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martedì 12 gennaio 2016

LA ROSA



Secondo gli antichi persiani, l’usignolo era così innamorato della rosa bianca che la cinse in un abbraccio di passione a tal punto che le spine gli trafissero il cuore e il suo sangue tinse il fiore di rosso. Nell’iconografia cristiana, inizialmente la rosa era associata ai romani, i loro persecutori, quindi era disprezzata, ma in seguito divenne il simbolo della sopravvivenza all’oppressione. Nel Rinascimento viene associata all’amore e agli amanti, inoltre viene rinforzato il significato cristiano con la devozione al rosario.

Sembra che il primo rosario fosse costituito da questi fiori, poi in si seguito si utilizzarono grani fatti con il legno della pianta. Simbolo evergreen nel mondo dei tatuaggi, viene spesso personalizzata con altri simboli come: cuori, farfalle, tribali o scritte. Il suo significato cambia anche a seconda del colore. Il tatuaggio con la rosa rossa indica l’amore eterno e la passione. Ma anche simbolo di rinascita. La rosa bianca l’innocenza, la purezza, la reverenza, l’umiltà e la pace. Se appassisce, diventa simbolo di morte.

Il significato della raffigurazione della rosa gialla è l’amicizia ma anche la gelosia, l’altezzosità e la perdita dell’amore. La rosa rosa invece indica il matrimonio. Simboleggia ammirazione, gentilezza, dolcezza, serenità, bellezza e vanità. Il tattoo con la rosa pesca simboleggia la gratitudine e l’apprezzamento. La rosa canina simboleggia piacere nel guardarla e dolore nel cercare di farla propria. Significato diverso per la rosa nera che indica la morte o la fine di un periodo e l’inizio di un altro. Il tatuaggio raffigurante la rosa blu fa per noi se siamo persone misteriose ed alla ricerca dell’impossibile. Inoltre, alcune leggende narrano che doni gioventù ed esaudisca i desideri. Più in generale indica fede, fiducia, onestà e la devozione.

Il simbolismo della rosa è forse il più conosciuto, almeno fino a un certo livello, collegato a San Valentino: la rosa è simbolo di alcuni elementi molto potenti e non c'è da meravigliarsi. Le rose fanno parte della bellezza mozzafiato e che emanano l'aroma legato all'amore per eccellenza che si ricollega a antichi simboli inerenti a tutta la storia umana.



Nei testi alchemici e artistici, una rosa con sette petali è un simbolo di inclusione, di comprensione universale e ordine, presumibilmente, perché nella numerologia pitagorica il numero sette è simbolo della perfezione nello specifico dispiegarsi dell'universo così come la comprensione umana.

Nella mitologia, il significato della rosa è associato ad Afrodite (in greco) dea dell'amore che è stato spesso raffigurata adornata con rose intorno alla testa, i piedi e al collo. Nella tradizione, possiamo trovare il detto che all'interno della pozza di sangue di un amante ucciso crescano rose come accadde all'amante di Afrodite (Adone). L'interpretazione più comune è che la rosa simboleggia l'amore immortale o un amore che non tramonterà mai - anche attraverso il tempo o la morte.

Allo stesso modo nella tradizione cristiana, un cespuglio di rose si dice che crebbe nel luogo della morte di Cristo.

La qualità del rosso della rosa che si ricollega al sangue è spesso associata alla rosa rossa, combinata con le sue spine è quindi simboleggiante il sacrificio estremo come il cuore del Cristo che viene raffigurato sormontato da una fiamma indicante lo spirito e la luce da esso sprigionata ma attorniato da steli di rose spinate per raffigurare il dolore del Cristo in croce.

Oltre ad essere un simbolo di amore, la rosa è anche vettore simbolico di segreti o di tacita intesa. Il termine "sub rosa" significa sotto la rosa e deriva dalla pratica dei Romani di disporre rose sopra i tavoli durante ritrovi dove si impiccava qualcuno, detto che riportava il fatto che qualsiasi cosa si dicesse a questo tavolo o ritrovo doveva restare segreto e non essere divulgato a chiunque altro.

Nell'antichità sia i romani che i greci relazionavano la rosa all'amore e la bellezza. Senza dimenticare che nell'antico Egitto utilizzavano le rose per adorare la dea Iside concepita come la madre e la moglie perfetta. Così seguendo la stessa linea in seguito in epoca cristiana la rosa comincia a rappresentare la Vergine Maria, chiamata "Rosa Mystica". Non dimenticando di citare la Rosa di Santa Teresa di Lisieux e Santa Teresa delle Rose, tra le altre. Tuttavia l'interpretazione che è sopravvissuta è che la rosa simboleggia soprattutto l'immortale amore e bellezza allo stesso tempo possiedono un lato oscuro contenendo spine che simboleggiano la perdita e il dolore.

