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martedì 18 ottobre 2016

TATUAGGI E DIVISE



In precedenza i soldati non potevano avere tatuaggi visibili sotto il gomito o il ginocchio e, inoltre, i tatuaggi non potevano essere più grande della dimensione della loro mano.
Con una ordinanza ufficiale è possibile per i componenti dell’ARMY a stelle e strisce andare dal tatuatore e farsi mettere quanto inchiostro vogliono sottopelle.
Per dirla tutta, quasi ovunque: sono ancora vietati i tatuaggi su collo e viso, così come le immagini di stampo razzista, estremista e sessista.
La liberalizzazione dei tatuaggi ha alla base un motivo più che etico numerico: il calo degli arruolamenti. Il limite alla presenza di tatuaggi è stato probabilmente vissuto come una barriera e, anche per questo, è stato probabilmente cambiato.

In Italia è divieto categorico a tatuaggi o piercing ‘in parti visibili del corpo’, proibiti i disegni sulla pelle ‘che abbiano contenuti osceni, con riferimenti sessuali, razzisti, di discriminazione religiosa o che comunque possano portare discredito alle istituzioni della Repubblica italiana e alle forze armate’: è l’Esercito a sottolineare, in una direttiva inviata ai reparti sul territorio in tutta Italia, la necessita’ di procedere ad una ‘regolamentazione’, allo scopo di ‘prevenire e contenere situazioni che possano incidere sul decoro dell’uniforme e sull’immagine dell’Esercito’. Bisogna infatti considerare ‘i riflessi negativi che il ricorso a tatuaggi o piercing possono avere sulla capacita’ del singolo di assolvere determinati incarichi operativi, nonche’ eventuali aspetti sanitari’.
La direttiva dello stato maggiore, che dispone anche una serie di controlli in fase di selezione oltre che verifiche periodiche sul personale, ricorda che i militari dell’Esercito si trovano sempre piu’ spesso ad agire ‘in teatri operativi distanti dalla madrepatria’, zone operative contraddistinte ‘dalla presenza della popolazione civile e contingenti multinazionali con usi, costumi, cultura e religione talvolta molto differenti da quelli che caratterizzano gli italiani ovvero le culture occidentali’. In questo contesto, si legge nel documento diffuso da ‘forzearmate.org’, ‘l’eventuale presenza di segni esteriori dell’individuo appartenente alla forza militare potrebbe ingenerare un senso di diffidenza/discredito da parte di appartenenti ad altri Paesi che per motivazioni religiose o culturali disapprovino la pratica dei tatuaggi’. Oltre a contraddistinguere ‘in maniera inequivocabile l’appartenenza alla forza armata’ ed essere ‘espressione e simbolo di valori fondamentali’, l’uniforme, rileva la circolare dell’Esercito, ‘sta ad indicare ‘uguaglianza’ pertanto l’aspetto esteriore degli appartenenti all’Esercito italiano richiede particolare cura e non puo’ essere trascurato ovvero snaturato da forme di evidenza estetica quali possono essere i tatuaggi o i piercing’. Con l’entrata in vigore della direttiva sono quindi vietati i tatuaggi ‘osceni’, ‘con riferimenti sessuali’, ‘razzisti o di discriminazione religiosa’, quelli ‘che possono portare discredito alle istituzioni dello Stato ed alle forze armate’. Quest’ultima categoria comprende ‘quelli palesemente in opposizione alla Costituzione o alle leggi dello Stato italiano’ ed anche ‘i tatuaggi che fanno riferimento ovvero identificano l’appartenenza a gruppi politici, ad associazioni criminali o a delinquere, incitano alla violenza e all’odio ovvero alla negazione dei diritti individuali o ancora sono in opposizione ai principi cui si ispira la Repubblica italiana’. Il giudizio sulla liceita’ dei tatuaggi ‘e’ competenza del Comandante di corpo per il personale in servizio e della Commissione concorsuale in sede di selezione’. Per ‘definire la gestione della situazione pregressa’ ed ‘evitare la successiva contestazione di tatuaggi gia’ presenti’ all’atto dell’entrata in vigore della circolare, tutto il personale dell’Esercito ‘dovra’ provvedere a sottoscrivere obbligatoriamente una dichiarazione sulla presenza o meno di tatuaggi, che viene conservata nella documentazione personale’.




In sede di selezione, la presenza di tatuaggi puo’ comportare ‘un giudizio di esclusione dal concorso’. All’atto del cosiddetto ‘incorporamento’, il riscontro di un tatuaggio non consentito ‘puo’ essere rilevato direttamente dal relativo comandante (nelle sedi non coperte da uniforme)’ o dal personale medico ‘nelle sedi coperte’. Il personale militare arruolato prima dell’entrata in vigore della direttiva e partecipante ai concorsi interni della forza armata ‘non sara’ escluso per la presenza di tatuaggi poiche’ arruolato con la normativa previgente’.

Non tutti i tatuaggi sono causa di esclusione dalla selezione. Si può chiedere, infatti, l’annullamento del provvedimento che notifica il giudizio di “non idoneità” della giovane leva agli esami clinici generali e a prove strumentali o di laboratorio, relativi al concorso pubblico in oggetto, dovuto alla presenza di un tatuaggio. L'aspirante militare, dunque, qualora reputi errata la valutazione della commissione, può presentare ricorso nel termine di trenta giorni dalla data in cui ha ricevuto la comunicazione.
L’istanza è costituita da un documento sottoscritto dal candidato medesimo, nel quale egli espone le motivazioni che hanno condotto al parere negativo e, contemporaneamente, dichiara che la patologia ritenuta causa di “inidoneità” non è presente. Il ricorrente chiede perciò il riesame e l’ammissione al concorso per il quale ha presentato domanda.
Il ricorso deve essere sempre accompagnato da un certificato medico, ovvero dalla relazione di uno specialista, proveniente da una struttura pubblica o convenzionata, che attesti l’assenza della suddetta patologia.
Il candidato, inoltre, fa richiesta di un nuovo accertamento, da effettuare da parte di una seconda commissione medica, con l’espresso avvertimento che in mancanza adirà l’autorità giudiziaria competente.

Bisogna allegare al modulo per il ricorso la copia:
di un documento d’identità valido;
del codice fiscale;
del modulo di notifica della non idoneità;
della certificazione specialistica.

Il candidato è sottoposto a un nuovo esame psico-fisico da una commissione di seconda istanza, presieduta da un dirigente medico superiore e da altri due dirigenti medici. Stavolta il giudizio che ne scaturisce è in ogni caso definitivo e comporta, se confermata la “non idoneità”, l’esclusione dal concorso, disposta con decreto motivato dal Ministro della Giustizia. Viceversa, se la parte ricorrente dovesse risultare vittoriosa, sarà non solo riammessa alla selezione, ma rimborsata delle spese di lite dal Ministero della Giustizia.


