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martedì 7 marzo 2017

FIORE DI LOTO



Il fiore di Loto è tra i soggetti preferiti dalle donne per decorare il proprio corpo.
Un simbolo perfetto e tra i più in voga per rappresentare qualcosa di magico sulla propria pelle.

Deve la sua fama sia al suo significato sia a ciò che va a trasmettere. Per gli orientali è il simbolo della bellezza e della purezza, è simbolo del cielo e della terra, quindi della creazione, rappresenta la vita. In chi decide di tatuarlo su se stesso trasmette spiritualità e purezza d’animo.

Nel buddismo ogni colore del loto rappresenta il Siddartha Buddha: il rosso impersona la compassione del Buddha, l’azzurro la sua intelligenza superiore. Difatti chi sceglie di tatuarsi un fiore di Loto azzurro, se lo tatua in genere chiuso perché i mortali non possono contemplarlo nella sua perfezione. Inoltre lo stesso trono del Buddha, colto in un momento di meditazione, viene spesso rappresentato con la tipica forma allargata del fiore del Loto.

Anche il popolo egizio dava grande importanza a questo fiore e a ciò che rappresentava. Per loro era il simbolo dell’eloquenza, della speranza e della rinascita. Il fiore di Loto in natura nasce immerso nel fango, per poi sollevarsi e sbocciare, nella sua bellezza: da qui il suo significato di rinascita.

Nel suo significato più comune simboleggia la bellezza e, a chi decide di tatuarlo perennemente sulla sua pelle, è augurale di una vita lunga, in buona salute e sorretti da una buona sorte. I tattoos che riproducono i fiori di Loto, conosciuti anche come i “fiori dell’Oblio”, tramandano una leggenda secondo cui chi accidentalmente inala il suo profumo, diviene completamente immemore, smarrito nel suo oblio. Per gli orientali erano le sirene che avevano tatuato sulla propria spalla un fiore di Loto. Per gli indiani era il tatuaggio tipico delle donne più belle che venivano chiamate “Padmin”, cioè Signore del Loto.

Oggi spesso molte persone chiedono come tatuaggio un fiore di Loto dopo la fine di una relazione, questo per indicare il superamento di questa fase e l’inizio di un’altra. Nella tipica tradizione giapponese si raccomanda di non tatuare mai un fiore di Loto accanto ad un altro fiore, in quanto non tutti i fiori hanno origine dall’acqua come invece accade per quest’ultimo. Mentre viene spesso raffigurato in compagnia di un Koi, cioè di una carpa giapponese inteso come segno di buon auspicio.



Gran parte del simbolismo sacro che sta dietro il tatuaggio del fiore di loto, viene dal suo rapporto con gli elementi acqua e fuoco, il loto, infatti, cresce nell'acqua, per questo diventa un naturale collegamento ai concetti dell'elemento come i sogni, le emozioni, le intuizione, la consapevolezza, la purificazione. Il fiore di loto si apre ogni mattina di fronte al sole nascente. Questo è il collegamento solare del tatuaggio del loto, con l'elemento fuoco che rappresenta anche lo spirito puro che sorge dalle acque "sporche" della mente emozionale non guidata dalla mente superiore (super IO) ma che alla fine si stacca dalla materialità producendo un fiore bellissimo (l'illuminazione che tutto ha purificato attraverso l'esperienza), collegandosi anche ai simbolismi appartenenti al fuoco come passione, vitalità, rivelazione, la chiarezza, la vita e la visione.

L'osservazione, la meditazione e la focalizzazione sul fiore di loto incoraggiano ad avere un occhio su altri mondi, quelli spirituali: il fiore di loto è un portale di magnifica consapevolezza e molti maestri (antichi e moderni allo stesso modo) riconoscono questo incantevole potenza ecco che un tatuaggio con il loto come soggetto potrebbe diventare un promemoria della regalità presente dentro tutti noi.

Nella cultura cinese il loto raffigura la perfezione, la pace, la fecondità, ma anche il passato, il presente e il futuro poiché la pianta porta fiori e semi allo stesso tempo.

In quella Indù tutto si riconduce al tema di nascita e rinnovamento attraverso il fiore di loto. Se si sta   vivendo un periodo di rinascita per entrare in una nuova fase della  propria vita il loto  aumenta la visione interiore e indica quale sia la giusta strada da percorrere.