Ma il suo significato può anche variare se le aggiungiamo un elemento in più come la farfalla, uno striscione di una persona cara, un pugnale, un filo spinato, una croce o un teschio tra gli altri. Come nella maggior parte del tempo, questi motivi popolari sono diventati di moda grazie ai marinai che utilizzavano tatuarsi una rosa indicando il nome della persona amata e per tutta la durata sull'imbarcazione lo tenevano presente.

Tenendo presente, inoltre, che la forma femminile della rosa simboleggia la donna in qualche modo, in qualche modo si personifica a una fidanzata, moglie o anche madre. D'altra parte deve la sua popolarità anche al fatto che è uno dei disegni che può essere incorporati più facilmente in qualsiasi parte del corpo ad esso modificando la forma o dimensione.




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lunedì 28 dicembre 2015

TRUCCO INDIANO



Occhi da cerbiatta, occhi da pesce -non è un insulto ma un grande complimento, si intende occhi allungati dalla forma a pesce, come quelli della dea Minakshi (min=pesce, akshi=occhi). Occhi grandi, scuri, profondi e sottolineati da ciglia folte e ricurve: così sono gli occhi che piacciono agli indiani e che, effettivamente, si incontrano ogni giorno per strada. Ci sono, per fortuna, anche i trucchi. L’India ne usa uno da secoli: il kajal, una passata e lo sguardo ammaliante e caldo sarà vostro.
Esistono numerosi kajal o kohl in commercio in India, in polvere da inumidire, della consistenza di una crema in piccole scatole, a forma conica o in matita. Ma, sostengono le donne indiane, non c’è nulla di meglio del kajal fatto in casa. Una ricetta semplice, senza piombo o altre sostanze chimiche spesso presenti nei prodotti sul mercato. Le donne indiane apportano varianti per ottenere kajal più profumati e curativi. Si ritiene infatti che il kohl protegga gli occhi dal sole e dalle malattie, e che abbia il potere di allontanare le energie negative e il malocchio. I bambini indiani hanno spesso gli occhi cerchiati di nero e una macchia sul volto, qualche mamma sostiene che sia per bellezza, altre che sia per scaramanzia: sciupando la perfezione naturale si allontana l’invidia che attira il malocchio. Quasi tutte preferiscono affidarsi alla tradizione e preparare a casa il kajal per i figli, ecco come:

Ingredienti:
Olio di ricino (o sesamo) per il lumino; ghee o olio di mandorla; un piatto metallico (meglio se di ottone); lampada di argilla.
Opzionale: Pasta di sandalo o estratto di pianta dalle proprietà curative (in India spesso l’astolnia)

Il kajal si ottiene annerendo una superficie metallica su una lampada a olio (solitamente olio di ricino).
Per ottenere un kohl dalle proprietà rinfrescanti e curative immergete un quadrato (10 cm circa di lato) di mussolina naturale in pasta di sandalo e/o essenze di piante curative (quelle usate in India sono  difficilmente reperibili in Italia). Lasciate asciugare per un giorno intero in ombra, quindi arrotolate la stoffa a formare lo stoppino per la lampada.
Accendete la lampada a olio sotto un piatto di ottone, posto su un piedistallo per consentire la circolazione dell’aria. Lasciate bruciare completamente lo stoppino. Il fumo nero si deposita sulla superficie metallica. Togliete dal fuoco e, quando si è raffreddato, grattate via il nero con un cucchiaino depositandolo in un contenitore metallico. Aggiungete alcune gocce di ghee o olio di mandorla e mischiate fino a ottenere una pasta morbida e densa: il kajal è pronto all’uso.
Le indiane lo applicano con la punta del dito, tracciando una linea spessa che tende ad allargarsi con il passare del tempo.
Conservate lontano da fonti di calore per un periodo non troppo lungo.


La storia del Make Up parte già dall’antichità.

L’India, già dall’antichità, è stata sempre caratterizzata per i suoi colori accentuati e per le sue stravaganti decorazioni corporee: khol, kajal ed henné hanno caratterizzato la storia del make up femminile.