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martedì 23 agosto 2016

IL CORPO COME UN LIBRO



Le frasi per i tatuaggi possono davvero essere tantissime e avere tanti significati diversi. Le frasi famose e gli aforismi però sono davvero perfetti per un tatuaggio che riveli anche qualcosa di voi.
Da sempre attraverso il tatuaggio l’uomo ha voluto parlare di sé, manifestare chi era e cosa pensava o semplicemente abbellire il proprio aspetto o esplicitare una propria dignità o condizione. In questo senso il tatuaggio, in ogni sua forma, è vecchio come il mondo. E ne ha subito anche le evoluzioni. Negli ultimi tempi il tatuaggio è tornato ed essere estremamente trendy e per questo sempre più diffuso fra giovani e meno giovani, “trainato” in questa sua ascesa dalla visibilità che gli danno personaggi noti e meno noti che lo hanno scelto per impreziosire – con esiti in verità alterni – il proprio look.

Pare proprio che “famosi” di ogni latitudine e  grado – dai low-vip come calciatori o frequentatori di salotti televisivi ai world-vip come i divi di Hollywood – siano stregati da questa nuovissima tendenza e che non possano fare a meno di incidere testi sulla propria pelle.

Come spesso accade nella moda, la vera tendenza è non seguire le tendenze e cercare di inventarsele da sole. Se volete comunicare qualcosa di forte imprimendolo sulla vostra pelle dovrete scegliere in base a tre elementi fondamentali: il significato – sempre estremamente importante in qualcosa di “sacro” come un tatuaggio – la lingua e il carattere. Quest’ultimo non va solo inteso come “font”, ovvero come stile di scrittura delle lettere, ma anche come idioma vero e proprio, dato che sta avendo grandissimo successo l’utilizzo di lingue esotiche, spesso orientali e a volte in disuso: non solo i tradizionali ideogrammi giapponesi o cinesi ma anche l’Hindi, il bengalese, il giavanese, il Tamil, il Sindhi o anche storiche parlate “estinte” come il Sami.



Un’altra idea originale può essere quella di utilizzare gli ambigrammi, ovvero una particolare modalità di rappresentazione di frasi – semplici in questo caso – che, grazie alla particolare natura del loro disegno possono venire lette in più modi diversi, rivelando la stessa parola o più parole a seconda di come li si guarda. Non sono di semplice realizzazione e richiedono uno studio notevole da parte di chi li realizza, ma assicurano un effetto molto ricercato ed elegante, nonché ovviamente l’effetto certo di suscitare la curiosità e la meraviglia di chi lo vede.

I tatuaggi con le scritte sono tra i più classici segni di amore, ricordo e dedica, per altri o anche per noi stessi.

Se tatuarsi il nome della ragazza conosciuta in discoteca e con cui avete condiviso qualche notte di passione è piuttosto azzardato, scriversi quello dei figli sta diventando un’usanza molto diffusa tra i neo genitori. Allo stesso modo tatuarsi frasi deprimenti e angoscianti, in preda alla disperazione del momento, è una delle cose che si fanno quando si viene lasciati da evitare assolutamente. Lo sconforto passerà prima o poi, il tatuaggio no.



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giovedì 7 aprile 2016

TATUARSI DA SE....



Il predecessore della macchina per tatuaggi è stata la penna elettrica inventata da Thomas Edison e brevettata nel 1876. Questa era stata progettata per duplicazione di documenti, ma nel 1891 Samuel O'Reilly scoprì che l'invenzione di Edison poteva essere modificata e usata per introdurre inchiostro nella pelle. Questa macchina per tatuaggi si basava su una tecnologia a movimenti rotatori, diversamente da quelle moderne. La prima macchina per tatuaggi a elettromagneti venne brevettata da Thomas Riley in inghilterra, a distanza di soli venti giorni dal brevetto di Samuel O'Reilly.

Un'ulteriore modifica venne attuata da Alfred Charles South che aggiunse una seconda bobina al meccanismo. Lo strumento così ottenuto era estremamente pesante e per renderlo più maneggevole veniva spesso applicata una molla che lo collegava al soffitto, scaricandovi parte del peso. Le macchine per tatuaggi più moderne rendono possibile controllare la profondità della penetrazione dell'ago, la velocità e la forza di applicazione permettendo grande precisione.



Quello dei tatuaggi in casa è purtroppo un fenomeno che, nonostante campagne e pubblicità, continua ad essere estremamente diffuso nel nostro paese. Si tratta di un fenomeno decisamente deleterio per il movimento dei tatuaggi, dato che siamo di fronte a qualcosa che dovrebbe essere sicuramente evitato in quanto nelle abitazioni non ci sono le condizioni per effettuare un tatuaggio a regola d’arte.

Si tratta di qualcosa che era estremamente comune fino a qualche decennio fa, e che ha causato più di qualche problema agli impavidi solitari del tatuaggio. Si trattava di, a modalità di carcerato, utilizzare un comune ago e un po’ di china per farsi un tatuaggio da soli.

Bastava riscaldare un po’ con un accendino l'ago per sentirci completamente al sicuro da ogni tipo di infezione. Cosa che ovviamente non era vera, in quanto non tutti i batteri e gli agenti virali che sono pericolosi in queste circostanze possono essere eliminati semplicemente riscaldando un ago.

Serve infatti un’autoclave per garantirci che la strumentazione che stiamo utilizzando sia davvero adatta al tatuaggio e non bastano accendini e simili. Un grande errore da non commettere, costi quel che costi.

Tuttavia è anche il modo migliore per rovinarsi a vita la pelle. Un tatuaggio fatto male non si può buttare e nel 90% dei casi non si può nemmeno coprire o cancellare col laser.



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martedì 5 aprile 2016

Tatuarsi il Proprio SEGNO ZODIACALE



I tatuaggi con segni zodiacali sono perfetti per chi davvero crede nelle stelle e nel rapporto intimo e profondo tra segno di nascita e personalità. E' possibile scegliere tra soggetti semplici e minimal, come i simboli che universalmente si ricollegano ai segni zodiacali o scritte e disegni stilizzati, e tattoos invece molto articolati e particolareggiati, in bianco e nero o in chiave multicolor.

Sin dalla notte dei tempi, l’umanità ha avuto un’infatuazione apparentemente innato con le stelle. Per diversi secoli si è creduto che i cieli celesti avessero una forte influenza nella nostra vita quotidiana. Il concetto dello zodiaco non è nuovo, e può essere di fatto rintracciato nel lontano Egitto, ma una versione più moderna che usiamo oggi proviene dagli antichi greci.

I Greci, e molti fan moderni di astrologia, ritengono che ogni vita è pre-determinata da ciò che è scritto fin dal principio – la posizione del sole, della luna e dei pianeti al momento della nascita. Per il mondo occidentale, lo zodiaco più comunemente usato, o il grafico astrologico, è lo zodiaco greco, che è composto da 12 segni o simboli che ciascuno corrisponde ad un mese dell’anno diversi. Ogni segno ha ovviamente un suo significato, e non è detto che coloro che condividono un segno condividano anche parti di tratti di personalità comuni.