I modi di realizzare un fiore di loto sono associati al significato che si vuole dare al proprio tatuaggio. Il fiore di loto può essere tatuato in qualsiasi parte del corpo, nonostante le donne preferiscono la parte bassa della schiena e il dietro della spalla. Per farlo apparire ancora più realistico si va ad unire con elementi di contorno come foglie, stagli e carpe Koi, un altro simbolo molto apprezzato in oriente.

Se si decide di tatuarsi un fiore di loto bisogna fare attenzione anche al colore che si sceglie, ogni cromatura infatti ha significati diversi:

Loto bianco: rappresenta il risveglio e uno stato mentale di purezza e perfezione spirituale. Inoltre indica anche la pace dei sensi e l’abbraccio della terra.

Loto rosa: è considerato il loto supremo e il vero loto simbolo di Buddha.

Loto blu: simboleggia la vittoria dello spirito sulla saggezza, l’intelligenza e la sapienza. Se si riuscirà ad osservare un dipinto buddista, si noterà subito che il loto blu è quasi sempre dipinto come semi-aperto, col centro non visibile.

Loto viola: viene rappresentato sia aperto che ancora in stato di bocciolo. Gli otto petali del loto viola, rappresentano il Nobile Sentiero Ottuplice (uno dei principali insegnamenti di Buddha).

Loto rosso: simbolo dell’amore e della compassione, questo colore è associato al cuore e ai suoi battiti.



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martedì 23 agosto 2016

IL CORPO COME UN LIBRO



Le frasi per i tatuaggi possono davvero essere tantissime e avere tanti significati diversi. Le frasi famose e gli aforismi però sono davvero perfetti per un tatuaggio che riveli anche qualcosa di voi.
Da sempre attraverso il tatuaggio l’uomo ha voluto parlare di sé, manifestare chi era e cosa pensava o semplicemente abbellire il proprio aspetto o esplicitare una propria dignità o condizione. In questo senso il tatuaggio, in ogni sua forma, è vecchio come il mondo. E ne ha subito anche le evoluzioni. Negli ultimi tempi il tatuaggio è tornato ed essere estremamente trendy e per questo sempre più diffuso fra giovani e meno giovani, “trainato” in questa sua ascesa dalla visibilità che gli danno personaggi noti e meno noti che lo hanno scelto per impreziosire – con esiti in verità alterni – il proprio look.

Pare proprio che “famosi” di ogni latitudine e  grado – dai low-vip come calciatori o frequentatori di salotti televisivi ai world-vip come i divi di Hollywood – siano stregati da questa nuovissima tendenza e che non possano fare a meno di incidere testi sulla propria pelle.

Come spesso accade nella moda, la vera tendenza è non seguire le tendenze e cercare di inventarsele da sole. Se volete comunicare qualcosa di forte imprimendolo sulla vostra pelle dovrete scegliere in base a tre elementi fondamentali: il significato – sempre estremamente importante in qualcosa di “sacro” come un tatuaggio – la lingua e il carattere. Quest’ultimo non va solo inteso come “font”, ovvero come stile di scrittura delle lettere, ma anche come idioma vero e proprio, dato che sta avendo grandissimo successo l’utilizzo di lingue esotiche, spesso orientali e a volte in disuso: non solo i tradizionali ideogrammi giapponesi o cinesi ma anche l’Hindi, il bengalese, il giavanese, il Tamil, il Sindhi o anche storiche parlate “estinte” come il Sami.



Un’altra idea originale può essere quella di utilizzare gli ambigrammi, ovvero una particolare modalità di rappresentazione di frasi – semplici in questo caso – che, grazie alla particolare natura del loro disegno possono venire lette in più modi diversi, rivelando la stessa parola o più parole a seconda di come li si guarda. Non sono di semplice realizzazione e richiedono uno studio notevole da parte di chi li realizza, ma assicurano un effetto molto ricercato ed elegante, nonché ovviamente l’effetto certo di suscitare la curiosità e la meraviglia di chi lo vede.

I tatuaggi con le scritte sono tra i più classici segni di amore, ricordo e dedica, per altri o anche per noi stessi.

Se tatuarsi il nome della ragazza conosciuta in discoteca e con cui avete condiviso qualche notte di passione è piuttosto azzardato, scriversi quello dei figli sta diventando un’usanza molto diffusa tra i neo genitori. Allo stesso modo tatuarsi frasi deprimenti e angoscianti, in preda alla disperazione del momento, è una delle cose che si fanno quando si viene lasciati da evitare assolutamente. Lo sconforto passerà prima o poi, il tatuaggio no.