Oggi come allora, le donne dedicano molto tempo alla cura del corpo. In India, il corpo è una parte fondamentale dell’uomo, per questo viene curato e coccolato con oli profumati, bagni caldi e massaggi terapeutici, sia dagli uomini che dalle donne. Inoltre, il trucco è qualcosa che fa parte delle abitudini sia maschili che femminili. Non è affatto raro incontrare uomini indiani con il viso decorato e truccato, in maniera simile a quello delle donne.

Il make up indiano rimane comunque una prerogativa di alcune donne, non tutte. Moltissime indiane non si truccano, ma si decorano il viso utilizzando il tilak, cioè il rituale simbolo tondeggiante posto in fronte, creato anticamente con una polvere rossa, che oggi viene semplicemente attaccato come adesivo.

Il giorno delle nozze, il tilak viene disegnato dal marito stesso, che utilizza il rosso per segnare la sua sposa, in mezzo ai capelli.

I cosmetici indiani sono molto diversi dai nostri cosmetici occidentali. In comune abbiamo l’uso e la tipologia di rossetto, molto utilizzato durante le feste e tendenzialmente dia colori che vanno dal rosso al rosa.

Dato il colore particolarmente scuro di pelle, le donne indiane raramente usano fondotinta o cipria. Gli occhi vengono invece curati e decorati, grazie al khol. La decorazione, che consiste nella sottolineatura del contorno occhi, con piccoli disegni che possono terminare la riga finale, viene fatta anche sui bambini.

Molta cura viene dedicata anche ai capelli: solitamente lunghi, questi vengono legati con eleganti trecce ed ornati di perline colorate. I capelli sono una parte fondamentale del corpo, per gli indiani, tanto che, in caso di disgrazie, essi vengono completamente rasati, come simbolo di lutto.



Queste sono le caratteristiche di base del trucco indiano, rimasto invariato per secoli.

Difficilmente il make up dell’India può essere influenzato dalle tendenze occidentali. Forse, le uniche eccezioni che si possono trovare sono all’interno delle grandi città o nei quartieri più industrializzati.