Qualunque sia il vostro segno, avete l’imbarazzo della scelta quando si tratta di parlare di un disegno zodiacale. I segni dello zodiaco possono essere fatti in simboli, segni o pezzi d’arte, anche drammatici.



Lo Zodiaco arabo è raffigurato come albero con dodici rami, i cui frutti sono le stelle. Il Denderah egiziano ha al centro i simboli delle costellazioni settentrionali, circondati dai segni dello Zodiaco, ma il Capricorno è una capra con la coda di pesce e al posto del Cancro vi è lo Scarabeo. Figure sorreggono il cerchio esterno con le braccia e le mani sollevate. Lo Zodiaco indù, la Ruota dei Segni, o Rasi chakra, o danza dell’evoluzione, ha al centro il carro del sole, circondato dalle divinità planetarie come Giove-Rahu e Ketu, la testa e la coda del drago, Mercurio-il Buddha, Marte-Chandra o la luna, Saturno e Venere sono rappresentati come figure indiane, il cerchio esterno ha i segni dell’ordine egiziano. Lo Zodiaco inca, ha in gran parte gli stessi segni ora in uso, nel cerchio interno sono iscritti i segni dei venti nomi e dei sogni della settimana. Lo Zodiaco cinese ha i segni dei Dodici Rami Terrestri: il Topo, il Bue, la Tigre, la Lepre, il Drago, il Serpente, il Cavallo, la Capra, la Scimmia, il Gallo, il Cane, il Cinghiale. Sono gli Animali delle Costellazioni e sono sotto i rami dell’ALbero dell’Anno, sono rappresentati sei animali selvatici e sei animali domestici, sei yin e sei yang. Lo Zodiaco islamico ha sei segni “settentrionali” (umidi) e sei segni “meridionali” (asciutti).




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lunedì 4 aprile 2016

TATUAGGI SUI PIEDI




I tatuaggi sul piede sono decisamente tra i più in voga, soprattutto per le donne poiché considerati molto sexy e decisamente più femminili; anche se non è raro vedere uomini coi piedi tatuati, in molti casi con disegni tribali, quindi completamente neri e geometrici. 
Farsi un tatuaggio sul piede non è esattamente come farlo sulle braccia o sul petto, i piedi infatti sono una delle parti del corpo più sensibili poiché prive di grasso e fasci muscolari, questo significa che lo spazio tra epidermide e ossa a disposizione del tatuatore è davvero ridotto, e di conseguenza il dolore sarà maggiore. Ovviamente, come sappiamo bene, molto dipende anche dalla soggettiva soglia del dolore di ognuno di noi, ma se fate parte di quelle persone che possiedono una grande sensibilità al dolore forse è il caso di optare per una zona differente.
Un altro fattore che incide particolarmente nel caso del tattoo sul piede è relativo alla guarigione della ferita e alle sue cure post esecuzione. Questo perché dopo aver fatto un tatuaggio sul piede è consigliabile aspettare almeno due settimane prima di utilizzare scarpe chiuse; lo fregamento potrebbe rovinare il tatuaggio, incidere sulla sua guarigione e sulla formazione delle crosticine, oltre che sulla loro spontanea caduta.
Per questo, a meno che non passiate tutta la giornata in casa, è opportuno pianificare l’esecuzione di un tattoo sul piede in estate, in modo da essere certi di poter indossare scarpe comode e aperte che lascino libera la zona appena tatuata. Ovviamente durante il periodo di guarigione dovrete evitare le spiagge e l’acqua di mare e di piscina.
Se poi la vostra idea è quella di farvi tatuare entrambi i piedi, magari con quei bellissimi e molto modaioli tatuaggi gemelli, è assolutamente sconsigliato farlo nello stesso momento, poiché non sarebbe per nulla comodo avere entrambi i piedi “feriti” nello stesso periodo. Tatuate quindi il primo piede e dedicatevi al secondo una volta terminata completamente la guarigione del primo.
La sua forma rettangolare è perfetta per tatuaggi importanti che ricoprono tutta la superficie tra la caviglia e le dita, ad esempio disegni tribali totalmente neri piuttosto che coloratissimi soggetti giapponesi (carpe, rami di ciliegio), oppure disegni appartenenti alla Old School (ancore, rondini).
In molti casi, soprattutto le donne, optano per tattoo di più piccole dimensioni con soggetti delicati e stilizzati, quali fiori, farfalle o piccole scritte; anche questo genere di disegni è perfetto per la zona del piede e inoltre comporterà, rispetto a tattoo più grandi, una minore sofferenza in fase di esecuzione.
Ultimo fattore da considerare in merito ai tatuaggi sul piede è il fatto che si tratta di una zona del corpo che resta nascosta quasi tutto l’anno e quindi perfetta nel caso non vogliate mettere troppo in mostra il vostro tattoo, magari per ragioni lavorative.



Farsi fare un tatuaggio sotto la pianta i piedi, é molto più fastidioso che farlo in altri posti.
Purtroppo bisogna ripassarlo ogni tanto, la pelle della pianta del piede é soggetta a 'maggior usura' di altre parti del corpo e se vogliamo che il disegno rimanga visibile, dobbiamo ripassarlo almeno una volta ogni 2 o 3 anni, poi dipende da persona a persona.

I migliori tattoo sotto la pianta del piede, non sono disegni, ma scritte, che possono essere fatte o nella parte interna del piede o nella parte esterna o sul tallone.
I tatuaggi fatti in questo posto, di solito sono semplici scritte o semplici simboli, monocolore ed hanno un prezzo basso.

I palmi delle mani e le piante dei piedi sono posti cattivi per un tatuaggio. L’arco inferiore del piede è possibile, ma il resto della parte inferiore del piede, insieme al palmo della mano, non può essere tatuato. Ci vogliono più applicazioni, e anche in questo caso, non ci sono garanzie. Con le mani, la pelle si rigenera troppo veloce. La gente  usa sempre le mani, i tatuaggi vanno via prima ancora di poter guarire. In pochissimi casi, i ripetuti tentativi portano un tatuaggio sul palmo della mano a rimanere, ma non funziona affatto sulla punta delle dita. Sulle piante dei piedi, i tatuaggi sono impossibili perché la pelle è troppo spessa e callosa per arrivare a un livello  d’ inchiostro che rimarrà nella vostra pelle senza lasciare cicatrici.





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venerdì 1 aprile 2016

TATUAGGI ANTICHI



Il tatuaggio più antico del mondo, finora scoperto ha qualcosa come 2.500 anni e appartiene a una principessa siberiana il cui corpo è stato preziosamente conservato, arrivando fino ai giorni nostri.