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lunedì 23 maggio 2016

IL TAO



Il simbolo dello Yin e Yang è conosciuto in tutto il mondo. Rappresenta l’equilibrio tra forze opposte. Noi occidentali lo consideriamo come l’equilibrio tra bene e male, ma in Cina, patria dello Yin e Yang, la visione di questo simbolo è leggermente differente dalla nostra.

Lo Yin e Yang rappresentano la dualità, le forze opposte che si attraggono e si completano per dar origine alla realtà manifesta. Questo simbolo però non si limita a rappresentare la danza degli opposti. Basta osservarlo per capire subito il suo principale significato.

L'immagine è costituita da un cerchio diviso in due metà a forma di lacrima, uno bianco e l'altro nero ognuno con un "seme" appartenente alla sua controparte, ad indicare che dalla luce si origina il buio e viceversa.

In termini di cosmologia taoista, il cerchio rappresenta il Tao, l'Unità indifferenziata da cui tutta l'esistenza si compone. Le metà in bianco e nero all'interno del cerchio rappresentano Yin-Qi e Yang-qi, le energie maschili e femminili primordiali la cui interazione dà vita al mondo manifesto: per i Cinque Elementi e le diecimila cose.

Le curve e i cerchi di Yin- Yang implicano un movimento caleidoscopico, che rappresenta i modi in cui Yin e Yang derivano l'uno dall'altro, interdipendenti e in continua trasformazione, uno dentro l'altro, non possono esistere senza l'altro, perché ognuno contiene l'essenza dell'altro. La notte diventa giorno e il giorno diventa notte, la nascita diventa la morte e la morte diventa nascita (pensate al compostaggio).

Amici diventano nemici e nemici diventano amici. Tale è la natura, lo insegna il Taoismo, di tutto nel mondo è relativo infatti l'assioma e la legge enunciata da Einstein non fu sua invenzione perché già millenni prima sapienti lo avevano compreso.

Le metà in bianco e nero del simbolo Yin-Yang sono simili ai due lati di una moneta: sono diverse e distinte, ma uno non potrebbe esistere senza l'altro. Il cerchio in sé - che contiene queste due metà - è come il metallo (argento, oro o rame) della medaglia. E' quello che le due parti hanno in comune ciò che li rende "la stessa cosa nella differenziazione".



Lo yin, rappresentato dalla linea spezzata, rappresenta il principio femminile e lo yang, la linea intera è quello maschile; insieme simboleggiano tutti i contrari complementari dell’universo dualistico, dei poteri, delle qualità, della vita umana, animale e vegetale. Lo yin deve sempre precedere lo yang poiché simboleggia  l’oscurità primordiale prima della luce yang della creazione. Alla base del pensiero taoista c’è il principio degli opposti, dove ogni cosa ha un suo opposto, ma non necessariamente creando una situazione di conflitto, ma proprio perché senza un opposto nulla avrebbe significato; come la luce e il buio, la vita e la morte, ecc. Tutto fa parte dello stesso sistema. Se sparisse una delle due parti, non esisterebbe neanche l’altra. Lo yin e lo yang fanno parte del Tao.
Lo yin è anche l’acqua primeva, la natura passiva, femminile, istintiva e intuitiva, l’anima, la profondità, la contrazione, il negativo, il morbido e flessibile; è simboleggiato da tutto quanto è oscuro e appartiene al principio umido, come il colore nero, la terra, gli alberi, gli animali notturni e le creature che vivono nell’acqua o nei luoghi umidi e della maggior parte dei fiori.
Lo yang è il principio attivo, lo spirito, il razionalismo, l’altezza, l’espansione, il positivo, il duro e rigido, ed è raffigurato da tutto quanto è chiaro, il bianco, asciutto e alto, come le montagne, il cielo, tutti gli animali solari e gli uccelli. Gli animali favolosi, il drago, la fenice e il K’i-lin, sono tutti in grado di personificare entrambe le qualità di yin e yang e denotano la perfetta interazione dei due poteri o “essenze” nell’unità; ciò vale anche per il Loto fra i fiori.

