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giovedì 10 agosto 2017

LE PETTINATURE



Se si cambia spesso pettinatura e colore vuol dire che si è alla ricerca della propria identità.   

Se la pettinatura è la stessa da sempre si hanno diverse interpretazioni: si esprime sicurezza perché si ha raggiunto un certo equilibrio e, almeno per ora, non si intende cambiare oppure perché ha paura di osare, meglio allora mantenere sempre lo stesso look rassicurante. 

Nella cultura occidentale il colore dei capelli ha significati diversi. 
Le bionde dominano il mondo del cinema o almeno nell'immaginario collettivo. Perciò scegliendo il biondo ci si sente un po' diva, volubile e sexy. E se si ha l'idea che il biondo sia sinonimo di superficialità si è donne molto molto intelligenti.
Il nero si usa se si vuole essere prese sul serio. ci si mostra autentiche, ma anche profonde e passionali. Le more sembrano più algide, in realtà sono dolcissime, ma preferiscono proteggere il loro lato intimo. 

La donna castana esprime equilibrio, né troppo estrosa come le bionde, né troppo misteriosa come le more. Se scegli il castano si ama affascinare ma in modo discreto e mostrare le proprie carte un po' alla volta.

Il rosso è il colore associato al fuoco perciò è facile pensare alla passione. Se il colore è naturale può esprimere un carattere spontaneo e dolce. Se invece li si tinge di rosso ci si vuole farsi notare ma esprimi anche un carattere allegro, solare.  Il rosso poi richiama la magia. 

Se ha la frangia si è legate all'infanzia. Le acconciature con la frangia sono quelle tipicamente da bambine, scegliere la frangia da grande significa giocare con il lato più infantile. Vuol dire anche essere un po' civettuole. C'è, poi, chi porta la frangia per coprire qualche difetto del viso.

Se scegli un taglio di capelli corti indubbiamente si ama la praticità. I capelli corti però esprimono anche un carattere grintoso e vivace. Facile accostarli a una personalità che cerca di portare alla luce il proprio lato più maschile.



I capelli raccolti significano che si ama la disciplina e l'ordine. Se l'acconciatura è elaborata c'è ricerca nel look e voglia di eleganza. 

In genere il taglio lungo e scalato o comunque voluminoso è segno di una personalità libera e spontanea. 

Per la maggior parte delle persone, cambiare stile alla chioma ha un significato non solo estetico, ma anche psicologico, da ricondurre spesso a un desiderio di cambiamento che si manifesta nel cambio di acconciatura.

Alcuni psicologi hanno ricercato il significato dei diversi tipi di cambiamenti: il tagliare i capelli significherebbe il desiderio di chiudere un periodo infelice mentre lasciare i capelli lunghi una personalità dolce; il fare la permanente indicherebbe un desiderio di gioia e spensieratezza, tingersi i capelli di scuro rappresenterebbe un animo istintivo mentre colorarli di chiaro un carattere seducente.

Questi risultati derivano dal significato psicologico dei cambi di immagine, e il cambiare stile ai capelli assume soprattutto nelle donne un significato di cambiamento emotivo evidente e visibile a tutti.

Per gli uomini il taglio di capelli ha una valenza psicologica minore rispetto alle donne, ma anche nel sesso maschile i cambiamenti hanno un significato, per esempio il rasare a zero o il far crescere i capelli indicano spesso anche in loro un desiderio di cambiamento o di ringiovanimento.

A volte, si ricorre a un taglio (netto) a causa di un’esperienza poco felice, come una rottura sentimentale, la perdita di un oggetto, di una persona amata o altro. Ci si può deprimere a tal punto che si decide cambiare completamente taglio. Qualora ci sia un passato doloroso, i capelli possono ricordare quell’esperienza collegata alla sofferenza.



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sabato 2 aprile 2016

I PANTALONI A CAVALLO BASSO



Già da diverso tempo le passerelle hanno mostrato un nuovo trend che, in breve tempo, è riuscito a conquistare il cuore delle amanti della moda più attente alle ultime tendenze. Si tratta dei pantaloni con cavallo basso, scelti non solo dalle donne che amano la comodità, ma anche dagli uomini che vogliono arricchire il loro guardaroba con qualcosa di unico.

A cavallo basso, harem, alla turca o sarouel. Il motivo di tanti nomi è dovuto al taglio del cavallo e a diverse traduzioni che però vanno ad identificare lo stesso tipo di pantaloni. In generale, i pantaloni con cavallo basso hanno appunto il cavallo medio-basso, sono ampi sulle gambe e caratterizzati da una cinta a vita alta. Possono essere lunghi o corti e sono generalmente più stretti alla caviglia o al polpaccio.