Il corpo mummificato della principessa Ukok è stato ritrovato nel 1993, ben conservato in un kurgan nell’altopiano di Ukok, nella Repubblica di Altai, in Russia, è oggetto di contenzioso fra gli abitanti del luogo del ritrovamento e l’Istituto di Archeologia ed Etnografia  di Novosibirsk da una parte e l’Accademia Russa delle Scienze generali dall’altra.

La Principessa Ukok, come è stata rinominata la mummia scoperta in alta montagna, ad Altai, in Siberia, è di circa 2.500 anni. E’ stata sepolta nel permafrost, che ha mantenuto il suo corpo straordinariamente ben conservato, tra cui i tatuaggi che sono tra la scoperta ‘più complessa e più bella’ che gli archeologi hanno fatto.

‘I tatuaggi più antichi sono stati trovati sull’uomo di ghiaccio nelle Alpi’, ha detto il ricercatore Natalia Polosmak e risalgono ai tempi della Siberia‘, ma si tratta solo di linee, non sono le immagini perfette e altamente artistiche che si possono vedere sui corpi dei Pazyryks‘ – la tribù nomade a cui la principessa probabilmente apparteneva

‘Si tratta di un livello fenomenale di arte del tatuaggio. Incredibile.’

Parte di ciò che colpisce circa l’arte del corpo è il loro aspetto moderno e la zona scelta per farlo, che non è una coincidenza, dice Polosmak. Tutte le mummie ritrovate hanno un tatuaggio sulla spalla sinistra, una caratteristica che Polosmak attribuisce probabilmente alla struttura corporea di base – del resto la spalla sinistra è un posto notevole per mostrare un segno d’arte.

‘Nulla cambia con gli anni, il corpo rimane lo stesso’ – ha spiegato Polosmak – ‘e la persona che fa un tatuaggio oggi si avvicina ai suoi antenati.’



I più antichi tatuaggi conosciuti sono considerati quelli - una cinquantina - trovati sul corpo di Ötzi, la mummia maschile risalente all'Età del Rame rinvenuta sul ghiacciaio del Similaun.

All'epoca in cui visse Ötzi però - circa 5.300 anni fa - i tatuaggi non avevano un valore decorativo, come oggi, ma venivano praticati perlopiù a scopo terapeutico. Sugli arti della mummia sono disegnati croci e piccoli gruppi di linee parallele; alcune di queste si trovano vicine ai punti dove, di solito, viene praticata l’agopuntura. La colorazione è stata effettuata utilizzando fuliggine.

Grazie a una tecnica fotografica non invasiva, sul torace è stato individuato un tatuaggio, difficile da vedere visto il colore scuro della pelle della mummia conservata a Bolzano. Ma attraverso l'utilizzo di tecniche sofisticate è stato possibile individuare e classificare anche i tatuaggi presenti negli strati più profondi della cute di Ötzi.

Il corpo è stato fotografato da diverse prospettive attraverso tecniche multispettrali in grado di vedere dall’infrarosso all’ultravioletto. Ciò ha permesso di individuare con una precisione senza precedenti anche i tatuaggi presenti negli strati più profondi della cute. “Ogni foto è stata scattata sette volte, ogni volta con una diversa lunghezza d’onda in modo da raggiungere le diverse profondità a cui le polveri di carbone usate per i tatuaggi si sono depositate. Per gli strati più superficiali sono sufficienti i raggi ultravioletti, per quelli più profondi gli infrarossi” ha spiegato lo scienziato.

In totale sono 61 quelli localizzati sul corpo di Ötzi. Si tratta di linee lunghe dai 7 millimetri ai 4 centimetri, nella maggior parte dei casi disposte parallelamente in gruppi di due, tre o quattro. Tra questi anche due croci.




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mercoledì 27 gennaio 2016

TATUARSI IN COPPIA



I tatuaggi per coppie di fidanzati sono diventati di gran moda negli ultimi anni, spinti anche dalle solite celebrità da gossip, che hanno pensato bene di sfoderare immagini e frasi coordinate. Un modo creativo per suggellare un amore e inciderlo per sempre sulla propria pelle. Le idee per chi voglia realizzare un tatuaggio di coppia non mancano di certo, dall’inevitabile frase d’amore ai simboli orientali, passando per il classico cuoricino. L’unica avvertenza, per ogni uomo che si rispetti, è non cadere nel patetico o ridicolo con orsetti e dichiarazioni troppo zuccherose. Per il resto tutto è concesso.
Con un tatuaggio coordinato sul corpo di lui e di lei, la coppia diventa unita da un simbolo di amore eterno, nella speranza che il rapporto non finisca in maniera brusca e ci si ritrovi, alla fine, con un tatuaggio imbarazzante da nascondere alle future partner.Le parti del corpo esposte quelle predilette per un tattoo del genere, dalle mani all’avambraccio, dalle caviglie alla nuca.
L’esperimento più azzardato è quello di chi si è fatto tatuare una fede nuziale, per siglare l’unione ancora prima del matrimonio vero e proprio. L’effetto non è dei migliori, a livello estetico, ma in fondo è il simbolo quello che conta.

Parlando di disegni, tra i tatuaggi che vanno per la maggiore tra coppie troviamo il classico cuore diviso a metà (una parte sul braccio di lui e un’altra su quello di lei), in modo che solo l’unione tra le due potrà dare senso compiuto al tutto. C’è anche chi predilisce il simbolo del lucchetto e della chiave, a simboleggiare un sentimento che può essere svelato solo a chi possiede la combinazione giusta. Ancora, c’è la versione del cuore con la freccia di Cupido: lei di solito ha un cuore tatuato e lui una freccia in volo, pronta a colpire e segnare per sempre il rapporto di coppia.
Per chi preferisce le forme astratte, poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il tatuaggio astratto preferito dalle coppie è quello dell’infinito matematico, simbolo di eternità e di completezza in sé e per sé. Oppure c’è il dualismo Yin e Yang, il nero e bianco della filosofia cinese usato per indicare gli opposti che si attraggono. I più fantasiosi, infine, si rivolgono alla cultura di massa e cercano disegni unici ma anche divertenti: ci sono Topolino e Minnie, uno di fronte all’altro, che si lanciano un bacio, c’è Zelda (protagonista del famoso videogioco) impegnato a conquistare i cuoricini e ci sono Peter Pan e Campanellino in posa romantica.
Il disegno è il soggetto preferito da chi deve realizzare un tatuaggio di coppia, perché più semplice e più ricco di significato, ma anche le frasi non sono da sottovalutare. Di solito, se si escludono le classe ‘I love him – I love her’ oppure ‘Lo – ve’, per suggellare l’amore con una citazione sulla propria pelle si scelgono frasi famose, la prima parte tatuata su di lei e il completamento su di lui. I versi d’amore dei grandi autori del passato, come William Shakespeare, Emily Dickinson o Oscar Wilde, sono quelli più gettonati, ma non mancano le citazioni bibliche, le frasi scritte in lingue straniere (arabo e cinese, soprattutto), i proverbi antichi e dichiarazioni d’amore inventate al momento.
Quale che sia la vostra idea, l’importante è stupire trovando un simbolo che abbia un reale significato per entrambi. Così che, ogni volta che guarderete il tatuaggio, il vostro amore si rinnoverà, anche se siete a chilometri di distanza.