Il simbolo yin-yang, Ta ki, rappresenta il perfetto equilibrio delle due grandi forze dell’universo, ciascuna racchiude in embrione l’altro potere, il che implica che non esiste alcuna natura esclusivamente maschile o femminile, ma che ciascuna contiene il germe dell’altra e vi è un continuo alternarsi. I due poteri sono contenuti entro il cerchio della rivoluzione e del dinamismo ciclico, della totalità. Insieme costituiscono l’Uovo Cosmico, l’Androgino primordiale, il compimento dell’equilibrio e dell’armonia, la pura essenza che non si identifica né con l’uno né con l’altro. Le due forze sono tenute insieme dalla tensione, non dall’antagonismo; reciprocamente interdipendenti, sono una cosa sola nell’essenza, ma separate nella manifestazione.

Rappresenta l’equilibrio primordiale. La lotta interiore che porta sempre alla stabilità; è il simbolo per eccellenza della natura. Rappresenta la ciclicità della vita e l’alternarsi delle stagioni.
Può trasformarsi in un simbolo di unione, è infatti un tatuaggio perfetto da condividere con la persona che si ama; è anche simbolo di purificazione e guarigione interiore. Sarà capace di indirizzarti sempre sulla giusta via.



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martedì 22 settembre 2015

MEHNDI



L'origine del tatuaggio all'henné risale alle origini dell'umanità, infatti le popolazioni dell'area sahariana lo utilizzavano come pianta medicinale e per tatuaggi in occasione di feste e eventi sacri, fu utilizzato in Mesopotamia, poi dagli Ebrei e dagli Egiziani. Si è scoperto che i capelli della mummia di Ramesse II erano stati tinti con l'henné. Alcuni testi assiri del VII secolo a.C. descrivono i preparativi di matrimonio di una giovane donna dalle palme delle mani e unghie colorate con l'henné. In Cina le donne dipingevano fiori sulle unghie. In Vietnam le donne si smaltavano i denti di nero, e l'henné addizionato con additivi annerenti offriva loro una tintura economica. Poi l'henné conquistò l'India nel XII secolo.

In India, attualmente, si sono diffusi degli stili di mehndi più alla moda, con glitter, gemme e paste colorate.

Inizialmente riservata a re e sacerdoti del mondo antico la pratica del tatuaggio con l'Henné raggiunse molti popoli in età romana per poi essere condannata dalla chiesa cattolica come pratica pagana se non addirittura considerata demoniaca.

L'henné presenta proprietà terapeutiche lenitive e antinfiammatorie conosciute fin dai primi secoli oltre a dare la caratteristica colorazione bruna che tutti conoscono. Ancora oggi le donne di molti paesi medio-orientali utilizzano i tatuaggi su mani e piedi quali strumento di bellezza e seduzione per i rispettivi fidanzati e mariti.

Mehndi, è un termine indiano per indicare un tatuaggio temporaneo eseguito con henné naturale rosso, dipinto su mani e piedi. Viene usato in oriente e nell'Africa Mediterranea per la decorazione di mani e piedi per il rito nuziale, benaugurante e di protezione. I motivi sono di buon auspicio per la persona che li indossa e il rito del disegno del mehndi coinvolge le donne di tutta la famiglia e/o tribù.

Il mehndi non è permanente e ha una durata variabile da due settimane ad un mese, non è affatto doloroso e lascia sulla pelle un piacevole aroma che si attenua nei primi giorni.




In India, queste decorazioni si chiamano Mehndi e la loro tradizione risulta ininterrotta a partire dalle dame e divinità ritratte negli affreschi delle grotte di Ajanta, datati attorno al 400 d.C., fino ai giorni nostri.

La tradizione vuole che sia applicato in particolare la giornata prima del matrimonio durante la cerimonia del mehndi che è parte integrante delle nozze, qualunque sia l'appartenenza religiosa della sposa: si tratta di una specie di addio al nubilato - oggi nell'India urbana un vero e proprio party - celebrato in compagnia di tutte le amiche e parenti della fidanzata che, mentre i disegni vengono creati su mani, braccia, piedi e gambe, cantano canzoni tradizionali o ballano coreografie imitate dalle hits hollywoodiane; ma qualunque celebrazione o festa è un buon motivo per ornarsi col Mehndi, in India. Una volta asciutta la pasta, lo stencyl viene rimosso, così come i residui di hennè secco, lasciando sul corpo un intricato disegno che però poco avrà in comune con la sofisticatissima arte a mano libera dei professionisti locali.

