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sabato 12 agosto 2017

PELLE E DIMAGRIMENTO



Quando si vuole perdere il peso in eccesso, la convinzione e la motivazione sono sicuramente le armi vincenti. Serve costanza e impegno, all'inizio sarà un po' difficile, ma in seguito l'abitudine vincerà e riuscirete a trovare un ottimo equilibrio tra il mangiare sano e non patire la fame.

Spesso però chi si mette a dieta per dimagrire dimentica che la pelle deve prendere una nuova forma, si deve adattare ai centimetri in meno, e per essere soddisfatti del proprio aspetto è necessario anche essere ben tonici.

Modificare l'alimentazione è il consiglio più importante per combattere la pelle flaccida ed evitare i costanti cambiamenti di peso in modo efficace.

Non adottare una dieta sana rende qualsiasi altro sforzo per migliorare il nostro fisico assolutamente vano, infatti occorrono alcuni principi nutritivi per ottenere buoni risultati, così come eliminare gli alimenti che fanno accumulare il grasso.

Assumere alimenti sani, poveri di grassi e zuccheri contribuisce a migliorare la salute in generale e a mantenere la pelle soda.

Dimagrendo velocemente  si rischia di avere pelle flaccida in parti del corpo come l’addome, i glutei, le gambe e anche le braccia.

Per cominciare a ridurla, uno dei modi più efficaci è quello di praticare esercizi localizzati per far lavorare ogni parte del corpo colpita da questo problema.

Per mantenere un peso adeguato e allo stesso tempo rassodare la pelle, è importante includere una routine di esercizi generali come, ad esempio, camminare 30 minuti al giorno, correre, andare in bicicletta o a passeggio con il cane.



Tutti i movimenti che implichino uno sforzo fisico, contribuiscono ad incrementare il metabolismo e a prevenire futuri accumuli di grasso nelle parti che abbiamo fatto già lavorare con gli esercizi localizzati.

Il sole e le lampade abbronzanti espongono la pelle a una debilitazione causata dai raggi UV che ne fanno diminuire l’elasticità e il collagene.

L’ideale sarebbe evitare queste abitudini e proteggersi tramite l’uso di creme solari, cappelli o vestiti che coprono la pelle.

Bere una buona quantità d’acqua al giorno è uno dei migliori modi per idratare la pelle e migliorarne l’elasticità, affinché abbia la capacità di adattarsi ai cambiamenti dovuti al dimagrimento.

Accanto a questo nutrimento interno, trattate con delicatezza la vostra pelle anche all'esterno. Scegliete bagno schiuma che non siano aggressivi, ma giusti per il vostro ph e delicati. Spesso non serve spendere cifre astronomiche, basta saper leggere gli ingredienti e fare scelte il più naturali possibile. Evitate i prodotti che abbondano in solfati.

Per quanto riguarda le creme di bellezza, utilizzate le solite con cui vi trovate bene, devono essere massaggiate e ben assorbite per fare effetto.

Le coccole che ricevete in una spa sono un toccasana per lo spirito e per il corpo. Massaggi rassodanti o un impacchi di alghe sono davvero efficaci perché permettono di stimolare la circolazione e far affluire il sangue nelle zone che più soffrono di mancanza di tonicità, risvegliandole e rivitalizzandole.
Allo stesso modo lo scrub sotto la doccia: tolgono le cellule morte favorendo il rinnovo cellulare, quindi pelle nuova e più elastica, e massaggiando stimolano la circolazione sanguigna.



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sabato 2 aprile 2016

INDOSSARE I LEGGINGS



Fino alla seconda guerra mondiale i leggings erano indossati come protezione sotto i pantaloni, dai soldati in guerra.

Negli anni '50 del XX secolo, lo stilista Emilio Pucci riscopre questo elemento e crea un pantalone affusolato che chiama fuseaux (da "fuso" per la forma che regala alla figura femminile). Vengono subito lanciati nel mondo della moda grazie a Audrey Hepburn, che li indossa nei film Sabrina e Cenerentola a Parigi.

Nel 1960 Pucci lancia i pantaloni Viva dotati di uno speciale passante elastico che rimane sotto la pianta del piede mantenendo tesa la stoffa.

Venne poi creata una variante dei fuseaux più corta, che prese il nome di "Capri", com'è tuttora chiamata, dall'omonima isola di Capri meta in quegli anni dello star system hollywoodiano che qui passava molto tempo, e che come Audrey Hepburn e Sophia Loren indossava questi capi che coprivano dal bacino fino subito sotto le ginocchia, lasciando così il resto della gamba libero.

Con l'avvento delle fibre elasticizzate, il modello con passante elastico sotto la pianta del piede (detto anche "staffa") si diffuse in ambito sportivo soprattutto nello sci, nella danza e nella ginnastica.

È solo negli anni '70 che nascono i leggings come li conosciamo ora, ispirati ai pantaloni Capri proposti da Pucci ma presentati in una variante molto aderente e senza piede, su invenzione della stilista Patricia Field.

Ma è grazie a Madonna, che li indossò nel film Cercasi Susan disperatamente nel 1985, che si ebbe il vero boom di vendite e l'elevazione dei leggings a vero cool degli anni '80.

Sulle passerelle iniziarono a comparire altri tipi di leggings, come quelli della stilista inglese Liza Bruce che nel 1987 lanciò la moda anni '90 dei pantaloncini da ciclista per il guardaroba femminile, e dei fuseaux fluorescenti.