Secondo la cultura indiana, niente e' concluso o completo o semplicemente bello se non provvisto dei giusti ornamenti. Per questo, la donna indiana appare sempre riccamente adornata da gioielli ed esibisce un make-up all’apparenza piuttosto pesante. Senza contare poi che ogni oggetto e cosmetico ha spesso anche un valore magico o scaramantico. L’insieme degli ornamenti di una donna prende il nome di Solah Shringar, ed e' composto in totale da 16 elementi , numero che indica anche l’eta' della maturazione di una ragazza e della sua perfezione secondo la tradizione Hindu.
Il classico puntino rosso, chiamato tika che di solito si porta sulla fronte, e' uno di questi. Storicamente nasce con lo scopo di comunicare la condizione di non vedovanza, e viene quindi praticato sia alle donne sposate che alle nubili. Si effettua al centro della fronte, dove secondo antiche credenze sarebbe situato il terzo occhio. Il Sindoor, al contrario, e' un pigmento in polvere, rosso, che si applica al centro dei capelli e ha valore di appartenenza a un uomo e quindi e' utilizzato solo dalle donne sposate. Il Kajal (solfuro di antimonio), che qui da noi sta a indicare sia il cosmetico vero e proprio che il bastoncino o la matita che serve per applicarlo, ha la funzione di allontanare gli influssi negativi. Il ruolo propiziatorio di cui si ritiene sia investito fa si che esso venga applicato sia a donne che a uomini oltre che ai bambini molto piccoli.
Passando ai gioielli, il Mang Tikka e' un pendente con catenella che si aggancia alla sommita' del capo e cade al centro della fronte. Ad usarlo di solito sono le ragazze fidanzate, poiche' esso poggia sul Chakra che rappresenta l'unione. Il tipico anello al naso si chiama Nath. Fondamentale tra i gioielli da sposa il suo valore poggia sulla credenza che vuole il naso strettamente collegato agli organi genitali femminili. Non per niente la rimozione dell’anellino indica la prima notte di nozze. L’Haar e' invece il girocollo, cui puo' essere appeso un amuleto, un mantra o un incantesimo al suo interno.
Con altri ornamenti indica le donne sposate. Gli orecchini si chiamano Karn phool, e solitamente ricoprono l'intera superficie disponibile. Esibire grandi orecchini e' molto importante per una donna, primo perche' l’allungamento dei lobi, che ne deriva, rappresenta la sua saggezza e il livello di spirituualita' raggiunto, secondo perche' si crede che la perforazione dei lobi temperi il carattere. Non c'e' un numero di orecchini prescritto ma si predilige l'abbondanza. Anche i disegni applicati con l’Henne' hanno un significato particolare: essi sono considerati altamente propizi per una sposa e a volte includono, tra gli arabeschi, il nome del fidanzato; una volta soli lo sposo dovra' riuscire a trovarlo. I Braccialetti costituiscono uno degli ornamenti piu' antichi e amati della civilta' indiana. Anche questi sono simbolo di matrimonio anche se naturalmente essi sono indossati anche dalle ragazze nubili, ma senza la valenza che rappresenta per la donna sposata. Si portano da 8 a 12 bracciali per polso. Alla morte del marito, le donne indiane li spezzano e non li indosseranno mai piu'. I Bazubandh sono i bracciali da schiava, a fascia, portati al braccio a pressione o legati. A seconda della comunita' di appartenenza e del suo stato civile le donne possono indossarne uno solo o ricoprire l'intero braccio dalla spalla al gomito. Una curiosita' e' che l'ascella femminile rappresenta una zona molto erotica nella donna e di conseguenza e' sempre coperta. L’Arsi e' l’anello da pollice con specchio. Si indossa da sposa e nelle occasioni speciali. Ha forma rotondeggiante, a volte a cuore, con al centro uno specchietto nascosto, che permette alla ragazza di controllare il proprio aspetto di nascosto. Con il termine Keshpasharachna si indica l'acconciatura dei capelli. I capelli sciolti indicano un atteggiamento irrispettuoso delle tradizioni e sono visti come una sfrontatezza. Unti con oli profumati e intrecciati, vengono adornati, specie al sud, con ghirlande di fiori profumati. L’acconciatura preferita e' quella che li vuole raccolti in tre parti, come per una treccia, rappresentando l'unione della trimurti Brhama Shiva e Vishnu, così come la confluenza dei tre fiumi sacri Gange, Yamuna e Saraswati. Elemento immancabile per ogni donna e' la Kamarband: la cintura. Essa si appoggia sui fianchi per tenere le pieghe della sari e sottolineare la curva dei fianchi. Spesso la cintura ha un piccolo aggancio per le chiavi e viene offerta alla sposa dalla suocera che le attribuisce così il ruolo di nuova padrona di casa. Le Payal e i Bichua sono le cavigliere e gli anelli per i piedi. Spesso le cavigliere hanno grossi sonagli, per allontanare i serpenti, ma anche per poter essere facilmente rintracciabili. Concludiamo con l’Itra: profumo. Ogni donna in India profuma il suo corpo con decine di tipi di essenze. Ne esistono, infatti, di adatte a diverse ore del giorno, a diversi tipi di abbigliamento, a seconda del tipo di fisico e di carattere oltre che per ogni stagione.



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sabato 14 novembre 2015

TATUAGGI COVER



Nel caso in cui ci trovassimo a fare i conti con un tatuaggio che non ci piace più, che non rispetta più la nostra personalità e il nostro carattere, o che magari semplicemente non ci attira più esteticamente, le strade sono fondamentalmente 2: o procedere ad una costosissima rimozione, o contattare uno specialista che potrebbe coprire il vostro vecchio tatuaggio con uno nuovo.

Si procede in genere per gradi: nel caso in cui si tratti di un tatuaggio non scuro, sarà possibile coprirlo integralmente con un disegno che utilizzi colori più pieni.

Nel caso in cui invece sia scuro, può essere sbiancato gradualmente con dell’inchiostro chiaro, e poi successivamente coperto di nuovo con un tatuaggio dal colore più scuro.

Parlando di cover up, in un certo senso si parla di un’arte a sé, infatti molti tatuatori sono specializzati proprio nell’esecuzione delle cover up, questo perché, come per la realizzazione di tatuaggi ex novo, per ricoprire un tatuaggio esistente sono necessarie conoscenze ed abilità specifiche, in particolare una grande creatività, obbligatoria per poter trasformare il soggetto di un tattoo in un disegno completamente diverso, che risulti bello e ben eseguito come fosse nuovo, e al contempo riuscire a cancellare completamente tutti i tratti del vecchio.



Se avete intenzione di farvi eseguire una cover up sul vostro vecchio tattoo sappiate che il nuovo soggetto dovrà, per forza di cose, essere di dimensioni maggiori e sufficientemente sfumato e colorato per poter coprire quello esistente. Il risultato finale dipenderà quasi esclusivamente dalle capacità artistiche e tecniche del tatuatore al quale vi rivolgerete; per questo fate molta attenzione, studiate insieme all’artista le varie possibilità in merito al nuovo disegno e prendetevi tutto il tempo necessario per valutare bene tatuatore e nuovo tattoo.