Si crede che più scura risulterà la tinta ottenuta durante la cerimonia del Mehendi, più profondo sarà l'amore che legherà gli sposi; ma, secondo altre versioni più maligne, ciò rivelerebbe invece il sollievo della madre della sposa per essersi finalmente liberata della figliuola...  A volte, tra gli arabeschi nuziali vengono inserite anche le iniziali del fidanzato: sfidarlo a trovarle sarà un buon modo per rompere il ghiaccio dopo la cerimonia nuziale, fra sposi che ancora a volte mai hanno avuto occasione prima di rimanere da soli. Ma anche in questo innocente gioco si cela una trappola della tradizione: si dice che, se il novello sposo non riuscirà a trovarle, non sarà certo lui a portare i pantaloni in casa.

Le ballerine di BharataNatyam, danza classica indiana, dipingono con l'hennè ampi cerchi sui palmi di mani e sui piedi, oltre a ricoprire l'intera prima falange di tutte le dita. Mentre il disegno applicato sulla pelle sbiadisce in pochi giorni, variabili a seconda della frequenza e l'intensità dei lavaggi a cui è sottoposto, oltre che a seconda della composizione della pasta di hennè - il succo di limone aiuta la persistenza e l'intensità della colorazione - è bene ricordare che sulle unghie, così come sui capelli, la tinta viene invece assorbita in maniera quasi indelebile e dunque del tutto eliminabile solo con la ricrescita.
Oggi i disegni tradizionali vengono arricchiti con l'aggiunta di polveri iridescenti o brillanti, o con la tecnica chiamata zardosi - dal nome di un classico tipo di ricamo -  e che prevede che il profilo dei disegni venga effettuato prima con l'hennè nero e che in un secondo tempo questi vengano rimpiti con quello classico rosso. Ma sono prodotti che, se non di provenienza certa, possono causare pesanti allergie e conseguenze dermatologiche.

Il tatuaggio dura da due a quattro settimane, sbiadendo lentamente. Una volta finita l’applicazione bisogna aspettare almeno un paio di ore affinchè si secchi e dopo la rimozione è meglio evitare di lavarsi con il sapone fino al giorno dopo, per permettere al disegno di fissarsi sulla pelle. Il colore del disegno è arancione appena finito e diventa più scuro nei giorni successivi.

La realizzazione richiede esperienza e buona manualità. La pasta si prepara miscelando in una ciotola metallica o di vetro, polvere di henné naturale con acqua, fino a ottenere un composto della consistenza del dentifricio. Si deve lasciare riposare la pasta per almeno 12 ore. Aggiungere zucchero e succo di limone favorisce maggior presa e fissaggio del colore, soprattutto in climi freddi e secchi. Per tracciare il disegno si usano dei coni di plastica che si riempiono con la pasta. Più piccola la fessura, più delicato può essere il disegno. In India ci sono in commercio dei coni di pasta all’henné già pronti che hanno quasi del tutto sostituito la preparazione della miscela.
Esistono infiniti modelli di disegni. In India quasi nulla è privo di valore simbolico, così molti dei motivi hanno un significato preciso, anche se la maggior parte delle volte la scelta del tatuaggio è puramente estetica. Un motivo a scacchiera indica il gioco delle possibilità ed è riccorrente sulle mani delle neo spose, appena entrate in una nuova fase della loro esistenza. Il pavone simboleggia la bellezza, mentre il cigno il successo. Gli uccelli in generale sono visti con gli intermediari tra la terra e il cielo. Libellule e farfalle sono simboli di rinascita e cambiamento. Petali e fiori stanno per felicità e gioia, invece foglie e rampicanti rappresentano devozione e vitalità e sono simboli adatti per i tatuaggi da matrimonio. Disegni di occhi hanno la funzione di respingere il malocchio. I motivi a cachemire, oltre a essere decorativamente molto belli,  rappresentano fertilità e buona fortuna.