Di fatto non c’è un tipo di tatuaggio prestabilito per gli innamorati, ma si può scegliere fra una grande varietà di possibilità, dove l’unico limite è l’immaginazione. In questo senso possiamo affermare che la maggior parte delle coppie non cerca semplicemente un simbolo romantico, ma qualcosa dove la creatività gioca un ruolo importante.

Tatuarsi lo stesso simbolo: dai simboli più originali come cuori, baci, labbra, fino a qualsiasi altro simbolo che abbia un significato speciale per la coppia. Questi sono soliti essere rappresentati in modo identico nella stessa zona del corpo, oppure si disegna metà simbolo su ogni membro della coppia, in modo che si completi quando questi sono uniti. Oppure, un’altra maniera è attraverso due oggetti differenti che se messi in relazione simboleggiano l’amore, come, per esempio, una chiave ed una serratura...

Tatuarsi frasi d’amore: sono senza dubbio uno fra i tipi di tatuaggi per coppie più popolari, consistono nel tatuarsi delle frasi di amore e libertà che normalmente si possono vedere divise in due parti, una per innamorato. Anche se, possiamo dire che queste frasi non sono solo per le coppie, ma anche per una persona che cerca una buona espressione per mostrare affetto in generale.

Tatuarsi anelli o fedi: anche questi sono molto popolari e normalmente non consistono semplicemente nel rappresentare degli anelli tradizionali, ma delle vere e proprie fedi o anelli di qualsiasi forma, dove la creatività non ha limiti. Per esempio attraverso frasi che simulano la forma dell’anello o mediante qualsiasi altro disegno o simbolo.

Tatuarsi addosso il nome dell’amato? Una moda che non passa mai. Ma forse un po’ rischiosa: noi non ve lo auguriamo, ma se l’unione finisse bisognerebbe ricorrere a una cover up, ossia un tatuaggio che copra quello precedente (e che è solitamente assai più grosso di questo), o alla rimozione. Meglio l’iniziale, con qualche decoro, più semplice da trasformare in qualcosa d’altro.

Per chi ama i tatuaggi a base di frasi e scritte, anche un verso di una poesia o la canzone d’amore preferita si prestano a essere spunti per un tattoo di coppia. Da avere uguale, o da dividere in due: perché la frase si completi solo con l’altro, proprio come sentiamo di completarci noi.



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mercoledì 6 gennaio 2016

IL GUFO



La maggior parte dei gufi cacciano di notte, anche se alcune specie preferiscono dare la caccia al tramonto e all’alba. Grazie al colore opaco delle loro piume, i gufi possono mimetizzarsi incredibilmente bene e aspettare in silenzio la preda, mimetizzandosi nelle forme e ombre di alberi e case. Proprio per queste lunghe attese delle prede, i gufi  sono associati alla pazienza, uno dei valori fondamentali della saggezza. I tatuaggi dei gufi sono spesso un segno per chi li “indossa”, che è disposto ad aspettare per quello che vuole.

I tatuaggi dei gufi sono spesso scelti come simbolo di misticismo e magia. Ci sono storie da tutto il mondo che ritraggono il gufo come un messaggero tra il mondo dei vivi e il regno dei morti. In molti libri di fiabe e di magia, i gufi sono descritti come compagni di streghe e maghi.

La maggior parte delle percezioni che abbiamo del Gufo sono alquanto confuse e non è affatto insolito trovare nei suoi confronti opinioni diametralmente opposte. L’alone enigmatico che lo circonda risale a un tempo remoto, ed è dovuto in parte al fatto che si tratta un uccello notturno: la notte è sempre sembrata misteriosa agli esseri umani.
Un gufo è un simbolo del femminile, della luna e della notte. E’ stato perfino definito ‘gatto con le ali’, adorato come idolo e odiato come reincarnazione del diavolo. Si è ritenuto fosse dotato di grandi poteri terapeutici,sia in Nord America che in altri continenti. Per la sua associazione con la luna, è legato alla fertilità e alla seduzione, perché la luna eccita uomini e gufi. E’ l’uccello della magia e delle tenebre, della profezia e della sapienza. “La medicina del gufo è simbolicamente associata con la chiaroveggenza, con la proiezione astrale e con la magia, sia bianca che nera”. Sono molte le superstizioni e le credenze che lo riguardano. Si è ritenuto che i gufi siano la reincarnazione dei morti.



Il gufo è uno di quegli animali che hanno cominciato a fare capolino soltanto recentemente nella cultura dei tatuaggi. Un volatile particolare, che riveste in moltissime culture significati interessanti e ricchi di fascino, anche se non amato molto, fino a tempi molto recenti, dai tatuati.

Questo animale fa parte dell’immaginario delle culture più antiche del mondo. I sumeri ritraevano alcune loro divinità con una coppia di gufi, che rappresentavano la morte. Gli egizi lo utilizzavano come simbolo dell‘aldilà, mentre la civetta rappresentava proprio l’anima che lasciava il corpo dopo il trapasso.

Per i persiani invece, il gufo era il vero e proprio angelo della morte, quello che arrivava tra gli umani a distribuire sentenze e a portare le anime nell’altro mondo.

Storie particolarmente intriganti e spaventose, soprattutto se associamo queste note culturali con la vera essenza di questo animale: vive di notte, emette suoni piuttosto sinistri, difficilmente si avvicina ai consessi umani, anche se è possibile percepirne la presenza anche a centinaia di metri di distanza.

Anche nell’Africa nera il gufo veniva associato alla morte: era omicida preferito dai maghi e dagli stregoni, e il suo potere era fondamentale per i più potenti maestri di magia nera.

Questo rapace è anche un potentissimo simbolo alchemico: rappresenta la possibilità di vedere di notte, nelle tenebre e quindi nel futuro che non si è ancora palesato.

Per questo motivo è facile vederne statue e rappresentazioni in praticamente tutti i circoli di alchimia dell’Europa medievale, ed è per questo motivo che erano in molti ad ordinare statue che rappresentassero l’animale, soprattutto per posizionarle nei laboratori dove si cercava di trasformare metalli comuni in oro.

Anche nella cultura europea il gufo è simbolo di saggezza: animale che non conosce il giorno, vive nella notte come se questa fosse illuminata dal sole. Riesce a sopravvivere in ambienti particolarmente ostili grazie alle sue conoscenze e non grazie, come nel caso degli altri rapaci, alla prevaricazione fisica nei confronti degli altri appartenenti al regno animale.