Il nuovo disegno andrà studiato nei minimi dettagli e creato appositamente in base alla forma e al colore del vecchio, in modo che le parti più marcate, scure e piene, del nuovo tattoo riescano a nascondere completamente i tratti di quello esistente. Non si tratta di un’operazione semplice, ma se vi affiderete a mani esperte riuscirete ad ottenere un ottimo risultato di copertura e un bellissimo nuovo tatuaggio.

Il costo della cover up di un tatuaggio non dovrebbe essere differente da quello di un nuovo tattoo, ma può capitare che con il tempo l’inchiostro del vecchio tatuaggio possa, in alcuni punti, riaffiorare e quindi si renda necessario un ripasso.





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domenica 27 settembre 2015

L'Inchiostro dei TATOO



Le normative di quasi tutti i paese si stanno uniformando, ma attenzione ai colori e agli inchiostri contenti elementi quali piombo, litio e rame.

Il piombo è il più pericoloso di tutti e può provocare anche danni neurologici, oltre a compromettere il sistema renale.

Gli stessi disturbi, sia pure in maniera più lieve, li provoca anche il litio.

Mentre gli effetti collaterali del rame sono irritazione e problemi alle vie respiratorie.

La normativa vigente impone di elencare gli ingredienti sull’etichetta. Il punto è che spesso non vengono, per motivi di brevetto, riportate le quantità.

E, come dicevano gli antichi: “E’ la dose che fa il veleno”. Va detto che, generalmente, si usano inchiostri e miscele che siano quanto più anallergiche possibili.

Molti tatuaggi di tipo permanente contengono delle concentrazioni, a volte anche massicce, di nichel e cromo, due sostanze che sono in grado di scatenare reazioni allergiche anche molto violente.
I due metalli servono a dare il rosso e il verde.

Per il blu si usa il Cobalto, un altro elemento pesante e che proprio atossico non è. Per ottenere altri colori si usano elementi quali il cadmio e lo zinco.

Per quanto riguarda il colore nero, sfruttiamo l’occasione per dire che nei tatuaggi, per ottenere il nero, NON si usa la china. Questa della china è una leggenda che va sfatata.

Agli animi più sensibili va detto però che per il nero, in qualche caso, si usano ossa incenerite di animali.
In molte altre tinte è presente invece la glicerina. Attenzione al rosso, che spesso contiene anche mercurio.

Discorso diverso, ma non meno complesso, va fatto per gli inchiostri di tipo vegetale.

Il veicolo ha la funzione di distribuire in modo uniforme il pigmento in una matrice fluida, di prevenire l’insorgere di sostanze patogene, di prevenire l’agglomerazione dei pigmenti e di favorire l’applicazione sulla pelle. I veicoli maggiormente utilizzati sono: alcol etilico, acqua purificata, amamelide di origine vegetale, listerina, glicole propilenico e glicerina. A volte sono usati alcol denaturato, altri alcol quali il metanolo, antigelo e formaldeide sostanze tutte da sconsigliare in quanto tossiche.

I pigmenti che vengono messi in ciascun inchiostro servono per conferire il colore desiderato;  alcuni pigmenti hanno origine naturale e in questo caso sono ottenuti per trattamento di particolari minerali, ma nella generalità dei casi vengono ottenuti sinteticamente. I metodi di sintesi sono i più svariati e utilizzano processi a umido e/o a secco e includono fasi intermedie come dissoluzioni, reazioni più o meno complesse, precipitazioni, filtrazioni, lavaggi, essiccamenti, calcinazioni ecc.
In mancanza di trasparenza anche in relazione ai pigmenti usati da parte dei produttori, sono stati condotti studi con l’ausilio di varie tecnologie per conoscere quali fossero gli elementi maggiormente presenti che sono risultati essere alluminio, titanio, ossigeno e carbonio.



Le reazioni allergiche ai pigmenti contenuti nei colori sono rare, eccetto per alcuni tipi di rossi (cinabro, composto del mercurio) e verdi. La pelle di persone allergiche ad alcuni metalli può reagire ai pigmenti gonfiandosi, con prurito e con la fuoriuscita di pus. Tali reazioni appaiono di rado, tuttavia è consigliabile eseguire un test apposito prima di sottoporsi al tatuaggio. La reazione allergica più grave, anche se rara, è lo shock anafilattico nei soggetti ipersensibili.