Il vantaggio del mehndi è la sua impermanenza, potete scegliere di volta in volta tatuaggi diversi, sperimentare combinazioni di motivi decorativi o seguire simbologie che si prestano alla vostra situazione del momento. Pazientate prima di eliminare l’henné secco dalla pelle, così che il colore possa raggiungere la massima intensità. C’è un proverbio che dice: “Più scuro è il mehindi, maggiormente vostra suocera vi amerà”. Forse non è così fondamentale in Italia, ma in India spesso la neo sposa va a stare dagli suoceri, una buona relazione con la mamma del marito è non solo indispensabile per vivere serenamente ma anche un’efficace strategia per conquistare il cuore dello sposo.

L'henné è pericoloso in caso si sia malati di favismo od in caso di specifica allergia al prodotto. Ai riguardi della seconda eventualità, di non immediata individuazione, è consigliabile effettuare una rudimentale prova di allergia applicando una piccola quantità di sostanza su una porzione di pelle non in vista prima di passare a realizzare il tatuaggio vero e proprio.

Va sottolineato che l'hennè puro è di una tonalità marrone o rosso arancio secondo la concentrazione e il tempo di posa, ma ai fini della modificazione del colore e per migliorarne il fissaggio nel prodotto commerciale o nell'impasto preparato dal tatuatore possono essere presenti additivi chimici come il para-fenilendiammina (Ppd), che può provocare allergie ritardate con comparsa circa 15 giorni dopo il tatuaggio di un eczema che riproduce il motivo del disegno tracciato con l'henné. Più grave, questa allergia può condurre a lungo termine ad una super sensibilizzazione a vita, disagevole perché il Ppd si trova in numerosi coloranti, o ancor peggio provocare danni al fegato.



LEGGI ANCHE : http://cipiri16.blogspot.it/2010/04/tatuaggio-con-lhenne.html







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venerdì 18 settembre 2015

TATOO e Carcerati



Mentre l'atto di fare un tatuaggio è da sempre stato vietato nelle prigioni americane e nella maggior parte delle carceri occidentali, le prigioni sono state storicamente un importante luogo di condivisione e proseguo artistico per i tatuatori dilettanti che cercavano di sbarcare il lunario in cella facendo ad altri dei tatuaggi in cambio di sigarette, droghe o altre cose utili (a volte anche sesso). Il tatuaggio punitivo è stato usato in Occidente fin dai tempi dei Persiani: i Persiani, i Traci, gli antichi Greci fino agli antichi romani avevano tutti l'usanza di segnare schiavi e prigionieri che cercavano di scappare con segni tatuati, anche se a volte si trattava più di vere e proprie marchiature a fuoco,  che denotava la natura del loro reato, o talvolta la punizione, come quella di andare nelle miniere in maniera tale che se fosse scappato ancora una volta ripreso sarebbe stato direttamente deportato nel luogo di destinazione senza perdere ulteriormente tempo davanti a un giudice o un magistrato.

Le parti maggiormente usate per incidere o segnare la pelle dello schiavo o del prigioniero erano di solito il viso, il collo e le mani così da essere sempre visibili agli altri.

Nonostante i tatuaggi o i segni di punizione venissero usati, al tempo dei primi cristiani i primi credenti cominciarono a segnarsi il corpo con simboli specifici che li facevano pendere per la nuova religione senza alcun timore di smentita, infatti a quel tempo il simbolo della cristianità era un pesce stilizzato non la croce che invece venne acquisita al tempo (almeno quella che conosciamo noi oggi nel cattolicesimo) dell'arrivo dei primi preti nella terra d'Irlanda dove era già presente una croce come simbolo di spiritualità e religione. Si pensa che la prima croce usata da alcuni cristiani di derivazione ebrea fosse una T chiamata Tau ovvero riferita alla fine delle tribolazioni spirituali, al fatto che quando uno credeva veramente in dio allora ogni problema scompariva e anche se fosse stato ucciso la sua fine sarebbe stata un nuovo inizio nel paradiso di Dio.

A volte un condannato faceva rielaborare il suo tatuaggio punitivo per cancellare il segno originale, coprendolo con qualcosa d'altro, ma altre volte, i prigionieri creavano i propri tatuaggi per dimostrare l'affiliazione a un gruppo o orgoglio verso il loro crimine o la posizione sociale. In Occidente, oggi come un  tempo, i tatuaggi che si creavano e creavano in carcere, a causa della tecnologia utilizzata per creare i disegni che è molto primitiva visto che ci si deve arrangiare con quello che si reperisce (spesso pagando), lo stile in cui vengono fatti e le immagini ritratte, possono essere facilmente distinti dai tatuaggi fatti in maniera professionale.