Nei tatuaggi moderni il gufo è in genere rappresentato a simboleggiare la volontà e la capacità di poter vedere mentre gli altri non possono. Serve da amuleto, da talismano per farsi accompagnare nelle tenebre, vere o figurate, e per avere una guida impressa sulla pelle, che ci aiuti a superare i momenti difficili.

Il gufo è associato all’oscurità e alla notte. In molti tatuaggi il gufo è accompagnato da una luna o da stelle, ognuna delle quali aggiunge il proprio significato al tatuaggio. Il gufo è a volte indicato come il re della notte perché si aggira nei cieli notturni, portando una morte silenziosa dall’alto, senza preavviso. I gufi possono vedere nella notte, una caratteristica che le popolazioni tribali un tempo credevano fosse una capacità magica. Nei tatuaggi, un gufo che guarda nel buio è simbolo di coraggio, la capacità di esaminare gli aspetti più oscuri della vita e di non avere paura.
Nei tatuaggi europei il gufo è spesso raffigurato con libri, occhiali da lettura o con citazioni famose per enfatizzare i simboli della sapienza e della conoscenza.

I Gufi possono girare la testa per vedere dietro di loro, permettendogli  di vedere pericoli provenienti da tutte le angolazioni. Insieme ai loro grandi occhi, questa capacità di vedere dietro di loro simboleggia la consapevolezza e la vista. Il gufo è descritto in alcune favole come il veggente di anime – niente può essere nascosto da questo uccello vigile.

Il gufo nel tatuaggio ha spesso un significato spirituale. Tatuarsi questo animale può essere un modo per onorare una persona cara defunta, come i gufi dei miti antichi, sono accompagnatori di anime. Un tatuaggio gufo può avere anche il significato spirituale della conoscenza segreta, saggezza misteriosa imparata nel buio della notte e nella terra dei morti.





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domenica 3 gennaio 2016

TATUAGGI DELLA MORTE




La morte può essere raffigurata in moltissimi modi. È un elemento che ha sempre richiamato la nostra attenzione: chi di noi non si è mai domandato come sarebbe morto e cosa ci fosse dopo la morte. Perciò, anche se non è molto popolare, ha un significato di trascendenza notevole. Ci sono individui che si tatuano la morte perché sono attratti dal suo fascino, mentre altri lo fanno per ricordarsi di qualcosa inevitabile che capita a tutti noi; è qualcosa di ossessivo che fa riferimento all'importanza di saper vivere appieno ogni giorno della nostra vita.

Alcuni disegni sono molto ricorrenti, come la figura di uno scheletro con una tunica nera che gli copre anche la testa e con in mano una falce. Un'altra maniera di rappresentarla può essere mediante un teschio, al quale è possibile aggiungere dettagli colorati, come gli occhi rossi. Come possiamo prevedere, i colori predominanti sono il nero ed il grigio, ma ciò non esclude la possibilità di includere dei pezzi colorati, in modo da dare un tocco di originalità al tattoo.

In conclusione, se si desidera avere un disegno abbastanza emblematico, ma che abbia soprattutto un forte impatto e non lasci indifferente l'osservatore, si può scegliere fra quelli menzionati anteriormente. Anche se, come abbiamo già detto, il nero ed il grigio saranno i colori predominanti, è una buona idea inserire delle tonalità che contrastino con questi colori spenti, dando una maggiore creatività e dinamicità alla composizione.

I teschi e altri disegni sono anche tatuati con disegni differenti per rappresentare la morte o il pericolo.

Il simbolo della Santa Muerte tatuato sulla pelle è solitamente collegato ai criminali messicani. Le autorità statunitensi hanno deciso infatti di costringere, una volta giunti alla frontiera, tutti i cittadini messicani a spogliarsi per controllare i loro tatuaggi. Ed in caso di tatuaggi ‘da narcos’, hanno deciso di non consegnare il visto per entrare negli Stati Uniti.

Il “mito della Santa Muerte” è racchiuso fra illusione e realtà: si tramanda di padre in figlio e narra dell’apparizione di una santa, “con il viso della morte”, ad un uomo povero. Con questa immagine nasce il culto “popolare” della Santa Muerte.

Il culto è praticato soprattutto nel quartiere di Tepito, a Città del Messico e fino al 2002 non aveva una sua Chiesa ufficiale.

E’ proprio la ‘clandestinità’ di questo culto ad aver fatto concentrare attorno alla figura della Santa Muerte l’aura di “protettrice dei criminali”. Una credenza che nessuno si è mai preoccupato di  smentire.

E così la santa è diventata la “Santa dei Narcos”.

Al contrario, invece, questa figura, ascoltando le testimonianze e i racconti della gente di Tepito, altro non sarebbe che “una presenza benevola, un angelo di luce che protegge i più deboli”. In origine raffigurata come statua e per mezzo della pittura, oggi la rappresentazione iconografica più frequente della Santa Muerte è sottoforma di tatuaggio, incisa sulla pelle. Come simbolo perenne di devozione.

Generalmente viene rappresentata come una versione femminile del Tristo Mietitore: uno scheletro incappucciato, vestito con un mantello. “La Santissima” può essere raffigurata in due modi: nella versione classica, dove essa tiene in mano una bilancia (simbolo di giustizia e vendetta), una falce (che simboleggia il suo ruolo come mietitrice di anime) e a volte un globo (che indica il dominio del mondo) e nella versione esoterica, dove invece, possiamo trovare nelle sue mani una clessidra ed una marionetta, rispettivamente simboli del tempo e della vita umana. La Corona sulla sua testa ha un significato ben preciso: esplicare il concetto secondo il quale la Morte ha potere su tutto e tutti. Alla Santa vengono anche, più raramente, associati un gufo o una civetta, simboleggianti la saggezza e il potere occulto.

Il mantello con cappuccio con cui viene solitamente raffigurata, può essere di diversi colori: ad esempio, una raffigurazione con il mantello bianco servirà per riti di benedizione e protezione, una con il mantello rosso influirà sulle questioni amorose e una col mantello nero sarà in grado di rimuovere negatività e malocchio. Il mantello multicolore è considerato un feticcio molto potente. Santa Muerte risponde alle preghiere dei seguaci esaudendo i loro desideri e garantendo al fedele una “giusta morte”.

La Santa Muerte è inoltre spesso rappresentata dai tatuatori con un viso di donna, truccato con merletti, tondi, righe, foglie e fiori, cuori, ragnatele e diamanti.



La morte personificata è una figura esistente fin dall'antichità nella mitologia e nella cultura popolare, con una vaga forma umana o come personaggio fittizio. La raffigurazione che più si è diffusa nell'immaginario collettivo è quella di uno scheletro che brandisce una falce, a volte vestito da un saio nero, una tunica o da un mantello di colore nero munito di cappuccio.