Tramontati nel corso degli anni '90, la griffe Max Mara presentò nel 2006 una collezione di miniabiti abbinati a tacchi alti e leggings neri. Da lì in poi tutte le case di moda e vari designer li hanno inseriti nelle collezioni, variandone la decorazione: jeans, tinta unita, righe o fiori, black & white, animalier maculati o zebrati, liquid in lattice aderentissimi, glitter con paillettes o colori fluo.

Solitamente sono realizzati in elastam, o in filati misti di nylon e cotone o poliestere, ma esistono anche modelli realizzati in lana o seta.

Negli ultimi anni ne sono stati prodotti di diversi modelli anche con tessuti particolari che risultano molto lucidi (tipo latex).

I leggings mettono d’accordo tutte. Formose e magre. Romantiche e rock. Ragazze e donne di ogni età. 



La loro peculiarità infatti, è quella di essere versatili. Di giorno si possono portare con ballerine e la sera si possono accompagnare con un paio di stivali da biker. Quando però un indumento è così amato, il rischio di inciampare in cadute di stile è molto alto. 

Il tessuto deve essere corposo e non lasciar intravedere la pelle o gli slip in controluce. E non pensare che sia un problema solo per quelli chiari, anche il nero può rivelare più di quanto tu voglia far vedere. Lo slip fa parte della categoria intimo e tale deve restare, meglio se poi è senza cuciture, ti aiuterà ad evitare l’effetto muffin che fa capolino dalla stoffa.

I leggings non sono dei pantaloni e anche se la tentazione di svelare i risultati raggiunti dopo sedute estenuanti di Gag, Squat e Zumba è tanta, il sedere deve rimanere coperto. Cosi come tutte le altre parti intime. 
I colori scuri e opachi slanciano e snelliscono. Le fantasie sono ammesse quando hanno una base scura e naturalmente le righe non sono ben accette.

Se le gambe sono lunghe e magre vannp bene colori sgargianti, fantasie particolari e tinte chiare.  Occhio comunque ai modelli in eco pelle, perché avere le gambe lunghe non è sempre sinonimo di tonicità e i leggings in pelle permettono ai muscoli poco allenati di mostrarsi in tutto il loro vibrare.

Indossali con maglie, maglioni, felpe e camicie, basta che siano abbastanza lunghi da coprire i glutei. Sì ai cappotti dal taglio lineare, al parka ma anche al blazer.

Si possono scegliere sneakers, biker boots, ballerine, tronchetti, stivali, sleepers e stringate maschili. I leggings amano tutte le scarpe con una piccola eccezione: i tacchi molto alti accompagnati dal plateau. Diciamo che l’effetto sarebbe troppo da dominatrice!







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domenica 24 gennaio 2016

GAMBE .....PERFETTE



Spesso non ci si pensa, ma anche quando compriamo un paio di stivali dobbiamo valutare la forma della calzatura e del nostro polpaccio, per non ritrovarci con uno stivale troppo stretto o troppo ampio. Il 41% delle donne oltre i 50 anni non è felice della forma delle proprie gambe. Si è così scoperto che come le forme del corpo fanno riferimento ai frutti, i polpacci prendono come ispirazioni le forme dei vegetali.

Patata, carota, zucchina, melanzana e pastinaca sono i 5 vegetali presi come riferimento per la forma delle gambe. Le donne con le caviglie sottili e i polpacci più pieni sono pastinache, mentre coloro che hanno la caviglia non troppo definita ma i polpacci formosi rientrano nel gruppo delle patate. Chi la le gambe sottili fa parte di coloro che sono definite carote, mentre chi ama essere sempre in perfetta forma e fa molto esercizio ha caviglie e polpacci piuttosto definiti, per tanto sono stati definiti "melanzana".

Gli attuali canoni estetici definiscono la forma perfetta quando, messe in posizione eretta e uniti i piedi, si vedono 3 buchi: il primo compreso tra i malleoli e le ginocchia, e gli altri due tra le ginocchia e le anche. Non preoccupatevi se da voi non si vedono, si tratta di uno spartiacque decisamente grossolano, e non è affatto necessario rientrare in questa definizione per avere gambe perfette.

Devono essere dritte, ma con una sottile separazione fra la destra e la sinistra. Quando sono unite, infatti, le caviglie, la parte interna dei polpacci, delle ginocchia e delle cosce devono combaciare perfettamente, ma non essere troppo aderenti l’una con l’altra, presentando cosi’ tre buchi: uno tra le cosce ed il ginocchio, uno tra il ginocchio ed i polpacci, uno tra i polpacci ed i malleoli.



Misurando infatti la parte laterale della coscia dal punto trocanterico, ossia il punto in cui si sente la sporgenza della testa del femore, a quello in cui il ginocchio si piega, la distanza deve essere uguale alla circonferenza che si misura nel punto medio della coscia, tra inguine e ginocchio.

L’articolazione del ginocchio, ad esempio, deve essere poco distinguibile ed il passaggio dalla gamba alla coscia deve evidenziare una curva tenue ma regolare.

I canoni estetici attuali le impongono rotonde, carnose, toniche, affusolate, con l’assottigliamento verso il basso ed i malleoli armoniosi. Ma non e’ tutto. I polpacci devono essere snelli, sottili e proporzionati al resto dell’arto, e devono avere non meno di quindici e non piu’ di diciotto millimetri di grasso.

La caviglia deve misurare 5 cm in più rispetto al polso.



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