Il metodo più primitivo per tatuare è noto come "puntura a mano" dove il soggetto usa un ago da cucire avvolto in filo di cotone fino nelle vicinanze della punta che poi viene intinto nell'inchiostro e usato pungendo la parte da tatuare ma crea segni distintivamente imperfetti poiché non si usano guide e l'ago penetra a differenti profondità nella epidermide per questo si rischiano anche infezioni.

Questi tatuaggi solitamente hanno un aspetto più primitivo dei tatuaggi realizzati con una macchina, perché una linea continua è difficile da ottenere con questo sistema: rappresenta il sistema più infamato della categoria tatuaggi poiché anche i drogati la usano, spesso usando le punte delle siringhe usate per la droga. Solitamente i tatuaggi di questo tipo sono quelli che si fanno per strada e li si può trovare principalmente tra i chicanos (fuorilegge messicani), membri di una banda e motociclisti ma solo di vecchia scuola. Una volta, si parla degli anni che vanno dal 1940 fino ad arrivare al 1980, i motociclisti e gli appartenenti delle bande di quartiere di immigrati spesso clandestini in America si auto tatuavano, solitamente usando una mano per segnarsi sull'avambraccio dell'altro libero che avevano, per dimostrare di appartenere alla banda, per far vedere che si sopporta il dolore (poiché era autoinflitto): questo però spesso significava anche che la persona non aveva i soldi per pagare un professionista per farsi fare il tatuaggio mentre ai giorni nostri anche chi appartiene a delle bande spesso i soldi li ha perché si approvvigiona con spaccio di droga o armi, oppure li ruba.
Il tatuaggio da prigione viene vista anche come maniera di passare il tempo durante la lunga detenzione ecco perché chi è stato dentro parecchio di solito è pieno di tatuaggi.

I tatuaggi dei carcerati sono sempre stati una forma di comunicazione per i detenuti e un potente strumento di autoespressione.

Questi tatuaggi trasmettono significato in una forma immediatamente riconoscibile e il potere che possono avere è enorme.

Si consideri la reverenza e il potere esercitato da simboli quali la bandiera americana, la stella di David o la croce cristiana.

I tatuaggi dei carcerati sono messaggi facilmente “leggibili” da altri detenuti e dicono molto della persona che li porta, come l’appartenenza ad una particolare banda, le credenze spirituali e i valori personali.

I tatuaggi dei carcerati possono avere significati diversi e possono variare in base la cultura della persona. Alcuni di essi simboleggiano la durezza o il rifiuto verso ogni autorità. Altri possono trasmettere connotazioni negative ed evocare sentimenti razzisti, di odio o di rabbia o ancora, suscitare paure ed insicurezze.

Alcuni di questi tatuaggi possono anche indicare quanto tempo la persona è stata detenuta.

Uno dei tatuaggi dei carcerati più comuni è la lacrima sotto l’occhio. La lacrima può significare che la persona abbia scontato una lunga pena detentiva, abbia commesso un omicidio o, in alternativa, che abbia assistito all’uccisione di un caro amico ed è in cerca di vendetta.

L’orologio senza lancette rappresenta il tempo che non passa mai. Può anche simboleggiare l’irrilevanza del tempo per chi deve scontare un ergastolo.

I numeri vengono tatuati per indicare l’appartenenza ad una determinata banda oppure possono rappresentare la stringa identificativa del detenuto.

Spesso viene tatuato il numero 13 che simboleggia la lettera M. La lettera M è la tredicesima lettera dell’alfabeto e viene tatuata per fare riferimento alla marijuana.

Il tatuaggio dei tre punti viene spesso eseguito sulla mano o sotto l’occhio e rappresenta la vita pazza e senza regole del carcerato. Questo tatuaggio, molto famoso tra i detenuti ispanici, può anche avere un significato religioso, come ad esempio alludere alla santa trinità.

Il tatuaggio dei cinque punti è invece identificativo del tempo trascorso in carcere. I quattro punti esterni simboleggiano le mura della prigione, mentre il punto interno rappresenta il detenuto. Questo tattoo è più comunemente eseguito tra il pollice e l’indice ed è ricorrente non solo tra i carcerati europei, ma anche tra quelli americani.