La figura della morte è nota a molti con il nome di Tristo Mietitore o Sinistro Mietitore e Cupo Mietitore (in inglese Grim Reaper). La personificazione della morte viene generalmente associata all'idea di un'entità neutra, ossia né buona né cattiva. Suo unico compito sarebbe quello di accompagnare nel trapasso le anime degli esseri umani al regno dei morti.
Nella mitologia greca, Thanatos è la personificazione della morte. Dal suo nome deriva la tanatofobia, la paura della morte. Secondo Esiodo, è figlio di Nyx (la Notte), che l'aveva concepito senza l'aiuto di nessun altro dio. Omero ne fa il fratello gemello di Hypnos, la personificazione del sonno.

Nemico implacabile del genere umano, odioso anche agli immortali, ha fissato il suo soggiorno nel Tartaro o dinanzi alla porta degli inferi. È in questi luoghi che Eracle ha combattuto con Thanatos sconfiggendolo e legandolo con una catena di diamanti per tenerlo prigioniero sino a che non ottenne la restituzione di Alcesti, che ricondusse trionfalmente a casa.

Ateniesi e Spartani lo onoravano di un culto particolare, ma non si sa nulla sul tipo di culto che gli rendevano.

Thanatos aveva un cuore di ferro e delle viscere di bronzo. I greci lo rappresentavano sotto la figura di un bambino nero con piedi torti. A volte i suoi piedi, senza essere difformi, sono soltanto incrociati, simbolo dell'imbarazzo dei corpi che si trovano nella tomba. Altre volte era rappresentato come un giovane o un vecchio barbuto con le ali. Nelle antiche sculture viene rappresentato anche con un viso dimagrito, gli occhi chiusi, coperto da un velo, e mentre tiene una falce in mano. Questo attributo sembra significare che la vita viene raccolta come il grano. Gli attributi comuni tra Thanatos e la madre Nyx (la Notte) sono le ali e una torcia spenta e rovesciata. I Romani lo chiamavano Mors, e se lo raffiguravano come un Genio alato e silenzioso e gli alzarono anche degli altari.

Nell'Induismo Yama è la divinità preposta al controllo e al trapasso delle anime da un mondo all'altro. È figlio di Surya (dio del Sole) e di Saranyu, viene chiamato anche Dharma (Giustizia, poiché ha il compito di giudicare le destinazioni delle anime) e Kala (Tempo, Yama è identificato con il tempo poiché è quest'ultimo a decretare il momento della morte). La sua tradizionale iconografia è quella di un uomo che cavalca un bufalo nero, vestito di rosso con gli occhi di fuoco e la pelle verde.

Nel Buddhismo è rappresentato come un essere irato, dalla pelle di colore nero-blu, vestito di pelli animali e adorno di teschi e ossa. Nella rappresentazione iconografica del Sasara Yama stringe a sé la ruota dell'esistenza. Nel buddhismo Vajrayana la morte viene considerata uno degli otto dharmapada, un difensore del Dharma. Sempre nel buddhismo Vajrayana esiste anche Yamantaka, il Distruttore della morte, che assume su di sé le sembianze di Yama, compreso il volto di bufalo tratto dal suo veicolo nell'iconografia induista, a significare il superamento di ogni dualità.

Nella Bibbia il quarto cavaliere dell'Apocalisse è rappresentato con l'inferno che lo segue. Nell'Antico Testamento il cosiddetto "Angelo del Signore" colpisce 185.000 nell'accampamento Assiro (II Re 19:35), nel libro dell'Esodo 12:23, il Signore "percuote" ogni primogenito d'Egitto ma non fa passare lo "sterminatore" nelle case in cui c'è un segno di sangue sulla porta. Sempre l'Angelo Sterminatore causa una pestilenza in Israele finché il Signore non gli ordina di "ritirare la mano" (II Sam 24:16; I Cronache 21:15). Re Davide vede l'Angelo della Morte descrivendolo "stava tra terra e cielo con la spada sguainata in mano, tesa verso Gerusalemme"(I Cronache 21:16). Nel suo libro, Giobbe usa il termine "distruttore" e in Proverbi si fa riferimento alla morte (Prov. 16:14). Di solito Azrael è riconosciuto come Angelo della Morte. Il "memitim" è un tipo di angelo biblico associato con la mediazione oltre la vita dei morenti (Libro di Giobbe 33:22). Ci sono alcuni dibattiti religiosi tra gli studiosi per quanto riguarda l'esatta natura del memitim.

Secondo il Midrash, l'angelo della Morte fu creato da Dio nel primo giorno. Egli abita nei cieli e possiede dodici ali. È rappresentato come un essere ricoperto da occhi che tiene in mano una spada da cui gocciola fiele. Quando un uomo sta per morire, l'Angelo fa cadere una goccia di fiele in bocca all'uomo e questo ne causa la morte: l'uomo comincia a decomporsi e il suo viso diventa giallo. L'espressione "avere il gusto della morte" è derivata dalla credenza che la morte fosse causata da una goccia di fiele. Dopo la morte dell'uomo l'anima esce dalla bocca (o dalla gola) e la sua voce giunge fino alla fine del mondo.

Proprio per questo l'Angelo sta sulla testa del morente, per impedire all'anima di fuggire. Nella tradizione ebraica, l'angelo è rappresentato come un brutale macellaio che uccide tramite la sua goccia di fiele, usando la sua spada (o un coltello) o con un laccio (che simboleggia la morte per soffocamento). Infatti le pratiche di esecuzione capitale nella cultura ebraica venivano eseguite tramite la combustione (il versare un liquido incandescente nella gola del condannato—pratica che ricorda la goccia di fiele), la macellazione (o decapitazione) e il soffocamento. Inoltre l'Angelo possiede un mantello nero che gli permette di trasformarsi in tutto ciò che vuole per meglio assolvere il suo compito, di solito si trasforma in mendicante o studioso.

Secondo la tradizione vi sono sei angeli della morte:

Gabriele, che ha il compito di prendere le anime dei re.
Kapziel, che prende le anime dei giovani.
Mashbir, che prende le anime degli animali.
Mashhit, che prende le anime dei bambini.
Hemah, che estende il suo potere sull'uomo e sulla bestia.



L'angelo della Morte, a causa delle sue frequenti rappresentazioni di mostro vestito di nero o di impietoso ed iniquo omicida, è stato spesso associato al diavolo. Persino nella genesi quando Eva, durante il suo colloquio col serpente, associa la morte al peccato originale (Gen. 3:3).

Nel Nuovo Testamento la morte è citata solo qualche volta e affrontata con un atteggiamento notevolmente positivo. Basti pensare a Cristo che risorge dai morti, alle numerose allusioni della vittoria sulla morte e alla scomparsa di paura della morte. La morte, quindi, mantiene la sua accezione negativa (Ap.6:8) ma assume il ruolo di vinta e non di vincitrice. Prima, infatti, la condizione umana sia buona che cattiva aveva conclusione nella morte, ora la morte è solo un "periodo transitorio", una sorta di lungo sonno. La morte non è eterna e da essa si può risuscitare.