Vi sono anche rari casi di rigetto dell'inchiostro, con conseguente danneggiamento estetico permanente della zona interessata, sarebbe quindi buona norma sottoporsi a test specifici prima di tatuarsi, almeno per la prima volta.

Si è registrata una anomala associazione con le reazioni allergiche che possono nascondere melanomi". L'allerta arriva dall'Fda (Food and Drug Admninistration): "Ferirsi in prossimità della parte del corpo tatuata può provocare la dispersione degli inchiostri nel corpo". La raccomandazione: "Rispettare sempre le norme igieniche". Ma non sempre può bastare...

Rispettare tutte le norme igieniche in locali sempre attrezzati nel modo giusto e perfettamente puliti può non essere sufficiente in alcuni casi. Almeno secondo la Fda americana che con il suo allarme, arrivato negli scorsi giorni, sta creando qualche preoccupazione tra i tanti appassionati di tattoo. Secondo recenti studi, effettuati analizzando gli inchiostri impiegati dai tatuatori, sembrerebbe plausibile ipotizzare l’esistenza (finora sottovalutata) di gravi rischi per la salute.

La presenza di sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene in alcuni inchiostri, usati molto spesso anche negli studi professionali. Un esempio è il Benzoapirene, contenuta, sostiene la Fda, in alcuni inchiostri di colore nero utilizzati per i tatuaggi. Il Benzoapirene favorirebbe l'insorgere di tumori alla pelle. E non è tutto: la Fda ritiene possibile la dispersione degli inchiostri all’interno del corpo umano in caso di lesioni in prossimità dei tatuaggi oppure alla modificazione subita dagli inchiostri in caso di esposizione al sole.





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martedì 23 giugno 2015

Tutti i Colori ed il loro Significato


LEGGI TUTTO
SUI COLORI ED
IL LORO SIGNIFICATO

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Colori e segni dello zodiaco

 Ogni colore assume un suo specifico significato collegato alla personalità delle persone
 I colori aiutano a definire e a dare forma alle nostre vite, alle nostre abitudini,
 ai nostri valori ed ai nostri sentimenti. 

I colori con i quali più ci identifichiamo ci aiutano 
a comprendere le nostre sensazioni ed emozioni interne.

Quello dei colori è un linguaggio silenzioso e conoscere il significato del colore associato al nostro segno zodiacale può facilitare la comprensione di molte delle cose che ci accadono e le nostre reazioni davanti ad esse.

Se non sai qual’ è il colore associato al tuo segno, utilizza queste informazioni per verificarlo.

Il significato del colore rosso


Il rosso simbolizza il potere,,,

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mercoledì 20 giugno 2012

I colori sono democrazia, i colori sono libertà.


Il colore delle mani

Un bambino a scuola, ha le mani scure
Lui gioca con un altro, con le mani chiare.
Si abbracciano, si baciano e si rincorrono
Non litigano, non urlano, ridono e giocano
Li guardo affascinato dalla finestra
È bella la mente sgombra, è bella l’innocenza
È bella l’allegria, è bella la curiosità!
Che brutto sarebbe vivere in un mondo tutto uguale,
Tutto dello stesso colore, uniforme ed uniformato
È bello invece conoscere la diversità d’aspetto, così come
È importante il confronto lo scambio d’opinione
L’attenzione ed il rispetto
Che triste sarebbe questa nostra scuola senza le mani
Colorate di quel bambino, di altri come lui o ancora diversi Che triste, monotona ed insignificante sarebbe questa nostra
scuola
Senza questi colori, questi odori e questi sapori
Quante cose in meno noi impareremmo e faremmo imparare
ai nostri figli
Che società chiusa, ignorante, impaurita sarebbe la nostra Senza le diversità, senza il confronto, senza l’attenzione
I colori sono importanti
I colori sono democrazia, i colori sono libertà.

Roberto Orsatti




LEGGI ANCHE: http://cipiri16.blogspot.it/2010/12/mani-dipinte.html


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martedì 8 giugno 2010

Colori in bicicletta




Un'allegra scampagnata ha inaugurato il Body Art Bike Ride di Sidney, una corsa ciclictica sui generis in occasione della quale si è avviata una raccolta di fondi per la ricerca sul cancro. Una mise "unicolor" come quella di questi inusuali ciclisti è piuttosto veloce da realizzare: disegni molto complicato possono richiedere invece anche 13-14 ore di seduta.


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