Il tatuaggio MS13 identifica Mara Salvatrucha, ossia un’organizzazione di bande criminali associate e nota per la sua crudeltà e violenza. La MS13 è nata a Los Angeles e opera negli Stati Uniti, in Messico e in Canada.

I membri della MS13 si distinguono per i tatuaggi che hanno sul corpo e sul volto, ma anche per l’uso di uno specifico linguaggio dei segni.

Questo tatuaggio può essere per molti detenuti espressione di ammirazione per l’intera organizzazione.

In generale, le persone che scelgono di eseguire uno di questi tatuaggi, anche se non sono mai stati detenuti, vogliono alludere ad uno stile di vita difficile e senza prospettive di cambiamento. Altri invece li scelgono esclusivamente per la loro bellezza.

Un rosario, vida loca, pistole e proiettili, freedom, nomi di donne e di nonne, kiss my love, pochi numeri e quei pochi usati come confessione: per esempio un 90 impresso sulla spalla, e nella smorfia il 90 simboleggia la paura. Tacite regole in prigione: parlar poco, semmai esibire. Così i muscoli vanno gonfiati e il corpo coltivato perché racconti. Luci basse nel bel teatro scelto per location, il tecnico di studio, un sudamericano naturalmente palestrato, concentrato e rigoroso, collega spine e srotola fili e sposta luci obbedendo al fotografo fin quando quest’angolo di prigione è pronto. I detenuti si spogliano, i detenuti svelano. .

Nel mondo criminale i tatuaggi sono di due tipi: quelli che appunto descrivono un fatto biografico, qualcosa che è accaduto a te, al tuo uomo, alla tua donna, ai tuoi figli; e poi ci sono i segni dalla doppia strumentalità, la prima convogliata all’interno per sancire un legame di appartenenza/solidarietà,la seconda volta invece all’esterno per comunicare agli altri. Comunicare cosa? Fuck the police ripete un detenuto quasi fosse un ritornello rap. Lui giura che il tatuaggio-insulto, fatto a diciott’anni, se l’era promesso da bambino. «Mio papà era un pregiudicato. Lo uccisero in un agguato. Ricordo gli agenti, salirono in casa. C’eravamo io e mia mamma. Guardarono lei, annunciarono il cadavere riempito di spari. E dissero: “Signora condoglianze, ma sappia che per noi è semplicemente uno in meno. Si voltarono e se ne andarono”». La furia della strada, le derive della malavita, il linguaggio della violenza.

Ma alla lunga la rabbia s’indebolisce, viene schiacciata. Entra nel tempo dei nuovi simboli da tatuare: velieri, farfalle. Indicano libertà, speranza di vita buona. Sono in qualche modo promesse fatte a se stessi negli anni da reclusi. Un muro di disegni difficile da sgretolare: scorpioni, aquile, leoni,spade, pugnali si inseguono su toraci e schiene, si annidano in caviglie, dorsi dei piedi, polsi, dita, risalgono sulle tempie, s’inchiodano al cuore.


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                           http://asiamicky.blogspot.it/2015/02/tatuaggi-origini-e-tradizioni.html



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martedì 23 giugno 2015

Tutti i Colori ed il loro Significato


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Colori e segni dello zodiaco

 Ogni colore assume un suo specifico significato collegato alla personalità delle persone
 I colori aiutano a definire e a dare forma alle nostre vite, alle nostre abitudini,
 ai nostri valori ed ai nostri sentimenti. 

I colori con i quali più ci identifichiamo ci aiutano 
a comprendere le nostre sensazioni ed emozioni interne.

Quello dei colori è un linguaggio silenzioso e conoscere il significato del colore associato al nostro segno zodiacale può facilitare la comprensione di molte delle cose che ci accadono e le nostre reazioni davanti ad esse.

Se non sai qual’ è il colore associato al tuo segno, utilizza queste informazioni per verificarlo.

Il significato del colore rosso


Il rosso simbolizza il potere,,,

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domenica 27 maggio 2012

FREE - WEB: SIGNIFICATO DEL JEANS A MEZZA CHIAPPA

SIGNIFICATO DEL JEANS A MEZZA CHIAPPA


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FREE - WEB: SIGNIFICATO DEL JEANS A MEZZA CHIAPPA:   COLORO CHE SI SENTONO ALLA MODA  . . IL VERO SIGNIFICATO DEL JEANS A MEZZA CHIAPPA. Per tutti coloro che pensano sia bello pas...

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