazione è dipendente dalla potenza dello steroide applicato, dal numero delle applicazioni, dalla modalità di utilizzo e dalla sede di applicazione (che è in relazione all'indice di penetrazione transepidermica).

Le smagliature compaiono quando vi è una brusca variazione del pannicolo adiposo o della circonferenza di alcune parti del corpo: a seguito, ad esempio, di una gravidanza, dell'allattamento, di indumenti stretti, di eccessiva attività fisica, di brusche variazioni di peso, dovute a diete drastiche, denutrizione, a malattie debilitanti, o all'anoressia nervosa: in queste condizioni, verosimilmente, l'atrofia del derma è causata principalmente da un'aumentata secrezione steroidea.
L'insorgenza delle striae è strettamente correlata con l'obesità.
Il fattore meccanico agisce però in sinergia con meccanismi ormonali e costituzionali, come è dimostrato dal fatto che le smagliature che si formano nel maggior numero delle gravidanze, sono in relazione non tanto all'aumento della circonferenza dell'addome, quanto all'aumento di peso, alla pre-esistenza di striae puberali e alla predisposizione genetica.

Il derma è un tessuto connettivo composto da una fitta trama di fibre e da una grande quantità di cellule immerse nella sostanza fondamentale.
Le fibre sono principalmente due:
fibre collagene (glicoproteina fibrosa): si organizzano in fasci disposti tra loro secondo un fitto intreccio e molto resistenti alla trazione
fibre elastiche costituite da microfibrille di elastina (anch'essa è una glicoproteina fibrosa) e di fibrillina: sono meno numerose e più sottili delle fibre di collagene, non si organizzano in fasci, ma si ramificano e si riuniscono formando un reticolo. Sono dotate, a differenza del collagene, di notevoli proprietà elastiche, infatti sono in grado di sopportare tensioni e torsioni anche notevoli, deformandosi per poi ritornare allo stato di distensione originario.
La sostanza amorfa (o sostanza fondamentale) è costituita essenzialmente da macromolecole di origine glucidica definite glicosaminoglicani (GAG).
Ciò che sottende alla comparsa delle smagliature è principalmente una modificazione strutturale quali-quantitativa delle fibre di collagene ed elastina.
La cute con striae, rispetto a quella “sana”, presenta una matrice dermica non compatta. Infatti, nel derma non affetto da strie, si può notare la presenza di una ben organizzata matrice extracellulare contenente fibre collagene, fibre di elastina e microfibrille, mentre nel derma affetto da striae, la matrice appare meno compatta, presenta un maggior contenuto di sostanza fondamentale e una ridotta quantità di collagene ed elastina. Nella pelle con striae i componenti delle fibre elastiche sono ridotti e disorganizzati.
Le smagliature si manifestano sottoforma di lesioni lineari e fusiformi, d'aspetto appunto trofico, ricoperte da una cute sottile liscia o lievemente pieghettata, talvolta depressa. Non presentano follicoli piliferi né ghiandole sudoripare. L'esordio è in generale asintomatico, ma può essere accompagnato da una leggera sensazione di prurito o, più raramente, da bruciore e da dolore.
La formazione della stria distensae si determina in tre fasi:
Fase infiammatoria: dura da alcuni mesi a 24 mesi, periodo  in cui le smagliature si estendono in genere lentamente e assumono un colorito che va dal rosa al rosso intenso.. All'esordio può manifestarsi un leggero prurito o bruciore nella sede di localizzazione.  In questa fase iniziale la loro superficie è normalmente liscia e sono caratterizzate da colore rosso causato dall'aumentato flusso di sangue richiamato dai mediatori dell'infiammazione; da qui il nome “striae rubrae”. I fibroblasti, componenti fondamentali del derma, riducono la loro attività proliferativa e ha luogo una modificazione chimico-fisica della sostanza fondamentale con conseguente alterazione delle fibre elastiche e collagene.  All'esame istologico l'epidermide e il derma si presenta assottigliati.
Fase cicatriziale iniziale: comincia un processo atrofico e la stria diviene più sottile, pieghettata e assume un colore rosa pallido.
Fase cicatriziale definitiva: le strie atrofiche assumono un aspetto bianco, madreperlaceo o avorio (striae alba). Le fibre di collagene presentano una trama irregolare e appaiono lasse, deformate, non riunite in fasci e spesso spezzate; le fibre elastiche sono frammentate o assenti al centro della lesione, mentre ai bordi appaiono arricciate e arrotolate. La sede di localizzazione delle striae è priva di  ghiandole sudoripare e sebacee, di follicoli piliferi e  di melanociti (infatti le strie, esposte alle radiazioni UV, non si pigmentano). I fibroblasti riparano l'area lesionata formando un tessuto cicatriziale poco vascolarizzato e costituito esclusivamente da fibre di collagene.
Le strie sono sicuramente più comuni nella razza bianca, questo non elude che anche le donne di razza scura ne siano affette, anzi, le loro smagliature possono a presentarsi, oltre che come striae albae, anche di colore scuro. Mentre nelle striae albae già stabilizzate vi è un danno melanocitico con riduzione sia del numero di melanociti che della melanogenesi, nelle persone di razza scura può anche accadere che la distensione tissutale, conseguente alla diminuzione del numero di melanociti, possa ridurre lo stimolo meccanico-biologico portando ad un inscurimento della stria.