Alcuni modelli si differenziano per il cavallo che arriva a metà coscia fino a toccare terra. Si tratta in generale di un modello davvero particolare, che si differenzia da un pantalone tradizionale per la morbidezza del tessuto utilizzato e dalla intrinseca comodità. Lo stile di questi modelli deriva dai tradizionali pantaloni turchi, chiamati salvar e indossati da uomini e donne dell'Impero Ottomano.

Per chi ama i pantaloni a cavallo basso, la scelta tra i modelli è ampia e variegata ed è possibile avere un guardaroba unico, capace di adattarsi a ogni occasione: lunghi fino alla caviglia o corti al ginocchio; ampi fino all'orlo o resi a sbuffo dal progressivo restringimento della gamba; elegantissimi in tessuti dall'effetto lucido o disimpegnati grazie a tele variopinte e fantasia.

L'abbinamento ideale per il pantalone con cavallo basso è semplice e sportivo. Una canottiera bianca ben sagomata o una t-shirt colorata saranno il modo migliore per completare l'outfit. Ai piedi, sarà opportuno calzare sandali o infradito in cuoio. Se vuoi optare per un look elegante, puoi abbinarli a scarpe con il tacco, una canottiera gioiello e un blazer avvitato.



I pantaloni con il cavallo basso sono molto comodi e la tentazione di indossarli con le scarpe basse è alta; fai attenzione: il loro taglio particolare dona a chi ha gambe lunghe e slanciate, ma rischia di appensantire la figura di chi è più formosa: se è il tuo caso, cerca di evitare i modelli con stampe sgargianti e con il cavallo particolarmente basso, prediligi le tinte unite (il nero su tutti) e abbinali a scarpe con il tacco.

Ci sono giornate in cui si predilige essere comode magari perché si è fuori tutto il giorno. In questo caso il pantalone cavallo basso in tessuto tuta è quello che ci occorre, anche perché è una variante al solito leggins.

Indossare una tuta non è sinonimo di sciatto o trasandato perchè alcune sono davvero stupende e perché, anche un semplice pantalone di tuta nero, abbinato nel modo giusto, può creare un look unico.
Per la sera, i cui abbinamenti sono sempre più belli perché esigono di solito una scarpa alta, un pantalone cavallo basso nero in tessuto elegante, camicia bianca in cotone con le maniche risvoltate e bretelle nere. Abbinare il tutto ad un décolleté a punta con il tacco alto a spillo. Giacca lunga e una pochette.

Un altro look carino potrebbe essere con pantalone nero, top crop nero o bianco, giacca nera lunga dal taglio maschile e décolleté di pelle a punta.



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lunedì 14 dicembre 2015

I RASTA



I rasta, o dreadlocks, non sono solo un tipo di acconciatura per non passare inosservati, ma una filosofia di vita.

I dreadlocks o dreads (Jata in Hindi, o erroneamente chiamati rasta) sono formati aggrovigliando i capelli su se stessi, e si possono ottenere in diversi modi, uno dei quali sta nel non pettinarsi per lungo tempo: in questo modo si formeranno dei locks (nodi) che con il tempo sarà impossibile sciogliere. Nel Rastafarianesimo - movimento religioso principalmente giamaicano che ha portato maggiormente in vista questo tipo di capigliatura - i dreadlocks possono ricordare la criniera del leone, simbolo della tribù di Giuda da cui discende Ras Tafari.

La parola dreadlock non possiede una traduzione precisa. Sappiamo che dread, in inglese, è un sostantivo che significa "paura","timore", mentre lock significa "bloccare" o, più precisamente, "intrecciare", poiché i dredlocks sono delle vere e proprie trecce di capelli. Il termine, pertanto, potrebbe voler dire "intrecciare con timore" (sottinteso "di dio", in quanto nata come pratica religiosa) o, più liberamente, "rigido intreccio".

Il nome rasta, invece, deriva dalla contrazione di "Ras Tafari", espressione etiopica che descrive Tafari Makonnen, imperatore d'Etiopia dal 1930 con il nome di Hailé Selassié.

