sabato 6 agosto 2016

LE MACCHIE MONGOLICHE



Le macchie mongoliche sono piccole "voglie" di colore scuro che compaiono sulla pelle dei neonati ma che in genere scompaiono senza lasciare traccia. Note anche come tache mongolique o blue mongolian spot, sono a volte state scambiate per segno di abusi compiuti sul bambino, una diagnosi che ha sconvolto e sconvolge la vita a non pochi genitori, dovuta  purtroppo all’ignoranza degli occidentali non abituati al fenomeno di questo segno naturale sul corpo dei neonati.

La macchia compare alla nascita o nei primi mesi di vita per scomparire di norma dai tre ai cinque anni dopo la nascita e quasi sempre con la pubertà. Ne esistono forme persistenti che non vanno incontro ad autoregressione. Il colore più comune è l'azzurro, anche se possono esserci macchie di colore grigio-blu, nero-blu o marrone scuro.

La regione interessata comprende generalmente le regioni lombari e sacrali raggiungendo la parte alta delle natiche. Casi che interessino gli arti o altre regioni cutanee risultano assai rare. Se presente al volto invece prende il nome di forma aberrante.  Il nome è stato dato dall'antropologo tedesco Erwin Balz. 

Presente nella popolazione mongola, sono rarissime fra i cinesi, mentre tra alcune tribù degli indiani d'America, i Navajos ad esempio, le macchie sono presenti in modo elevato, e questo conferma la loro possibile antica origine asiatica, oppure gli amerindi per i quali la macchia conferma che essi provengono dall’Asia attraverso lo stretto di Bering. Anche gli africani manifestano questa tache mongolique, ma poiché sono di pelle nera la macchia è meno visibile, è infatti sfumata e bisogna avere occhi per poterla apprezzare. Accanto alla scienza c’è la leggenda: la tache mongolica è l’eredità che ci ha lasciato Gengis Khan attraverso le sue conquiste… femminili, straordinarie almeno quanto quelle di condottiero.



Dal punto di vista scientifico la corretta definizione di macchia mongolica è melanocitosi dermica congenita, che indica appunto una discromia del tutto benigna che compare sulla pelle del neonato nelle prime settimane e mesi di vita soprattutto nella regione sacrale, e che appare come una macchia bluastra o grigiastra dai bordi irregolari e dalle dimensioni anche superiori ai 10 cm. Questa macchia, di grandezza variabile, che viene definita mongolica proprio perché il 99% della popolazione mongola presenta questo inestetismo passeggero, è in genere transeunte (scompare entro il primo anno di vita del bambino), ma se è destinata a diventare permanente, ha delle caratteristiche che il pediatra è in grado di valutare.






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