Mentre le striae gravidarum si osservano con elevata frequenza nelle donne gravide di razza bianca, generalmente nel corso del terzo trimestre di gestazione, al contrario, le donne asiatiche o afro-americane più difficilmente ne sono affette. La zona maggiormente colpita è l'addome, seguita dal seno. Dopo il parto le lesioni tendono a diventare più chiare e meno visibili, ma non scompaiono completamente.
Le cause delle smagliature in gravidanza (striae gravidarum) non sono ancora certe. Verosimilmente, i fattori di rischio legati alla comparsa di questo inestetismo sono:
BMI (indice di massa corporea) e l'aumento di peso della donna
Età della madre (più è giovane più è alto il rischio. Alcuni studiosi associano la frequente comparsa di strie gravidarum di grado severo in donne in età giovane per la maggior fragilità, sotto i 20 anni, delle glicoproteine responsabili delle propretà meccaniche di resistenza allo stiramento di cute e tessuti)
predisposizione genetica (ad esempio il tipo di fibre elastiche)
abitudini alimentari
peso del bambino alla nascita
fattori ormonali (presenza di maggior quantità di ormoni corticosurrenali, estrogeni, relaxina nel circolo delle donne gravide).

Prevenire la comparsa delle smagliature significa soprattutto fornire alla pelle sempre la massima idratazione, in modo che questa si mantenga elastica e tonica. In questo senso numerose sono le creme e i trattamenti che si trovano in commercio.
Quando le smagliature sono comparse è difficile debellarle completamente a meno di prendere in considerazione la chirurgia estetica. Vi sono comunque metodi, sia invasivi che più soft, per risolvere o migliorare sensibilmente l’aspetto della pelle colpita da smagliature.

Possono essere prevenute idratando la pelle, applicando creme che migliorano l'elasticità cutanea, praticando esercizio fisico (tra gli sport consigliati ci sono lo step, il pilates e il running) e mantenendo una alimentazione sana.

L'unico trattamento approvato per questa patologia dall'FDA è quello effettuato con il laser Frazionato Non Ablativo. Per ottenere miglioramenti oggi si utilizzano tecniche estetiche basate su micro-asportazioni della cute da trattare, efficaci per la cura degli inestetismi, che in seguito tra l’altro non riportano alcun segno evidente. Queste sedute di micro chirurgia estetica vengono realizzate in anestesia locale infiltrativa, a distanza di 15/20 giorni l'una dall'altra: il numero di terapie dipende dall'avanzamento del difetto cutaneo e dalla sua estensione. Tuttavia queste cure non danno ancora effetti apprezzabili.



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