Nella tradizione ci sono due Angeli della Morte: Michele, che è buono, e Samaele, che è malvagio.

Azrael, uno dei quattro Arcangeli principali nella teologia islamica, appare come la personificazione della Morte nella tradizione islamica.

Nella mitologia giapponese la morte è impersonata da Enma, anche conosciuto come Enma Ou e Enma Daiou. Enma comanda lo Yomi (gli Inferi), il che lo rende simile ad Ade, e decide se i morti devono andare in paradiso o all'inferno.

I testi religiosi, in particolare il Kojiki, parlano del Takama no Hara (Pianura degli Alti Cieli, paragonabile al concetto occidentale di paradiso) e dello Yomi no Kuni (o Terra di Yomo, paragonabile al concetto occidentale di inferno), una terra dei morti in cui regna un Re demoniaco, Enma, che ha il compito di giudicare i morti che sono condotti innanzi a lui. Tuttavia non è così facile giungere al suo cospetto, infatti per accedere alla vita ultraterrena, bisogna superare le varie prove della vita. Il rimpianto per il mancato conseguimento di una o più prove condanna l’anima dell’individuo ad un vagare senza meta sulla terra anche se è stato destinato al Takama no Hara.

Un culto più recente è quello degli shinigami, gli dei della morte.

Le antiche tribù slave vedevano la morte come una bellissima donna vestita di bianco che teneva in mano un ramoscello di sempreverde. Il tocco di questo ramoscello avrebbe significato la morte immediata di una persona. Questa iconografia è sopravvissuta fino al Medio Evo fino a quando non è stata sostituita dallo scheletro con la falce.

I lituani chiamarono la morte Giltinè dalla parola "gilti" (pungere). Giltinè è stata rappresentata come una vecchia donna vestita di blu con una lingua velenosa e mortale. La leggenda vuole che prima Giltinè fosse una bellissima giovane trasformata in un essere mostruoso quando fu chiusa in una bara per sette anni. La dea della Morte era la sorella della dea della Vita, Laima, che rappresenta inoltre il legame tra inizio e fine. Dopo i lituani adottarono come immagine della morte lo scheletro con la falce.

La morte personificata è un soggetto frequente nella cultura popolare, dal teatro al cinema, dai fumetti ai romanzi ai videogiochi. Tra le apparizioni letterarie più consistenti si ricordano quelle nei romanzi comici di Terry Pratchett (specie quelli del Ciclo di Morte).

La Morte è un personaggio secondario della serie televisiva I Griffin.

Nella seconda stagione di American Horror Story, Asylum, compare la Morte come angelo saggio e giusto, interpretato da Frances Conroy.




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martedì 22 dicembre 2015

I TATUAGGI IN FACCIA




"Sembra proprio mio figlio". Su Facebook si dice soddisfatto del lavoro finale, Christian Sechrist, ventenne di Houston (Texas). In onore del figlio ha deciso di tatuarsi la faccia del suo pupo sulla guancia. Un tattoo che ha diviso la rete per l"'imbarazzante" originalità. Da una parte del volto il viso del figlio Perseus dall'altra un coloratissimo disegno. Dopo la pubblicazione su Facebook delle foto gli amici provano a farlo ragionare: "Perchè in faccia? E ora come troverai un vero lavoro per sfamare tuo figlio?". Ma Chris sembra non preoccuparsene: del resto l'altro lato della faccia era già stato riempito.

Ormai i tattoo sono diventati normali. Una scritta cinese sul braccio oppure un delfino sulla caviglia non destano ormai alcuno scandalo.

È rimasto però ancora una parte del corpo che tatuata fa scandalo, quando non fa orrore, la faccia.

C'è chi mostra fieramente le proprie origini con la scritta "tradizione famigliare" e chi mette in mostra la propria fede con la scritta "Dio" stampata sulla fronte. Ma non finisce qui. Alcuni non nascondono le proprie preferenze politiche dicendosi anche razzisti, mentre altri sfoggiano il patriottismo con il tattoo del proprio Stato. C'è anche chi punta al marketing con il tatuaggio della propria bevanda preferita piuttosto che dei siti porno visitati più di frequente. Ma c'è spazio anche per la creatività con tribali o la riproposizione dei segni dello scheletro. Qualcuno, però, preferisce lasciare la faccia pulita, magari optando per una faccia urlante sulla nuca.

Il ventiquattrenne Vin Los, modello di Montreal,  ha un grande desiderio: diventare l’uomo più famoso del mondo. E per raggiungere il risultato è disposto a qualunque cosa: compreso tatuarsi in faccia 24 parole, con “fame” (“fama”) scritto in grande in fronte.



Tra le altre parole tatuate, “Scream my name” (“urla il mio nome”) e “Icon face” (“faccia iconica”), in caso si fossero sul perché Vin ha deciso di tatuarsi il volto.

Bisogna dargli atto che l’idea ha certamente funzionato, e sicuramente la sua storia ha fatto notizia e gli ha procurato una certa notorietà, anche è ben lontano dall’essere l’uomo più famoso del mondo come desidera.

Alcuni però l’hanno criticato per la scelta di tatuarsi il volto, perché giudicano il risultato un danno estetico (tanto che alcuni dicono di aver faticato a credere a prima vista che i tatuaggi fossero veri), che va a ridurre la sua bellezza anziché ad aumentarla.

I tatuaggi tribali sono  concepiti per marcare non solo il rango sociale e lo status, ma anche il coraggio. In altri casi sono invece effettuati come rito di passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Se gli antichi romani cominciavano vestirsi di porpora una volta diventati adulti, molte popolazioni fuori dall’Europa usano tatuare i loro appartenenti per mostrare il raggiungimento della maturità. In altri casi i tatuaggi, soprattutto per le donne, sono segni di fertilità e bellezza. E non mancano i tatuaggi visti come segni negativi. Nella cultura cinese e nella cultura giapponese si era soliti infatti marchiare con tatuaggi criminali abituali e persone che vivevano di fatto di fuori della società: il tatuaggio come marchio della bestia affinché nessuno si avvicini a persone di questo genere.

I significati dei tatuaggi tribali dunque sono tra i più disparati e sicuramente non sono adatti a farsi categorizzare in modo superficiale.

Stesso discorso per i tatuaggi facciali, tipici di questa tradizione: possono voler dire di tutto e necessitano di un’indagine approfondita per comprenderne il significato. Prendiamo il caso dei tatuaggi Maori, dove la pelle più che essere punta viene scavata realizzando sulla faccia dei bellissimi motivi a rilievo. Questi tatuaggi vengono effettuati durante tutta la vita del tatuato: vengono infatti migliorati e abbelliti, o estesi, a significare eventi speciali della propria vita.




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