Oltre che nel Rastafarianesimo – dove rappresentano un'adesione alla naturalità dell'uomo donata da Dio, un mantenimento della forza divina che si esprime attraverso la lunghezza dei capelli (si pensi a Sansone, per esempio), uno degli elementi che costituiscono il voto di Nazireato, nonché un rifiuto dell'ordine mondano e delle convenzioni appartenenti a Babilonia –, i dreadlocks sono presenti in altre religioni, come l'Induismo (Sanatanadharma): gli asceti erranti definiti sadhu, infatti, portano dreadlocks spesso estremamente lunghi come segno della rinuncia al mondo e alla mondanità, essendo la loro esistenza ormai rivolta a moksha, la fine del ciclo di nascite-morti-rinascite.

Regole base per una buona riuscita dell’opera sono una media lunghezza del capello (almeno 15 cm) e  una giornata libera da qualsiasi impegno, per riuscire ad avere una testa veramente “rasta” ci si impiegano dalle 6 alle 12 ore, se vi mettete nelle mani di un buon professionista. L’ideale sarebbe avere un capello di partenza secco, sfibrato, possibilmente privo di forfora che potrete facilmente ottenere facendo una vera e propria decolorazione con ossigeno puro  e poi ritingendo i capelli del vostro colore naturale.


Non un uncinetto qualsiasi, ce ne vuole uno preciso di misura 0,55-0,60. Fondamentale, prima di iniziare a bistrattare i capelli, è suddividere la chioma in ciocche ben ordinate e definite. Quindi, isolate una ciocca di capelli sulla nuca alla base del collo, in modo che sulla cute risulti un quadratino di 2 per 2 cm (o piu o meno grande in base allo spessore che si desidera per il dread). Cercate di effettuare la divisione su una base quadrata, e non circolare questo permettera ai dread durante la ricrescita di agrovigliarsi meglio.

Procedete con la classica cotonatura: si prendono i capelli e si spazzolano al contrario, con un pettine a denti stretti in modo da creare i nodi che sono l’anima del dread, per finire con la fase “grattugia”, grattando la ciocca con l’uncinetto e stringendo il pizzico tra pollice e indice.

Fase terminale: sempre con l’uncinetto, partendo dalla base della ciocca, tirate dentro al corpo di nodi nodi tutti i capelli che escono fino a compattarli insieme per formare il dread.

Lavateli dopo almeno un mese che li avete fatti. Se lo fate prima, anche solo con l’acqua,rischiate di rovinarli. Ovviamente non è sempre così, dipende da persona a persona,può anche essere che il dreadmaker vi abbia fatto un lavoro così perfetto da farli reggere da subito al primo lavaggio, potrete capirlo dalla compattezza che percepite quando li tastate. 2 settimane di attesa per il secondo e per il terzo lavaggio.
A questo punto potete cominciare a fare shampii più frequenti, una volta a settimana può andare bene, e se proprio non resistete al richiamo della pulizia, fate lavaggi con acqua.

Assolutamente sconsigliato l’utilizzo di shampoo, balsamo, e prodotti schiumogeni, poichè tendono a rovinare i dreadlocks e anche il sapone di marsiglia, è una legenda metropolitana è molto irritante per la cute.

È consigliato l'utilizzo di olii shampoo a base di erbe facilmente reperibili nelle erboristerie, i quali risultano avere un'azione meno aggressiva sul cuoio capelluto. La manutenzione avviene tramite uncinetto, che va fatta senza abusarne, poiché il capello corre il rischio di spezzarsi, e soprattutto se stringiamo troppo spesso le basi nel corso del tempo potranno incorrere fenomeni di perdita dei capelli, più o meno ingenti a seconda della condizione del soggetto; piuttosto si aggiusta la porzione soprastante la base del dreadlocks, ma senza abusare di questo processo per via del fatto che comunque i capelli si spezzano, e a furia di aggiustarli, ad esempio nelle punte, c'è il rischio di perdere centimetri. Nei "corpi" spezziamo solo i capelli, con il rischio di creare delle zone più deboli nel dread, che possono indebolirsi troppo e spezzarsi anch' esse. La crescita avviene in modo del tutto naturale e spontaneo, ed è quindi inutile cercare di forzarla a "dreaddificarsi" con colle, cere o uncinetto, anche per avere dei dreadlocks con un aspetto più naturale possibile.

Il dreadlock può essere rasato del tutto, o semplicemente tagliato alla base, lasciando così i 2-3 centimetri di base sciolta che si hanno normalmente quando non si interviene nella base con l'uncinetto (pratica sconsigliata, poiché strappa i capelli aggredendo il cuoio capelluto indebolendolo e causando, nei soggetti più predisposti, la calvizie). È possibile variare la colorazione del capello naturale.




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